5 Film da vedere se vi è piaciuto Offseason

Dagon escluso, perché è troppo facile e perché Offseason è quasi un remake in sala mumblegore del film di Gordon, e a noi qui gli accostamenti così scontati non piacciono. Però tenete presente che vedere Dagon è comunque una cosa buona e giusta, a prescindere.
Ciò premesso, oramai sta diventando una specie di tradizione, ed è anche divertente da fare, soprattutto in chiusura di settimana, quando magari avete voglia di vedere qualcosa che vi è sfuggito. Se, come me, siete rimasti impressionati da Offseason e vi interessa un tipo di orrore con caratteristiche simili, qui ci sono cinque film che vi aspettano, presi a casaccio un po’ da ogni epoca, a partire dagli anni ’70 fino a cose molto recenti. Oltre a Dagon, ho evitato altre cose ovvie come The Fog e SIlent Hill, perché parto dal presupposto che li conosciate, altrimenti che ci state a fare qui? 

1. Let’s Scare Jessica to Death (Regia di John D. Hancock, 1971)

La nostra protagonista arriva in un piccolo centro sulla riva del lago, per cambiare vita dopo essere stata ricoverata in un istituto per malattie mentali in seguito a un esaurimento nervoso. Lei e il marito si trasferiscono in una grande casa un po’ dimessa; nel villaggio dicono che il luogo sia infestato e Jessica comincia ad avere bizzarre esperienze e si convince che una misteriosa figura femminile, che vede vagare per le campagne e dentro casa, sia un vampiro. 
Il film è tutto costruito sull’inaffidabilità del punto di vista di Jessica: ogni cosa potrebbe essere frutto della sua mente instabile, dato che il filtro attraverso cui assistiamo agli eventi è lo sguardo di una persona molto fragile. Un po’ come accadeva in The Innocents e The Haunting, solo che in questo caso, circa un decennio dopo il film di Clayton e Wise, la malattia è resa esplicita. 
Con Offseason ha in comune soprattutto l’atmosfera del borgo dove Jessica va a vivere, il sospetto di una cospirazione degli abitanti contro di lei, la paranoia che scandisce le giornate. 
Let’s Scare Jessica to Death è un film molto triste e molto crudele di cui si parla sempre troppo poco. Fatevi la cortesia di vederlo. 

2. Messiah of Evil (Regia di Willard Huyck e Gloria Katz, 1973)

Sono pronta a scommettere ogni mio singolo possedimento (quindi pochissimo) che Keating, prima di girare Offseason, si è fatto una cura Ludovico con questo film, perché è logico che i punti di riferimento macroscopici di Offseason siano La Maschera di Innsmouth e tutto ciò che da quel racconto è scaturito nel corso degli anni, ma Messiah of Evil è forse il film a cui, per struttura, ritmo e successione degli eventi, Keating è più debitore.
Racconta di una giovane donna, Arletty, in viaggio in una piccola città costiera della California per andare a trovare il padre, un artista con cui non ha contatti da un po’ di tempo e che vive in una villa sulla spiaggia. Quando però Arletty arriva sul posto, trova la casa vuota, il padre scomparso e nessuno, in tutto il paese, sembra sapere che fine ha fatto. L’uomo ha lasciato però un diario, in cui si rivolge direttamente alla figlia e parla di uno strano male che sta consumando il posto e chi lo abita.
In comune con Offseason, Messiah of Evil ha per prima cosa l’ambientazione: una città turistica fuori stagione, e quindi spogliata dalla presenza rassicurante dei turisti e con una popolazione locale il cui atteggiamento è nel migliore dei casi equivoco, apertamente ostile nel peggiore. Vedere Arletty vagare per Point Dume (questo il nome della località) dà più o meno le stesse sensazioni di minaccia e accerchiamento di Offseason. Ci sono anche altri motivi per cui i due film potrebbero formare un’ottima double feature, ma entreremmo in zona spoiler, e quindi vi dovete accontentare. 
Messiah of Evil è anche uno dei primissimi esempi di horror diretto da una regista, che infatti all’epoca non vide nemmeno comparire il suo nome nei titoli di testa. 

3. Morti e Sepolti (Regia di Gary Sherman, 1981)

Uno dei film di zombie meno noti degli anni ’80, forse perché non si tratta del classico film di zombie, ma piuttosto di una variazione sul tema della città maledetta, categoria di cui anche Offseason fa parte. La sceneggiatura è di Dan O’Bannon, non proprio l’ultimo arrivato, insomma, e vi appare un giovane Robert Englund qualche anno prima di diventare Fred Krueger.
Anche qui ci troviamo in una località costiera, Potters Bluff, messa in scena prevalentemente in un clima invernale e uggioso. A Potters Bluff, quelli che arrivano da fuori li accoppano senza nemmeno tentare di nasconderlo troppo. Lo sceriffo, poveraccio, indaga su questa serie di omicidi e scopre cose orripilanti sui suoi amici e vicini, nonché su se stesso. 
Pochi altri film sono riusciti a rendere in maniera così precisa il concetto di una comunità marcia e decomposta, da qualunque punto di vista vogliate intendere i due aggettivi, fisico o morale. Ed è soprattutto questo che ha da spartire con Offseason, il racconto di un piccolo agglomerato di persone, isolato dal resto del mondo civile, che vive secondo le proprie, discutibili, regole, dove si sottostà al volere di una presenza altra e non si ha pietà di nessuno. Lone Palm, dove finisce per perdersi Jocelin Donahue, e Potters Bluff potrebbero essere lo stesso luogo, desolato e progressivamente svuotato da ogni vestigia di umanità.

4. YellowBrickRoad (Regia di Jesse Holand e Andy Mitton, 2010)

Fino a ora, abbiamo trovato soprattutto film che avessero con Offseason in comune ambientazione, senso di paranoia, cospirazioni varie da parte di degenerati abitanti di piccoli centri maledetti e via così, ma non abbiamo ancora affrontato la dimensione cosmica dell’orrore del fil di Keating. YellowBrickRoad ci viene in soccorso con i suoi personaggi che girano a vuoto in una dimensione del tempo e dello spazio che non è chiaramente la nostra, una sacca nella realtà in cui hanno avuto la sventura di partecipare e dalla quale non c’è ritorno. 
YellowBrickRoad è la storia di una troupe di documentaristi che si mette in testa di girare un film sul mistero della città di Friar: nel 1940, tutti i suoi abitanti hanno abbandonato le proprie case e si sono messi in cammino nei boschi, senza portare bagagli e soltanto con i vestiti che avevano indosso in quel momento. Delle 500 e passa persone che vivevano a Friar, sono stati ritrovati i cadaveri di meno della metà. Gli altri sono semplicemente scomparsi nel nulla. 
I nostri protagonisti decidono di percorrere il loro stesso sentiero, arrivare in fondo e, durante il tragitto,  scoprire delle nuove informazioni sulla loro sorte e filmare tutto.
Andrà malissimo. 
YellowBrickRoad è uno di quei film che non si consigliano a cuor leggero, in parte perché ciò che accadrà alla troupe è, in alcuni casi, di una violenza allucinante, in parte perché, se si escludono appunto questi improvvisi scoppi di furore, ha un ritmo lento che potrebbe dissuadere parecchi spettatori. Ma vi assicuro che si tratta di una delle esperienze di orrore cosmico più appaganti di tutta la mia vita da spettatrice, che oltretutto va in estasi di fronte a certe cose. Quindi fate i bravi e provate a procurarvelo.

5. We Are Still Here (Regia di Ted Geoghegan, 2015)

Chiudiamo con un film dietro il quale, come per Offseason, c’è lo zampino di Fessenden, grande scopritore di talenti e attore che si diverte come un matto a morire male in scena. We Are Still Here è una ghost story fulciana uscita nel 2015 e, mi pare, da poco disponibile anche in Italia con un titolo molto discutibile, sul canale della Midnight Factory.
Ci allontaniamo dalla costa, ma rimaniamo fissi in una piccola comunità rurale, questa volta nel New England. Ci vanno a vivere Paul e Anne, in lutto per la perdita del loro figlio in un incidente stradale, che sperano di riuscire a gestire meglio il dolore cambiando aria. Il problema è che la casa in cui si trasferiscono è infestata. Anne si convince che si tratti del fantasma del figlio, Paul non è del tutto convinto e teme che sia la depressione a far vedere ad Anne cose che non ci sono: hanno entrambi torto, perché qualcosa c’è, ma non si tratta di una presenza benevola. 
Le cose sono infinitamente più complicate di così, ma essendo un titolo disponibile nel nostro paese da pochissimo, evito di parlarne ulteriormente, vi basti sapere che We Are Still Here è un parente stretto di Offseason, anche se più esplosivo e più splatter. Ne condivide tuttavia alcuni elementi chiave, come la ormai più volte ribadita ostilità dei locali, il sentore di una cospirazione ai danni degli ignari protagonisti, un antico retaggio maligno che affonda le sue radici nel passato di una comunità depravata e via così. 
Ripensandoci a posteriori, We Are Still Here è uno dei miei horror preferiti degli anni ’10 e, ora che si trova con comodità su Midnight Factory, non avete proprio più scuse. 
Buona visione. 

21 commenti

  1. Dei titoli davvero molto interessanti! Ho visto solo i primi due e gli ultimi film che hai nominato non li conosco bene. Potrebbe essere certamente una nuova esperienza, grazie mille!

    1. Il più facile da reperire è We Are Still Here, però non lo troverai con il suo (bellissimo) titolo originale, ma con quello orrendo che gli è stato dato: La casa del terrore, o qualcosa del genere!

      1. Siamo sempre molto bravi con i titoli noi XD

      2. Gioia Mancuso · · Rispondi

        La casa dell’orrore. Purtroppo. Ma perché fanno ste cose?

        1. Sono più di 40 anni che me lo chiedo e continuo a non capire 😆

        2. Credo che dietro ci sia una grande e incontenibile passione per l’horror (sempre, anche per i film di altri generi): infatti i titoli italiani dei film esteri mi terrorizzano. Non li leggo mai da solo e con la luce spenta…

      3. Scusami l’OT: non è che potresti fare un articolo dove riassumi tutti i vari siti, servizi, canali ecc… che usi? Lurko questo sito da anni per i consigli di visione a tema horror ma tantissime volte mi tocca desistere perché non so davvero che pesci prendere per reperire il film recensito.

        1. Non preoccuparti per l’OT e non c’è bisogno di un articolo, perché non sono moltissimi i servizi che uso 😀
          Ci sono quelli tradizionali, Netflix, Prime, Disney +. Prime ha dei sottocanali a pagamento e uno di essi è quello della Midnight Factory dedicato soltanto all’horror.
          Poi, se si dispone di una VPN, io uso Shudder e Tubi. Il primo è a pagamento, il secondo completamente gratuito ma con le interruzioni pubblicitarie.
          Spero di esserti stata utile!

          1. Grazie mille, utilissima. Do subito un’occhiata a questo canale di prime e mi attrezzo per la vpn.

  2. Blissard · · Rispondi

    Interessantissimo questo post.
    Tutti notevoli i film citati, non solo come qualità ma anche come caratteristiche atmosferiche che, per comodità e pigrizia concettuale, definirei lovecraftiane.
    YellowBrickRoad è quello che ricordo meno, ho giusto flash di una fotografia luminosa e di un suono ricorrente e perturbante.

    1. YellowBrickRoad è uno di quei film che mi sono pentita di aver recensito agli albori del blog perché vorrei scriverne qualcosa adesso. Sto infatti considerando di recuperare un po’ di roba di cui ho parlato una decina di anni fa per fare degli articoli/remake 😀

      1. Blissard · · Rispondi

        Nome della rubrica: Lucia rivanga il passato 😉

  3. Ho visto solo YellowBrickRoad, all’epoca. Mi terrorizzò.
    Ottima l’idea di questa rubrica e anche quella di ritornare su certi film già raccontati.
    Non so dove scriverlo, quindi lo condivido qui: ho visto Spring (2014) e mi è piaciuto davvero tanto.
    Besos!

    1. Spring è magnifico ❤

      1. Gioia Mancuso · · Rispondi

        Se lo dici tu allora lo guardo.

  4. Gioia Mancuso · · Rispondi

    We’re still here mi è piaciuto molto.

  5. Andrea Lipparini · · Rispondi

    Che cinquina!!!..visti tutti e tutti straordinari..sono quei film che io definisco genuinamente perturbanti, perché osano andare oltre,non sono rassicuranti e, soprattutto,fanno paura!..Offseason non l’ho ancora visto, spero di recuperarlo al più presto.. bellissimo post!

  6. Giuseppe · · Rispondi

    Ottimi consigli, per quanto io li abbia già seguiti da tempo avendo visto l’intera cinquina (oltre a quel piccolo gioiellino di Offseason, ovviamente) 😉
    Passerei, se posso permettermi, a consigliarti qualcosina io…
    https://www.imdb.com/title/tt1251207/
    https://www.imdb.com/title/tt0072937/ (il secondo segmento, The Darkness)

    1. Ho visto Crouch End all’epoca quando lo passarono su Sky insieme a tutta quella serie di film per la tv tratti dai racconti di King. Era incubi e Deliri, mi pare.
      Però l’altro non l’ho mai visto!

      1. Giuseppe · · Rispondi

        Ecco, escludendo The Darkness, che è appunto il segmento migliore in assoluto, forse non è proprio un portmanteau riuscitissimo (nonostante la presenza narrante di Rod Serling) pur rimanendo vedibile… lo puoi trovare qui:
        https://archive.org/details/EncounterWithTheUnknown
        https://rarelust.com/encounter-with-the-unknown-1973/ (in qualità migliore)

  7. piscopo.giuseppe@gmail.com · · Rispondi

    complimenti per il post (valgono per tutto il blog, se è per questo) e grazie per aver condiviso titoli che non conoscevo.
    Volevo solo segnalare un refuso, credo: in YellowBrickRoad dovrebbe essere Holland con 2 elle. Tutto qua.
    Saluti e grazie di nuovo!

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