Dieci Horror per un Anno: 1989

Gli appassionati degli anni ’80, quelli che li definiscono il decennio più importante della storia del genere, forse resteranno delusi dalla nota un po’ in calando con cui si sono chiusi. A parte un paio di evidenti eccezioni, non c’è tutta questa ciccia nel 1989. Tantissimi B movie che raschiavano il fondo di un barile in esaurimento e, in generale, un’atmosfera da luna park in fase di chiusura, con le attrazioni che sbaraccano e le giostre quasi vuote. Insomma, fa venire un po’ di malinconia, il 1989, perché si intravedono già la direzione che il genere prenderà negli anni successivi e le difficoltà a cui andrà incontro, quindi non vi aspettate i fuochi d’artificio in questa lista, solo tanto mestiere, l’arte di restare a galla a, al solito, quei due o tre capolavori sparsi che non mancano mai. Perché non esistono anni brutti, nell’horror.

1. Intruder – Regia di Scott Spiegel  (Uscito negli USA il 13 Gennaio del 1989)

Si parte a razzo con la collaborazione tra i fratelli Raimi e quel matto di Charles Band che ci regala lo slasher più violento della sua categoria. Intruder è stato a lungo un film impossibile da vedere nella sua versione integrale, perché lo avevano tagliuzzato in almeno un milione di modi, in alcuni casi rendendolo quasi incomprensibile. Non che ci fosse poi questo granché da capire: un assassino si introduce in un supermercato dove i dipendenti stanno facendo l’inventario e li massacra uno a uno. Il povero Spiegel, amico dei Raimi e fake shemp in Evil Dead, avrebbe poi imbroccato una tristissima carriera, ma qui è scatenato e Intrudure è un gioiello per gli amanti del gore spinto.

2. Pin – Regia di Sandor Stern (Uscito in Canada il 27 Gennaio del 1989)

Se invece siete in vena di qualcosa di un po’ più sofisticato e psicologico, Pin potrebbe essere proprio la scelta azzeccata. Parla del rapporto morboso che si instaura tra un ragazzo e il manichino anatomico utilizzato da suo padre, pediatra dai metodi poco ortodossi. Nominalmente rientra nel filone delle bambole assassine, ma è molto più interessante di così, perché Pin non è un manichino posseduto, non è un Chucky a grandezza naturale, ma una figura ambigua, un serbatoio di repressioni, devianze, turbamenti destinati a esplodere senza fare prigionieri. Sono anni che conduco una campagna per dare visibilità a questo film sconosciuto. Spero che inserirlo in lista faccia venire voglia a qualcuno di vederlo.

3. La Chiesa – Regia di Michele Soavi (Uscito in Italia il 10 Marzo del 1989)

Si potrebbe facilmente opinare che La Chiesa non abbia nulla da raccontare, che gli manchi proprio del tutto anche una parvenza di ossatura narrativa su cui costruire il delirio di immagini alla Soavi che procede indisturbato per quasi due ore senza andare da nessuna parte. Ed è vero, senza dubbio. Eppure il cinema horror italiano degli anni ’80 era anche questo, un insieme di suggestioni visive spesso del tutto prive di un racconto a supportarle. La Chiesa rientra nel filone e si accontenta di infilare, una dietro l’altra, sequenze di grande impatto. Non mi sento di chiedergli altro e me lo godo a ogni visione.

4. 976 – Chiamata per il Diavolo – Regia di Robert Englund  (Uscito negli USA il 25 Marzo del 1989)

Potevo esimermi dal dare spazio all’esordio dietro la macchina da presa di Fred Krueger? Ovvio che no, non sono mica matta. Ma non è solo per ragioni affettive legate al nome del suo regista che 976-Evil si trova qui: è infatti una sorta di Bignami del cinema horror a basso budget degli anni ’80 e, in un certo senso, pur con tutti i suoi difetti, è forse il film più adatto a dare una conclusione degna al decennio. La premessa su cui si basa (un numero a pagamento dove trovate Satana in persona a rispondere) oggi è datata e risibile, e forse risibile lo era anche ieri, ma tra le buone interpretazioni, il trucco favoloso e la regia di Englund che il genere lo conosceva a menadito, resta una visione molto gradevole.

5. I, Madman – Regia di Tibor Takacs (Uscito negli USA il 7 Aprile del 1989)

Reggetevi forte che qui si vola altissimo con l’esperimento meta letterario del regista di The Gate, che poi è finito a dirigere film per la tv di ambientazione e morale natalizia. Una prece per Tibor. I, Madman è una dichiarazione d’amore infinito nei confronti della narrativa pulp, dei romanzacci con le copertine sgargianti e che promettevano violenza e brividi. Ma è anche uno dei primi horror a riflettere in maniera consapevole sui meccanismi del genere, sul perché ci piaccia avere paura e su come funziona una storia dell’orrore, e questo con qualche anno di anticipo su colleghi più famosi e fortunati. Per la sottoscritta, il film è stato una scoperta sorprendente. Spero lo sia anche per voi.

6. Pet Sematary – Regia di Mary Lambert (Uscito negli USA il 21 Aprile del 1989)

Veniamo al film del cuore della settimana, che poteva essere solo Pet Sematary, e per motivi di cui ho discusso in questa sede fino alla nausea, e anche di recente, in occasione del remake uscito l’anno scorso. Non c’è storia, al mondo, in grado di instillare in me lo stesso sacro terrore di Pet Sematary: va a pizzicare nel modo giusto tutte le mie corde più sensibili e credo che il film diretto da Lambert abbia colto in pieno ogni sfumatura del romanzo di King, spingendosi, in alcuni frangenti, addirittura oltre. E poi Zelda, mio Dio, Zelda. Non esiste un incubo peggiore di Zelda.

7. Ore 10: Calma Piatta – Regia di Phillip Noyce (Uscito in Australia il 25 Maggio del 1989)

Non so se mi prenderete a improperi per l’inserimento di questo thriller da seconda serata su Canale 5 in lista, ma devo confessarvi che, ai tempi, consumai la videocassetta e continuo a esserci molto affezionata. È parecchio che non lo rivedo, quindi forse il mio giudizio è offuscato da un velo di nostalgia, eppure ho sempre pensato che fosse un buon esercizio di tensione e claustrofobia. Nel filone delle vacanze intelligenti fa ancora la sua figura. È sensazionalistico, soprattutto nel finale, che fu rigirato per dare una conclusione meno ambigua rispetto a quella del romanzo da cui è tratto, è violento, è girato e recitato benissimo, ed è anche l’ultimo film australiano di Nicole Kidman prima che la sua carriera decollasse in quel di Hollywood. Ma sì, facciamo che uno di questi giorni agli arresti domiciliari me lo rivedo.

8. Warlock  – Regia di Steve Miner (Uscito in Australia il 1 Giugno del 1989)

Il mio eroe Steve Miner non poteva mancare in questa carrellata. Warlock è, credo sia unanime il giudizio, il suo film migliore o almeno il più personale. Molto del merito va alla scrittura di David Twohy e all’interpretazione di Julian Sands nel ruolo del perfido stregone che dal XVII secolo arriva nel XX inseguito da un cacciatore di streghe e si lascia dietro una scia di cadaveri e devastazioni varie. Perfido e spietato, lo stregone è sicuramente l’attrazione principale del film, ma anche il tono scelto da Miner, quello della black comedy, contribuisce a dare a Warlock un’atmosfera molto particolare. Trattasi della classica situazione in cui si tifa per il cattivo e, anche se sai che purtroppo il bene è destinato a trionfare, vederlo soccombere un po’ ti dispiace.

9. Tetsuo – Regia di Shin’ya Tsukamoto (Uscito in Giappone il 1 Luglio del 1989)

Tsukamoto dirige, produce, interpreta e monta pure il film che lo ha consacrato come regista di culto. A 29 anni. La produzione del film dura la bellezza di 18 mesi, con la troupe (ridottissima) che minacciava di abbandonare il set un giorno sì e l’altro pure per colpa delle condizioni ai limiti della sussistenza in cui si girava. Tetsuo è un film completamente artigianale, un film da cortile, anzi, da appartamento, la cui esistenza, il fatto che sia stato portato a termine, ha del miracoloso. Ed è anche il capolavoro del 1989; come potete vedere, molto distante da tutti gli altri film in elenco. Visto un paio di volte, non lo rivedrei mai neanche sotto tortura perché mi getta in un tale stato di angoscia e agitazione da farmi psicologicamente male. Ma capolavoro resta il termine adatto.

10. The Woman in Black – Regia di Herbert Wise (Andato in onda in UK il 24 Dicembre del 1989)

Trasmesso in tv la notte della vigilia, tanto per tenere sempre desto lo spirito natalizio, The Woman in Black è l’ennesima zampata di Nigel Kneale alla storia della televisione britannica, una piccola perla che terrorizza con pochissimo, facendo della sobrietà il suo punto di forza; un’opera fuori dal tempo, che pare essere figlia di un’altra epoca rispetto agli anni ’80, e alle loro tendenze un po’ fracassone. Un film gotico quando il gotico era praticamente dato per spacciato, e responsabile di aver compromesso i sonni di più di una generazione. The Woman in Black andrebbe adottato come testo scolastico di scrittura cinematografica perché, per farla il più breve possibile, è semplicemente perfetto.

20 commenti

  1. Pet sematary è stupendo, ho visto il vecchio e il nuovo dopo aver letto il libro e ci ho fatto diverse comparazioni. Concordo che il vecchio sia la migliore trasposizione, rispetta tutti i temi del libro e da un senso di angoscia.
    E mi hai incuriosito per la donna in nero: viene sempre elogiato

    1. Sì, è giusto che venga elogiato, perché è un film imprescindibile per il genere. Anche il romanzo da cui è tratto è molto, molto buono.

      1. per ora ho visto la trasposizione del 2012 xD

  2. Stefano69 · · Rispondi

    Un’annata molto strana, di cui hai perfettamente sintetizzato il senso nell’introduzione a questa lista: l’atmosfera malinconica di un luna park in chiusura.
    Confesso che dei film proposti ne conoscevo solo tre: il 3, il 6 e il 7. Adesso però mi hai fatto venire una voglia matta di vedere subitissimo Pin e I Madman, poi a seguire 976 Evil e The woman in black (conoscevo solo quello del 2012).
    Solo un appunto: ci hai ricordato ancora che non esistono anni brutti nell’horror, ma allora non riesci proprio a fare la lista del 1969? 🙂
    Ciao e grazie come sempre per il tuo lavoro!

    1. Vedi, il problema del ’69, non è che sia stato un anno brutto, è che è stato un anno povero: dieci film non ce li ho, davvero. Sono la prima a essere dispiaciuta per il problema che si è verificato, ma purtroppo non posso farci niente 😦

    2. Beh . è un ottima lista..i MadMan è sorprendente e originalissimo,PIN nolleggiai la VHS e lo trovai pieno di spunti interessanti,Pet.. è Pet! Punto…Tetsuo lo vidi per caso una notte su fuori orario..che aggettivo puoi usare se non pazzesco?.. ancora grazie, è sempre un grande piacere leggerti 😊👍

      1. Ma figurati! Tenere il blog aperto e funzionante in quarantena mi sta aiutando a superarla con meno difficoltà. Quindi devo ringraziare voi che leggete.

  3. valeria · · Rispondi

    mamma mia, “the woman in black”….se ci ripenso ho ancora gli incubi. quindi ovviamente non può che essere il mio film del cuore della settimana XD tra gli altri inseriti in lista, ADORO “pin” (guardatelo tutti!), “pet sematary” (già solo la gif che hai postato dice tutto…) e, rullo di tamburi, “ore 10: calma piatta” (un tour de force pazzesco, rovinato solo secondo me da quel finale caciarone e ridicolo; fosse finito 5 minuti prima sarebbe stato perfetto. riguardatelo, riguardatelo, ché è invecchiato benissimo :D).

    1. Pin è davvero notevolissimo. Forse perché di produzione canadese e un po’ fuori tono rispetto al genere di horror che andava di più negli anni ’80, non è stato considerato come merita.
      Dead Calm me lo riguardo stasera 😀

  4. Il Pet Semetary originale è una perla del genere e ancora oggi riesce ad affascinare. I, Madman è un film folle e stupendo e mi dispiace tantissimo che Takacs sia finito a dirigere film per la tv perché con questa pellicola e con The Gate aveva dimostrato un talento incredibile (il suo ultimo film che ho visto è stato Spiders 3D).
    The Woman in Black invece è un film che ho recuperato grazie al remake fatto alcuni anni fa. E’ incredibile la bellezza che possiede l’opera originale e sicuramente era una pellicola che meritava di essere trasmessa al cinema.

    1. Eh, Spiders 3d, povero Tibor che brutta fine 😀

  5. Blissard · · Rispondi

    Gli anni 80 hanno un vantaggio enorme per quelli della mia generazione: sono ammantati dell’aura di nostalgia per una giovinezza perduta che gli altri decenni, se non forse i 90 (meno densi qualitativamente), non possono ovviamente possedere. Ogni titolo della tua lista evoca con sè, quasi pavlovianamente, ricordi di ormai impolverati Almanacchi della Paura, di rustici Dylan Dog Horror Fest, di nottate passate abbeverandosi su Fuori Orario con la voce fuori sincrono di Ghezzi o programmando la registrazione notturna con il VHS.
    Imperdibili Tetsuo, TWiB, PS e Sola in quella casa (questo il titolo italiano di I, Madman), apprezzabili tutti gli altri a parte, IMHO, l’esordio di Englund; mi mancano Intruder e Pin, che spero di recuperare al più presto.

    1. Sì, hanno lo stesso effetto su di me, mi riportano all’infanzia e alle cose perdute, ma sono sempre convinta che gli anni ’70 siano il decennio migliore della storia del genere, seguiti a ruota da quello appena passato.
      Mi sono sempre domandata cosa passasse per la testa dei traduttori quando I, Madman divenne Sola in quella casa 😀

  6. enricotruffi · · Rispondi

    Me ne mancano parecchi a sta botta, e sono curiosissimo per I, Madman; di Tetsuo invece ho sempre avuto un po’ paura, anche se amo molte altre cose di Tsukamoto. Pin (sempre parlando di traduttori imbecilli, in Italia è diventato ”Chi c’è in fondo a quella scala..”) e The Woman in black sono bellissimi; il primo penso sia uno degli horror più intelligenti e sottovalutati degli anni 80, fai benissimo a diffondere il verbo. Manca solamente Society, ma immagino tu non l’abbia messo perché a quest’ora chiunque legga il blog dovrebbe averlo visto almeno 3 volte

    1. Society manca perché è stato girato nell’89 è ma è uscito nel ’92 😉

  7. Spezzo una lancia in favore a Ore 10 calma piatta. Il tema della coppia in crisi per lutto, la scelta di staccarsi dal mondo, il nemico che si presenta in modo subdolo. A me piaceva tantissimo. Poi anche il suo regista si è un po’ perso, ma dopo averci regalato Furia Cieca.
    Poi vabbè Pet Semetery, un classico. La Chiesa uno degli ultimi horror italiani figli di un certo mondo industriale e narrativo. Ma quello che mi stuzzica di più è la pellcola al numero due. Una trama assai interessante, questo Pin. Mo lo cerco.

  8. Hai scritto “Intrudere” alla romana, te vojo bbene.

    Un altro annone. A me alcuni mancano. “Pin” lo voglio vedere dal 1991, quando veniva citato nel primo Almanacco della paura…

    Per il resto, “I, Madman” (che da noi lo nomarono “Sola in quella casa” perché in quel decennio era d’obbligo inserire “casa” in ogni film horror) capolavoro assoluto. raramente ho visto film così tecnicamente intelligenti. Il finale è la controprova di quanto sia stato scritto con un cervello sapiente.

    1. Sì, ai tempi doveva esserci la parola Casa in ogni produzione horror, anche se non c’erano case da nessuna parte.
      Che tempi! 😀

  9. Giuseppe · · Rispondi

    Lista “crepuscolare”, questa, in quanto collocata al crepuscolo -appunto- degli anni ’80 dove comunque i titoli da ricordare non mancano di certo: vedi capolavori come “Pet Sematary”, “I, Madman”, “The Woman in Black “, il folle “Tetsuo”… non che i rimanenti non si difendano bene, chiaro,”Pin” (grande interpretazione di un giovane David Hewlett) e “Warlock” in testa.
    A proposito del film di Tsukamoto, hai mai visto i sequel/remake “Tetsuo II: Body Hammer” e “Tetsuo: The Bullet Man” (rispettivamente del 1992 e del 2009)? Provocano meno angoscia e agitazione rispetto all’originale… 😉

    1. Sì, ne parlavo qualche giorno fa con un amico, e ho sempre preferito il primo Tetsuo ai due seguiti, che sono comunque ottime cose, ma la povertà di mezzi di Tetsuo è assolutamente affascinante.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: