5 Film da vedere se vi è piaciuto Black Phone

Anche stavolta non è stato facilissimo o immediato, anche perché, per scelta precisa, ho voluto lasciare fuori dalla cinquina tutto l’immaginario kinghiano di cui si è parlato già nel post di venerdì. Che va benissimo consigliarvi cinque film da vedere, ma almeno vorrei evitare di dare consigli banali a cui arrivate benissimo da soli, in particolare se si tratta di horror pensati per il grande pubblico. E anche escludendo le cose più scontate, ridurre la lista a soli cinque titoli mi ha fatto fare un bel po’ di fatica. 
Black Phone è un film molto bello, e lo sapete come la penso, ma è anche derivativo. Ora, non so se Derrickson abbia tratto davvero ispirazione da alcuni dei film di cui andiamo a parlare, ma di certo qualcosa è filtrato, anche e soprattutto per quella concezione del soprannaturale spaventoso ma non necessariamente malevolo che, a mio avviso, è la scelta più azzeccata del film. Andiamo a incominciare

1. The Night of the Hunter (Regia di Charles Laughton – 1955)

L’unico film mai diretto da Laughton è il capostipite del filone “bambini in pericolo”. Qui ci sono due fratelli minacciati da un assassino che si finge predicatore e uccide le vedove dopo averle sposate. Il killer è Robert Mitchum in una delle sue interpretazioni più memorabili. Manca l’elemento soprannaturale, ma tutti gli elementi realistici che rendono Black Phone così preciso nel mettere in scena i dettagli dell’ultima parte dell’infanzia e l’inizio dell’adolescenza, soprattutto se alle prese con il male, sono già qui presenti: traumi, abusi, uomini violenti che prendono di mira i bambini, e il terrore di doverli affrontare da soli, perché il mondo degli adulti è troppo distratto o semplicemente certe cose rifiuta proprio di vederle per non dover avere troppi incubi la notte. 
Sono convinta che Ethan Hawke abbia visto parecchie volte questo film e che si sia anche ispirato alle movenze di Mitchum. E insomma, se non lo avete visto o non lo conoscete, vi consiglio di farvi un grosso regalo e di recuperarlo. 

2. Lady in White (Regia di Frank LaLoggia – 1988)

Questo minuscolo film quasi del tutto sconosciuto ha talmente tanti punti di contatto con Black Phone che quasi non so da dove cominciare. Andiamo con ordine perché non penso che ne abbiate sentito parlare in molti: c’è un bambino bullizzato dai ragazzi più grandi che, nella notte di Halloween del 1962, rimane chiuso nel guardaroba della scuola a causa di uno scherzo crudele. Lì vede il fantasma di una bambina uccisa e viene anche aggredito da qualcuno che fantasma proprio non è. Sopravvive all’attacco e comincia a indagare su un serial killer di bambini, aiutato da varie presenze soprannaturali. Se magari per altri film non sono matematicamente sicura che Derrickson abbia attinto con consapevolezza, qui non credo di avere dubbi: l’omaggio è palese, ma anche molto elegante. E sì, Lady in White ve lo dovete vedere. In Italia ha l’improbabile titolo di Scarlatti – Il Thriller. Perché noi valiamo. 

3. The People Under the Stairs (Regia di Wes Craven – 1991)

Lasciatemi almeno un titolo sputtanato, dai. Una banalità per Wes Craven, se non altro perché lui, di bambini lasciati a loro stessi, di padri terribili, di adulti minacciosi e di cantine e soffitte che nascondono terribili segreti ne sapeva anche più di Stephen King, e dimostratemi che ho torto. Non è mia intenzione raccontarvi la trama de La Casa Nera (ennesimo, opinabile titolo italiano del bellissimo originale The People Under the Stairs), perché la conoscete e si tratta di sicuro di un film che avrete visto almeno una volta nella vostra vita, se non altro grazie ai numerosi passaggi televisivi. Se però avete guardato bene The Black Phone, avrete anche notato una somiglianza abbastanza impressionante nell’atmosfera e nelle tematiche. Poi sì, The People Under the Stairs è un film più viscerale e parla anche di altre cose. È anche un film più complesso e completo e niente affatto family friendly, ma parliamo di Craven qui. Con tutto il rispetto per Derrickson, siamo su un pianeta diverso.

4. The Orphanage (Regia di J. A. Bayona, 2007)

In realtà, io sono convinta che a influenzare in profondità il cinema horror commerciale statunitense degli ultimi 10 anni o giù di lì, quello appunto della Blumhouse, siano stati i fantasmi spagnoli di inizio secolo. È un’idea che nessuno mi toglierà mai dalla testa. El Orfanato è forse l’esemplare più riuscito di quell’ondata di horror soprannaturali iberici che ha letteralmente cambiato la direzione che stava prendendo il genere nei primi anni 2000. Qui non si parla di assassini di bambini, ma di fantasmi che guidano la protagonista verso la risoluzione di un mistero. È uno dei film più dolci e malinconici che io abbia mai visto, nonché il capolavoro di Bayona, che mai si sarebbe ripetuto a questi livelli, Per quanto riguarda le potenzialità emotive del genere horror, di rado si sono toccate vette simili, e se Black Phone vi dovesse aver colpito per il suo calore e la sua capacità di farvi empatizzare con i personaggi, vivi e morti, questo è davvero un film che non vi potete perdere. 

5. The Boy Behind the Door (Regia di David Charbonier e Justin Powell – 2020)

Questo è il film più recente della cinquina, e facendo due conti, è facilmente deducibile che Black Phone e The Boy Behind the Door siano stati scritti quasi in contemporanea. Pescano anche nello stesso tipo di immaginario, anche se Black Phone abbraccia il soprannaturale mentre The Boy Behind the Door ne fa a meno, riuscendo comunque a presentarsi come una favola nera su due bambini che finiscono per essere prigionieri in un antro malefico abitato da streghe cattive e mostri orribili. Solo che sono umani, proprio come è umano il serial killer di Black Phone. Anche senza l’intervento dei fantasmi, The Boy Behind the Door è comunque una storia di mutuo soccorso tra ultimi, tra vittime designate, tra chi è sconfitto in partenza e non ha una sola possibilità di salvarsi la pelle, ma ci riesce lo stesso perché non è da solo in questa battaglia. Più o meno la stessa cosa che accade in Black Phone. E infatti in molte recensioni, i due film vengono messi a confronto, e dipende da voi giudicare quale sia quello più adatto alle vostre corde. Io dico solo che se dovessi organizzare una double feature dal titolo “bambini in pericolo”, sarebbero questi i due film che proietterei. 

4 commenti

  1. non ne ho visto nessuno 😀
    ma se li becco non li evito^^

    bell’articolo 🙂

  2. Giuseppe · · Rispondi

    A margine della tua lista io aggiungerei questo… 😉
    https://www.imdb.com/title/tt0216888/

  3. Comunque I have a dream: Una puntata di Paura e Delirio su The night of the hunter 🙂

    1. Ma lo sai che ne abbiamo discusso tantissime volte? È uno di quei film di cui parliamo sempre e poi non li facciamo mai. Però ora che c’è la richiesta…

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