Paura & Delirio: Ep 32 – Black Christmas (1974+2006+2019)

Questa settimana parliamo di uno dei film più influenti nella storia del genere, di uno dei film più odiati, per motivi extracinematografici, nella storia del genere, e di una cosa brutta che si fatica a definire film. Ovviamente la cosa brutta è uscita nel 2006, nel bel mezzo di un periodaccio particolarmente sgradevole per l’horror. La rassegna natalizia di Paura & Delirio va quindi a toccare l’horror festivo per eccellenza, e i suoi due rifacimenti che, ognuno a suo modo, sono molto indicativi non soltanto della fase che il cinema dell’orrore stava vivendo in un determinato momento storico, ma anche di cosa fa indignare il pubblico a seconda dell’epoca, e di come registi e produttori considerano il proprio pubblico di riferimento.
È stata una discussione interessante e credo che ci faremo un sacco di nuovi amici non dicendo peste e corna (anzi) del Black Christmas 2019. Propaganda nazi-femminista come se non ci fosse un domani, quindi. Spero che vi divertirete ad ascoltare l’episodio quanto noi ci siamo divertiti a registrarlo.

7 commenti

  1. Spero di riuscire ad ascoltarlo nel weekend. Ma lo sai che Black Christmas del 2006 non lo ricordo così atroce? Forse anonimo, ma non da cavarsi gli occhi. Dato che sono “fortunato” detentore del DVD del film, quasi quasi anticipo l’ascolto del podcast imponendomi un re-watch, sperando che non sia letale…

    1. Guarda, con Davide abbiamo avuto serie difficoltà a portarlo a termine. Lui lo ha dovuto vedere a piccole sessioni di pochi minuti spalmato in una settimana. Io, che già lo avevo visto, ho dovuto rivederlo in due sedute 😀

      1. Forse ricorderai che il sottoscritto, già ai tempi che furono, l’aveva del tutto lasciato perdere su saggio consiglio dei mai dimenticai cugini deficienti 😉
        E questo vostro ricco podcast mi ha convinto una volta di più, se mai mi fosse venuta nel frattempo anche solo la vaga intenzione di tentarne il recupero, a perseverare nell’oblio…
        P.S. Fra Black Christmas (l’originale, ovvio) e Halloween io, comunque, scelgo sempre il secondo 😉

  2. Il problema di guardare sempre filmacci è che poi uno pensa che quello sia lo standard.

    1. Che è in effetti ciò di cui abbiamo parlato nel podcast, citando l’effetto negativo di film come il Black Christmas del 2006, che oltre a seppellire lo spettatore sotto ad una valanga di dettagli e spiegazioni superflui e spiacevoli, si appella agli istinti peggiori del pubblico, creando una serie di aspettative pessime.

      1. Dare solo quello che vuole allo spettatore è come dare la Nutella ad un bimbo: è ovvio che lui te ne chiederà altra ma, se continui, alla lunga muore!
        Vuoi soddisfare le esigenze di una platea, OK, perché è comunque un business, le società di produzione non sono onlus e raramente il cinema è arte. Questo però non vieta di fare anche cose interessanti e formative.
        E’ però un cane che si morde la coda, se imbocchi il “lato oscuro” della produzione è vero che ti ritrovi flotte di spettatori ma, diseducandoli, alla lunga imbastardiscono quella che è, almeno secondo me*, l’idea di cinema e continueranno a chiedere schifezze (la Nutella in questione potrebbe essere la Marvel, esempio).
        Non so, mi è venuta voglia di rivedere “Triangle” di Christopher Smith che è come una buona bruschetta, saporita e nutriente.

        *un cinema che ti intrattiene ma che ti lubrifica ogni tanto quei quattro ingranaggi scricchiolanti che ti girano nel cervello.

  3. Dopo aver ascoltato il podcast ho abbandonato qualsivoglia velleità di rivedere Black Christmas 2006…

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