31DayHorrorChallenge – Day 2+3: Texas Chainsaw 3D

Regia – John Lussenhop (2013)

Per il secondo giorno della challenge il tema è guilty pleasure. Ora, a me il termine guilty pleasure non fa proprio impazzire, perché non mi sento in colpa neanche un po’ quando mi piace un film, qualunque esso sia, e in qualunque modo venga considerato da appassionati e critica. Preferisco dire che a volte capita ci piacciano film brutti, poco riusciti, sgangherati. Se ci si deve sentire in colpa per questo non saprei, ma sono certa che chiunque, soprattutto se si è parte della grande famiglia del fandom horror, ha il proprio o i propri film brutti del cuore. Io di sicuro ne ho tanti e alcuni li conoscete perché ne abbiamo parlato. 
E tuttavia, mi piace sorprendere quei quattro gatti che mi leggono con cose inaspettate, tipo Texas Chainsaw 3D, sul quale è ricaduta la scelta odierna. È un film che ho rivalutato nel corso degli anni, quando mi sono tolta la scopa dal culo, più o meno; è un film che a definirlo “bello” si rischia una denuncia per oltraggio al pudore, e anche lì, un giorno bisognerà mettersi d’accordo sul significato da attribuire alla parola “bello” qualora applicata a un racconto per immagini, e chiedersi se i parametri con cui giudichiamo i film debbano essere sempre gli stessi, ma queste sono domande per articoli un po’ più approfonditi. 

Texas Chansaw 3D è, in maniera piuttosto evidente, una smaccata operazione commerciale priva di qualsivoglia ambizione di natura artistica. È il sesto sequel di una saga già moribonda da circa quattro film, arriva quando l’ondata di remake dei primi anni 2000 si è già esaurita o comunque è in via di esaurimento, nasce già superato, sia per come è letteralmente imbevuto nella crudeltà di inizio millennio sia perché esce in contemporanea con un altro remake, quello di Evil Dead, molto più efficace e riuscito da parecchi punti di vista. Evil Dead è un’operazione intelligente, perché si pone in continuità con le opere originali, ma allo stesso tempo se ne distacca, presentandosi al pubblico più come un reboot che come un sequel spurio o un remake fotocopia.
Non si può dire che Texas Chainsaw 3D sia un’operazione intelligente. O che possieda un minimo di razionalità. È grossolano e fatto a tirar via, tanto che non si capisce nemmeno quando il film sia ambientato con esattezza.
Ogni persona che conosca un minimo le vicende di Leatherface e soci sa che Non Aprite quella Porta si svolge nell’estate del 1973, ma i sei sceneggiatori di Texas Chainsaw 3D fanno gli gnorri e si rifiutano di riconoscere l’evidenza. Questo perché hanno una protagonista all’epoca ventisettenne (Alexandra Daddario) che, se dovessero tornare i conti, dovrebbe essere una donna di oltre 40 anni. Per questo i conti non soltanto non tornano, ma li si fa saltare direttamente per aria, ignorando la matematica e la logica elementare. Per tacere di un pezzo abbastanza importante di storia del cinema. 

Se però si decide di passare sopra a questa discrepanza, di sorvolare sul fatto che quelli del prologo sono evidentemente gli anni ’70, ma non viene mai specificato, e che invece il resto della storia è, per scenografie, costumi e tecnologia in scena, altrettanto evidentemente situato a cavallo tra gli anni ’00 e gli anni ’10 del nuovo millennio, ci si diverte un mondo. 
Ci si diverte un mondo a guardare personaggi odiosi e con le capacità intellettive di bonobi crepare male sotto i colpi della motosega di Leatherface, ci si diverte un mondo a riconoscere tutte le strizzate d’occhio al capostipite della casa, realizzate (e questo è un dato di fatto) con molta più cognizione di causa di qualsiasi altro sequel/reboot/remake di questa sfortunata saga, ci si diverte un mondo ad assistere alla trasformazione di Daddario da final girl designata a membro entusiasta della famiglia Sawyer, con tanto di battuta rimasta negli annali “Do your thing, cuz!”, che per scriverla e filmarla bisogna aver assunto droghe della cui provenienza è meglio essere all’oscuro. 

Bisogna anche aggiungere, proprio per amor di verità, che l’idea di fare di Leatherface non il villain ma la vittima e, in seguito, una specie di guardia del corpo e cavaliere protettore è sì bislacca, ma molto coraggiosa, e non si è più rivista in nessun altro episodio dell’intero franchise. Può non piacere, far storcere il naso al purista che alberga in ognuno di noi, può peccare di scarsa verosimiglianza (ma in Texas Chainsaw 3D la verosimiglianza viene assassinata quasi subito), eppure è anche l’unico elemento nuovo mai inserito in una serie di film basati tutti sullo stesso, identico schema. 
Soprattutto dopo la valanga di liquame uscita a inizio anno su Netflix, è arrivato il momento di dichiarare Texas Chainsaw 3D il miglior sequel di Non Aprite quella Porta dopo l’inarrivabile secondo capitolo firmato da Tobe Hooper nel 1986. Non ho paura di dire che stacca di cinque o sei spanne, come puro intrattenimento, il remake di Nispel e qualunque altro tentativo di riportare in auge il bifolco texano che perseguita la gioventù dal 1974. 

Per quanto riguarda il Day 3 della challenge, il tema è Darkness Dwellers, che può voler dire tutto e niente. Ho scelto di rivedere per l’ennesima volta Il Tunnel dell’Orrore, in parte perché sono entrata nella spirale della filmografia di Hooper, in parte perché sarà l’oggetto della prossima puntata di Paura & Delirio, in parte perché mi risparmio un post e recupero un giorno, dato che il film l’ho già recensito qui. Ora non mi resta che chiedervi quali sono, se li avete, i vostri guilty pleasure, e augurarvi un buon proseguimento della Spooky Season. A domani. Forse. 

16 commenti

  1. Guarda, neanche a farlo apposta, ho una passione malata per The Texas chiansaw massacre: the next generation, da noi uscito come Non aprite quella porta 4. È un film completamente fuori di testa dove a un certo punto la sceneggiatura sbrocca del tutto e ci infila pure gli Illuminati. Mi diverte sempre come ci si diverte a una festa da ubriachi.

    1. È questo lo spirito, Fratellone!

  2. Ci vorrebbe una puntata demente!

  3. Come anche Bloodfeast 2…

  4. Non so se sia un colpo di genio o un errore molto fortunato, ma il link al tunnel dell’orrore è BELLISSIMO 🙂

    1. Oddio 🤣🤣🤣🤣🤣🤣
      Ho modificato ora!

  5. Lucia per il punto 9 NEW RELEASE (spero vada bene) ti consiglio il film che per me è in cima alla mia top 2022, quando l’ho visto, o meglio quando mi sono ripreso, ho pensato a te : SPEAK NO EVIL

    1. Allora, come New release volevo fare il nuovo Hellraiser, perché io speak no evil l’ho visto e devo ammettere che non mi è piaciuto. Ma forse sto invecchiando e il cinismo completamente fine a se stesso non è più una cosa che trovo soddisfacente.

      1. Hai ragione è di un cinismo sorprendentemente cattivo e logorroico, però tutta quella attenzione ai dettagli emotivi su come qualcuno si avvicina agli estranei, e le conseguenze del caso, mi ha colpito dritto al midollo

        1. Soprattutto logorroico, direi. Non è un brutto film, anzi, è molto buono, ma io non ce la faccio più. Sono invecchiata, da questo punto di vista.

  6. Giuseppe · · Rispondi

    Ecco, questa è davvero una rivalutazione inaspettata! Sarà che al sottoscritto la saga sembrava già aver concluso la sua parabola in modo assai degno proprio con il sequel di Hooper, tanto da considerare ulteriori sequel/prequel delle operazioni rischiose quando non del tutto inutili… però potrei considerare di rivedermi questo Texas Chainsaw 3D, giusto per verificare di non averlo anch’io un problema di scopa nel culo da risolvere 😉 Comunque, riguardo alla tua domanda, ti segnalo due titoli che forse non saranno i miei guilty pleasure per eccellenza, ma ci vanno abbastanza vicino: Scared to Death e Syngenor…

  7. Jason13 · · Rispondi

    Grazie infinite per “Il tunnel dell’orrore”! Guilty pleseure: 2001 maniacs e Night of the demons.

    1. Night of Demons è amore puro e incondizionato

  8. Mi manca e sembra delirante al punto giusto.
    Guilty pleasures (più o meno) come mi vengono in mente… Morte a 33 giri; Howard e il destino del mondo; Urban Legend 2; La Chiesa; Dimensione terrore; Black sheep; La Babysitter…

    1. Per me Urban legend 2 è superiore al primo, sono una grande fan, e La Chiesa è un film bellissimo.

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