5 Film da vedere se vi è piaciuto Silent Night

Questo giochino lo avevamo già fatto con Malignant, se vi ricordate. Dato che è divertente e fornisce tanti spunti di visione, ho pensato di ripeterlo quando mi capita un film che mi colpisce particolarmente. Affermare che Silent Night mi ha colpita è un eufemismo: mi è passato sopra come un treno. Se la stessa cosa è successa a voi, allora magari volete continuare a farvi del male con dei film che facciano più o meno lo stesso effetto. Al solito, l’avvertimento è quello di non leggere il post se ancora non avete visto Silent Night; per forza di cose, ci saranno degli spoiler. Anzi, basta da sola la tipologia dei film consigliati a costituire uno spoiler, quindi per cortesia, fate i bravi che io ho cercato di avvisarvi in tutti i modi possibili.

1. On the Beach – Regia di Stanley Kramer (1959)

Silent Night racconta, semplificando il più possibile, di un gruppo di persone che attende la fine dell’umanità. Ora, il romanzo più famoso su questa attesa è proprio On the Beach, uscito nel 1957 e scritto da Neville Shute. Se parliamo di narrativa breve, invece, dobbiamo rivolgerci a Richard Matheson e al suo The Last Day, del 1953, che con Silent Night ha in comune anche la faccenda delle pillole. Ma non divaghiamo.
Dal romanzo di Shute, Stanley Kramer trae il film del 1959, con un cast stellare (Ava Gardner, Gregory Peck, Fred Aistaire, un giovane Anthony Perkins) e qualche differenza sostanziale rispetto al libro che fece inviperire il povero Shute. Si tratta di un film tanto angosciante quanto meraviglioso. Qui c’è un’inevitabile catastrofe nucleare, in Silent Night c’è il riscaldamento globale, a segnare la distanza temporale tra i due film e il modo in cui le paure collettive (e gli avvertimenti) cambiano da un secolo all’altro, ma se cercate un film che vi dia la stessa sensazione di angoscia e vi mostri l’umanità al suo peggio e al suo meglio sull’orlo dell’estinzione, Ultima Spiaggia fa decisamente al caso vostro.

2. Quando Soffia il Vento – Regia di Jimmy T. Murakami (1986)

Questo è, secondo le parole della stessa regista di Silent Night (Camille Griffin) una delle primarie fonti di ispirazione per il suo film. L’ha infatti traumatizzata da ragazzina e se lo è portato dietro per tutta la sua vita adulta. Credo che Griffin abbia più o meno la mia età, forse è un po’ più grandicella, addirittura, e non faccio fatica a credere che abbia visto When the Wind Blows da piccola: era un cartone animato, quindi era automaticamente per bambini, e i genitori non si preoccupavano di capirne il contenuto prima di darlo in pasto ai loro figli. È successo a me, credo sia accaduta la stessa cosa a lei. Peccato che Quando Soffia il Vento non andrebbe mai, in nessuna circostanza, mostrato a un bambino, perché è una delle più dure ed estreme visioni della guerra nucleare e delle sue conseguenze sulla vita quotidiana delle persone comuni. Guardando Silent Night è molto facile individuare l’influenza del film del 1986, soprattutto per quanto riguarda l’atteggiamento (tutto britannico, secondo Griffin) di negazione di fronte all’inevitabile, unito a una stolida e mal riposta fiducia nel governo che, “prima o poi farà qualcosa”.

3. Last Night – Regia di Don McKellar (1998)

La cosa che tutti i film di cui parliamo oggi (Silent Night in testa) hanno in comune è il voler parlare della fine del mondo attraverso il punto di vista di persone che non hanno voce in capitolo. I protagonisti non sono astronauti che vanno a bombardare l’asteroide, non sono eroi che sventano la minaccia all’ultimo secondo, e nemmeno sono uomini di potere in grado di cambiare il corso degli eventi. I personaggi di questi film subiscono l’apocalisse, possono solo sedersi e aspettare.
Quando, nel 1997, una produzione francese propose al regista canadese McKellar di partecipare al progetto 2000, Seen by… che consisteva in una serie di film dedicati all’avvicinarsi della fine del millennio attraverso lo sguardo di paesi e culture diverse, McKellar decise che avrebbe colto l’occasione per raccontare non la fine del millennio, ma quella del mondo. E così nasce Last Night, in cui un gruppo di amici e familiari si trova ad affrontare una inevitabile (e mai specificata) catastrofe in arrivo nel giro di sei ore, ma attesa da diversi mesi. Come Silent Night è un film corale e si concentra soprattutto sui rapporti tra i vari personaggi che si incontrano e si scontrano nell’ultima notte dell’umanità.

4. Right at Your Door – Regia di Chris Gorak (2006)

Unico film non esplicitamente apocalittico del mucchio, Right at Your Door racconta di una bomba sporca che esplode a Los Angeles rilasciando una nube tossica, e di una coppia che si ritrova a dover compiere una scelta molto difficile e dolorosa: le autorità, infatti, raccomandano di sigillare porte e finestre e di restare chiusi dentro casa. Brad, il marito, si attiene in maniera scrupolosa alle direttive, lasciando tuttavia fuori sua moglie Lexi, con ogni probabilità destinata a morte certa, mentre lui passa la giornata a ricoprire di plastica ogni fessura che potrebbe far entrare il veleno in casa. Si tratta di un minuscolo film indipendente a bassissimo costo, ma con due attori eccezionali, Mary McCormack e Rory Cochrane. Ha molto a che spartire con Silent Night per il modo in cui dipinge il nostro rapporto con il potere e la nostra predisposizione a obbedire senza farci domande. I protagonisti di Silent Night prendono la pillolina e Brad si chiude dentro casa, anche a costo di sacrificare la moglie. Ma forse le cose non sono così semplici. 

5. These Final Hours – Regia di Zak Hilditch (2013)

Questo è il film più sentimentale e melodrammatico tra quelli presenti nella lista di oggi. Non è un difetto, è il tono scelto con consapevolezza da Hilditch, che sceglie questo approccio tutto cuore all’apocalisse e non si tira mai indietro o si trattiene in alcuna circostanza. These Final Hours è un film dai nervi scoperti e dalle emozioni lasciate fluire liberamente. È ammirevole proprio nel non voler mai giocare la carta dell’ironia o quella del distacco, o ancora, quella del cinismo. E come potrebbe essere, se la storia è quella di un ragazzo che cerca disperatamente di tornare dal suo amore proprio quando il classico asteroide si è schiantato sulla terra e l’Australia è soltanto l’ultimo luogo dove si sentiranno gli effetti della catastrofe?
Silent Night ha dalla sua la peculiarità di far sempre sorridere (ma anche ridere, perché no) lo spettatore, persino nei momenti più allucinanti; These Final Hours, al contrario, sceglie di colpire dritto al cuore e va fino in fondo, perché a volte si ha soltanto bisogno di farsi un pianto liberatorio e sperare che certi sentimenti riescano a sopravvivere oltre la nostra estinzione. 

Ciò detto, tutto questo parlare di apocalisse e catastrofi varie mi ha fatto venire voglia di recuperare qualche eco-horror, a partire dagli anni ’70, e provare a fare una piccola rassegna qui sul blog. Cominciamo mercoledì, e ci dedicheremo non soltanto ai film seriosi e compassati tipo Phase IV, ma anche a B movie sugli animali che impazziscono e fanno fuori un sacco di gente, o sulle piante senzienti che imitano le voci e gli squilli dei cellulari (molti di voi avranno capito di che film sto blaterando). Preparatevi quindi a una serie di post su insetti assassini, tigri andate fuori di testa, elementi naturali che si vendicano delle nostre incuria e tracotanza, e tanto divertimento per tutta la famiglia. Si procederà senza un ordine preciso, a seconda dell’ispirazione del momento, saltellando da un secolo all’altro, e magari, perché no, rivisiteremo anche film di cui si è già parlato, ma così tanto tempo fa che ormai pare un’altra era geologica. Sperando di far cosa gradita, vi do appuntamento per la prima puntata a mercoledì, sempre con ottimismo e allegria. 

9 commenti

  1. Andrea Lipparini · · Rispondi

    Mamma mia,che cosa sei andata a riscoprire… Quando Soffia Il Vento lo vidi al cinema e mi rimase dentro per giorni… Last Night lo nolleggiai in videocassetta circa 21 anni fa e ogni tanto mi tornano in mente molte scene, soprattutto quelle finali…per non parlare di These Finale Hours..quella ragazzina che saluta.. bellissima selezione 😊

    1. La scena della ragazzina che scompare nello specchietto retrovisore mentre lo saluta mi resterà impressa per il resto della mia vita.

  2. Non so come fate a vedere tutti questi film… Che ritmo! Vi invidio molto.
    Ho visto Silent Night è mi ha stroncato… Vi odio molto.
    Ma è anche bello e potente… Vi amo molto.
    Niente di spaventoso come il Natale, comunque… 😉

    1. Ma questi sono film che ho visto anni fa 😀
      Il Natale è il periodo più spaventoso dell’anno. Altro che Halloween!

      1. Per me Halloween è Natale!
        Tutto l’anno.
        Sì, mi riferivo al fatto che io non ne ho visto manco uno di questi, e alla quantità di post e podcast delle ultime settimane. Siete delle macchine da guerra! Che bello, comunque!

        1. Siamo anziani. Abbiamo decenni di visioni accumulate da smaltire 😀 😀

  3. A me Quando Soffia il Vento lo fecero vedere a scuola. Fu uno choc, ma allo stesso tempo una di quelle visioni d’infanzia – insieme alla Collina dei Conigli – che hanno segnato in modo indelebile la mia sensibilità di adulta

    1. Sì, io con La collina dei conigli ho il trauma indelebile del romanzo che mi ha ammazzata in età scolare. Avevo tipo 7 anni. Non so come nessuno mi abbia fermata

  4. Quando soffia il Vento lo beccai da ragazzino a tarda notte, credo Rai.
    Una mattonata in faccia mi avrebbe fatto meno male e traumatizzato meno.

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