L’Anno del Massacro: 10 slasher usciti nel 1981

Io vi vedo, pieni di affanno e trepidazione, tutti a chiedervi che fine ha fatto il comple-horror di questo mese. Non c’è stato e non ci sarà perché oggi ne festeggiamo 10: ultimo post della Spooky Season 2021, che purtroppo giunge al termine, in una settimana dedicata interamente allo slasher. Siamo partiti con Halloween lunedì, abbiamo tributato i giusti onori a Slumber Party Massacre mercoledì e oggi, per concludere ottobre e arrivare sereni alla notte del 31, vi beccate 10 tra innumerevoli slasher che sono usciti nell’anno di grazia 1981. 
È vero che a dare inizio alla slasher mania è stato Halloween, è vero che Venerdì XIII ha in seguito fornito a tutti la formula più semplice da imitare, ma nel 1981 si arriva al culmine, sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo. Gli slasher migliori appartengono quasi tutti a questa annata spettacolare. Quarant’anni esatti dopo, ne scegliamo 10. Al solito non pretendo che siano per forza i migliori dell’anno, e anche l’ordine in cui ho scelto di inserirli qui è opinabile, perché è soltanto mio. 
Godetevi quindi l’anno del massacro e buon Halloween a tutti. 

10. Halloween II (Regia di Rick Rosenthal)

Lo dicevo ieri in un commento su Halloween Kills: per quanto mi riguarda, dopo il primo Halloween ci si sarebbe potuti fermare lì e non sarebbe successo nulla di grave. Condivido poi questa opinione con Carpenter stesso, che aveva idee molto diverse su come far proseguire con altri film il “marchio” Halloween. Ma il pubblico ha sempre amato Michael Myers, e così è andata a finire che ci siamo dovuti beccare la bellezza di 4 sequel ufficiali, più i due che fanno parte della nuova timeline creata da H20, più due remake e ora questa nuova stirpe di film che a me continua a sembrare superiore a qualunque cosa la saga di Halloween abbia partorito dopo il 1978, con la sola esclusione di H20.
In tutto questo, dove si colloca il secondo capitolo, l’unico in cui ancora resiste un certo coinvolgimento di Carpenter e Hill in lavorazione. 
Rivedendolo, non si colloca in un’ottima posizione, ecco. Ha tutto il diritto di stare in questa top 10, ma va bene relegarlo in fondo alla lista, giusto per rispetto nei confronti di Michael, Laurie e del dottor Loomis. Un paio di omicidi sono brutali e interessanti, ma per il resto è anche abbastanza noiosetto. Non me ne vogliano gli estimatori che, lo so, sono molti. 

9. Graduation Day (Regia di Herb Freed)

Durante delle gare di atletica scolastiche, una ragazza muore mentre taglia il traguardo per un malore. L’anno successivo, nei giorni che precedono la consegna del diploma, qualcuno comincia a fare fuori tutti gli atleti del liceo. 
Graduation Day è uno slasher che potrebbe benissimo appartenere al decennio successivo, perché è strutturato come un mistery, è pieno di indizi sparsi, e più che sulla meccanica degli omicidi, si basa sulla scoperta dell’identità dell’assassino, invero piuttosto facile da individuare. Che appartenga tuttavia pienamente agli anni ’80 lo si nota dalla generosità con cui sono dispensate le grazie delle protagoniste femminili. Nel complesso è un film che alterna momenti esaltanti ad altri un po’ troppo seduti. Ha una grande colonna sonora e una scena di inseguimento magnifica, in cui il killer cerca di fare la pelle a una giovanissima e quasi esordiente Linnea Quigley

8. Madman (Regia di Joe Giannone)

Il miglior seguito di Venerdì XIII che però non è un film di Venerdì XII, altrimenti noto col titolo di: “Come tutti i Venerdì XIII dovrebbero essere”.
Madman, quando funziona, è un carro armato dello slasher; procede spedito, passa sopra a tutto e tutti, miete un sacco di vittime ed è uno spettacolo da guardare. Quando però non funziona (e capita in parecchie sequenze) è una bagnarola che si deve caricare sulle spalle lo spettatore e tirarla a riva, in attesa che succeda qualcosa.
È quindi uno spettacolo molto altalenante, ma ne vale comunque la pena. Nel panorama dei summer camp slasher, si difende, e credo anche che sia stata la principale fonte di ispirazione per Adam Green quando ha concepito Hatchet. Come ulteriore bonus, a interpretare il ruolo di colei che appare come la final girl designata c’è la Gaylen Ross di Dawn of the Dead

7. Dark Night of the Scarecrow (Regia di Frank De Felitta)

Usciamo per un istante dall’ambito scolastico e adolescenziale per dare un’occhiata a questa produzione televisiva, diretta dall’autore di Entity: Lo Spaventapasseri racconta di quattro orridi e laidi bifolchi che uccidono un uomo innocente e la fanno franca per mancanza di prove a loro carico. Ma la giustizia sa muoversi anche per vie traverse e, pochi giorni dopo il processo, cominciano a morire uno dietro l’altro in una serie di incidenti misteriosi che coinvolgono silos del grano e una trinciatrice di legname. Certo, è tutto fuori campo perché si tratta di un film per il piccolo schermo, ma la tensione è altissima, vedere crepare questa gentaglia immonda è fonte di enorme piacere e De Felitta è molto bravo a dar vita a un’atmosfera sinistra. Inoltre, il cast è di altissimo livello e vi assicuro che, al netto degli omicidi annacquati, la derivazione televisiva del film si nota appena. Forse non è uno slasher nel senso tradizionale del termine, ma qui ci sta bene per spezzare la monotonia di giovanotti gaudenti fatti alla julienne. 

6. The Prowler (Regia di Joseph Zito)

Brutale e viscidissimo slasher del regista del quarto capitolo di Venerdì XIII, The Prowler (o Rosemary’s Killer, a seconda delle vostre preferenze) è uno strano ibrido tra le due direzioni prese dallo slasher nel corso degli anni ’80, quella più “raffinata” e hitchockiana, e quella rozza e figlia bastarda di Crystal Lake.
Zito, che proviene dall’exploitation (e si vede) è stato anche un regista capace di creare delle impressionanti sequenze piene di attesa e tensione. Ogni momento preparatorio agli omicidi, in questo film, è un piccolo saggio sulla suspense, che poi inevitabilmente deflagra in un bagno di sangue. Effetti speciali firmati da un Tom Savini in forma smagliante, ancora oggi da brividi di disgusto e piacere (sempre a seconda delle vostre preferenze), e una delle final girl migliori di sempre. 

5. My Bloody Valentine (Regia di George Mihalka)

Ambientazione niente affatto consueta per uno slasher, quella di una vecchia miniera. Andiamo in Canada, paese da cui, facendosi due calcoli, è arrivato un numero di slasher uguale, se non addirittura superiore agli Stati Uniti, e facciamo la conoscenza dei nostri minatori che, dopo una settimana di lavoro sottoterra, vorrebbero soltanto festeggiare San Valentino in santa pace. Purtroppo qualcuno ha altri programmi, ovvero quelli di farli fuori tutti.
My Bloody Valentine, in cui un intero paese, anzi, un’intera generazione innocente sconta la distrazione e la superficialità di chi, anni addietro, avrebbe dovuto sorvegliare i lavori in miniera e invece se ne è andato tutto tranquillo a un party, lasciando crepare sepolti dai detriti di un’esplosione una quantità imprecisata di minatori, è tra gli slasher più influenti del periodo. Definisce infatti, da solo, una struttura narrativa che, come abbiamo visto e continueremo a vedere, da qui in poi diventa canonica. Una tappa obbligata per ogni appassionato degno di chiamarsi tale

4. Friday the 13th Part 2 (Regia di Steve Miner)

Sì, bella la maschera da hockey, iconica, per carità, mai mi azzarderei a dire il contrario, ma il mio Jason è sempre stato quello con il sacco in testa del secondo film. Con tutto che abbiamo celebrato giusto questa estate il quarto capitolo come idea platonica dello slasher, continuo a essere convinta che Part 2 sia il più bel Venerdì XIII mai realizzato. In parte ciò è dovuto alla bravura di Miner, che sa piazzare la MdP con molta più cognizione di causa rispetto alla messa in scena quasi amatoriale di Cunningham; in parte alla presenza di Amy Steel, a mani basse la final girl meglio scritta e interpretata della saga. Se la batte di sicuro con Adrienne King, ma a lei ce la fanno fuori nei primi minuti del film, in un colpo di scena che ha richiesto anche un certo coraggio; più di tutto il resto, credo che Part 2 abbia un’atmosfera unica, che non ho più ritrovato nei film successivi. Si tratta del solo Venerdì XIII che non mi annoia mai, anche se l’ho visto fino alla nausea. 

3. Il Tunnel dell’Orrore (Regia di Tobe Hooper)

Il rapporto di Tobe Hooper con lo slasher non è del tutto chiaro. Ogni volta che qualcuno cataloga Non Aprite quella Porta come slasher, una piccola parte di me muore. Intendiamoci, di sicuro è un film che sullo slasher ha avuto una certa influenza, ma minore di quello che generalmente si pensa. Per capirci, Leatherface e compagnia bella hanno più responsabilità nella nascita di film come Hostel che come Scream. The Funhouse, al contrario, è uno slasher, anomalo e spurio quanto volete, ma comunque uno slasher, consapevole poi di essere tale, come si evince dalla sequenza d’apertura. 
Si tratta di un Hooper più contenuto e meno selvaggio rispetto agli esordi anni ’70, il primo Hooper quasi “normalizzato” se così lo vogliamo chiamare, ma ciò non toglie che sia un film magnifico, coloratissimo, efferato e persino pieno di autunnale malinconia. 
È perfetto per la notte di Halloween. 

2. Happy Birthday to Me (Regia di J. Lee Thompson) 

Al secondo posto uno degli slasher più strani, anomali e complessi mai portati sullo schermo. Giustamente, alla regia troviamo un veterano del cinema britannico e americano (ha diretto, tra le altre cose, il Cape Fear originale), mentre tra gli attori compare addirittura Glenn Ford, che insomma, non era proprio l’ultimo arrivato.
Happy Birthday to Me rispetta lo schema classico dello slasher soltanto in apparenza, anzi, lo usa a suo vantaggio contro le aspettative dello spettatore, perché già nel 1981 il pubblico sapeva, o era convinto di sapere, a cosa andava incontro quando si sedeva in sala a vedere un film di questo genere. 
E invece, Thompson ribalta il canone, lo stravolge per raccontare una storia che non ha come principale ragion d’essere gli omicidi creativi di un killer mascherato, ma lo stato mentale della sua protagonista e final girl, Virginia (Melissa Sue Anderson). Non voglio e non posso fare spoiler nel caso in cui qualcuno non avesse mai visto il film, ma Happy Birthday to Me è un’esperienza davvero inconsueta. 
So che l’affermazione che sto per fare potrebbe sembrare iperbolica, soprattutto all’interno di una lista di slasher dei primi anni ’80, però la faccio lo stesso: Happy Birthday to Me è grande cinema, e basta averlo visto anche mezza volta di sfuggita per non dimenticarlo mai più.

1. The Burning (Regia di Tony Maylam)

Happy Birthday to Me è un film superiore in ogni reparto, ma The Burning è e resterà per sempre lo slasher del mio cuore, nonché quello che si porta a spasso col guinzaglio qualsiasi summer camp slasher precedente e successivo. Come Madman è un film che esiste perché a Cunningham nel 1980 si inventa Venerdì XIII, ma lo supera a destra in tutti gli ambiti possibili. Non credo esista, in tutta la storia dello slasher, una sequenza shock dallo stesso impatto di quella della zattera in The Burning. Un minuto e mezzo circa di violenza inaudita, una strage scandita dalle urla delle vittime e dal rumore delle cesoie sul legno e nella carne a fare da commento sonoro. Una meraviglia. 
Potrei (davvero) parlare e scrivere per ore a proposito di The Burnig, ma non lo farò. Da qualche parte nel blog (neppure lo linko) c’è un vecchissimo articolo dedicato al film, risalente a circa 10 anni fa, quando ero giovane ed entusiasta. 
Non sono più giovane, ma l’entusiasmo per alcuni film è rimasto, per fortuna, intatto. E quello per The Burning non è destinato a estinguersi tanto presto. 
Ancora buon Halloween a tutti, spero di avervi dato degli spunti interessanti per passare la serata. Fate i bravi, anzi no, fate i cattivi, e ci sentiamo lunedì, perché qui la Spooky Season dura per sempre. 

17 commenti

  1. Bellissimo articolo! Riguardo a Il Tunnel dell’orrore (che io adoro), non so se hai fatto caso che in Halloween Kills -SPOILER – quando Michael uccide la tizia che gioca col drone,lei ed il compagno in TV stanno guardando proprio il film di Hooper.

    1. Sì! Non ne ero sicurissima mentre vedevo il film perché ero troppo presa a farmela sotto, ma lo avevo notato. Così ho aspettato di avere la conferma dai titoli di coda. Ci sono Funhouse e Minnie e Moskowitz di Cassavetes!

  2. Ti auguro di passare una buona festa di Halloween,pensa che conservo ancora in casa la primissima edizione del gioco da tavola “Atmosfear”,ovviamente ho fatto fare il riversamento della VHS in DVD per poterci giocare ancora! Citando proprio il gioco “Spegnete le luci ed alzate il volume”,un salutone a te Lucia e buon spavento a tutti! Ciao ciao!!.

    1. Buon Halloween a te! Ho un ricordo vaghissimo di Atmosfear, ma proprio vago. Però, qualche anno fa, era uscito un film con Barbara Crampton, Beyond the Gates, che raccontava di un gioco da tavola molto simile. Era pure un film divertente.

  3. Bellissimo articolo, alcuni film non li avevo mai sentiti nominare, altri mi sono sentito sorpresodo vederli così in basso, the burning lo avevo trovato spesso nelle liste dei film ingiustamente dimenticati

    1. Cerco sempre di fare scelte un po’ meno convenzionali del solito! Grazie! Sono contenta che ti sia piaciuto il post 🙂

  4. Una bella decina davvero. Mi son segnato quelli che non ho visto, magara su youtube..

    1. In effetti è complicato trovarli sulle normali piattaforme di streaming, ma ci sono tanti modi per procurarseli, ecco.

  5. Blissard · · Rispondi

    Bellissimo questo post, sfiziosa questa idea degli “anni mirabili” dei sottogeneri horror.
    Bella lista e 54 minuti di applausi alla dichiarazione – giustissima ma assai impopolare – che Halloween 2 non è niente di che. Anche io, peraltro, penso che il migliore Venerdì 13 sia il secondo.
    Un abbraccio

    1. Rivedendoli uno dietro l’altro, Halloween 2 e Venerdì 13 2 fanno davvero impressione: c’è un abisso tra i due film.
      E io insisto col dire che la parrucca di Jamie Lee Curtis è un crimine contro l’umanità.
      Un abbraccio a te!

  6. Grande! Slasher forever!
    Io però ne ho visti la metà, quindi, come al solito, scopro cose nuove.
    H 2 l’ho visto tanto tempo fa e non me lo ricordo mentre con VXIII ho sempre avuto dei problemi (ma ci sono arrivato tardi).
    Happy Birthday, invece, l’ho beccato da ragazzino (svariate volte, sempre in tv) e ne ho un ricordo poderoso! Mi piacque tantissimo (finalone super sorprendente).
    The Prowler cattivissimo, The Burning ancora di più.
    Ancora, ancora! 🙂

    1. Madman è un’esperienza, se ti manca. Sul serio. Adam Green praticamente lo ha rifatto con Hatchet.
      Slasher per sempre!

      1. Segnato!
        Anzi, slasherato!

  7. Giuseppe · · Rispondi

    Bella lista, giustamente comprensiva pure di quel davvero sinistro gioiellino (non uno slasher in senso stretto, a causa dei limiti imposti dall’essere un prodotto tv) di Dark Night of the Scarecrow, tra l’altro rivisto non molto tempo fa… Madman, invece, temo che manchi anche a me. Ah, e mi ricordo di quel giovanile e entusiastico post su The Burning 😉
    Buon Halloween (e cercherò di fare il cattivo, allora)! 🎃💀👿🍭🍬👀

  8. Andrea Lipparini · · Rispondi

    Ma che meraviglia di classifica!!!!..visti quasi tutti,a parte MadMan e Graduation Day..My Bloody Valentine lo abbiamo visto un paio di mesi fa, completamente massacrato dai tagli e poi recuperato in versione integrale..The Prowler lo vidi al cinema del mio paese..che ricordi..buon halloween 👍😊🎃

    1. Ma che invidia The Prowler in sala!
      Buon Halloween a te!

  9. Scrivo qui..
    Ragazzə, serata Halloween con Fear Street 1994 e tante chiacchiere e confronto (anche) sul film. Che figata! 🙂

    Ogni tanto segnalo dei film che mi sono piaciuti molto, per condividere (non sono proprio slasher):
    – Alena; Knife and skin; Assimilate.
    Besos!

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