Rovistando nel Catalogo Prime Video: You’re Next

Regia – Adam Wingard (2011)

È UN FILM DI QUASI 10 ANNI FA, MA IO VE LO DICO LO STESSO CHE CI SONO SPOILER

Questo post è un remake, anzi, è una lettera di scuse: era parecchio tempo, almeno tre anni, che aspettavo l’occasione giusta per scusarmi con You’re Next e, quando ho notato la presenza del film di Wingard su Prime Video, ho pensato di approfittarne, e rimediare a un errore commesso nel preistorico 2013, quando ero giovane e stupida. Perché You’re Next è un grande film e io non avevo capito nulla. Non so neppure quale film avesse visto l’altra me con sette anni in meno. Ma a questo punto non ha molta importanza. Ho avuto modo di rivisitare You’re Next un altro paio di volte, grazie a questo video su uno dei più divertenti canali dedicati all’horror presenti su YouTube e, guardato col senno di poi. il film è una sorta di contenitore di parecchio cinema dell’orrore al di là da venire. Prima di tutto perché (You’re Next esce soltanto nel 2013, ma fa il giro dei festival due anni prima) si tratta di uno dei primi esempi di mumblegore rivolto a un pubblico un po’ più vasto dei quattro matti che conoscevano già la produzione precedente di Wingard, e poi perché anticipa con un elevato grado di intelligenza quella commistione tra horror e lotta di classe che sta facendo faville nell’ultimo periodo, vedasi Ready or Not o Satanic Panic, ma anche roba con ambizioni più “alte” come Get Out.

In You’re Next compaiono, davanti o dietro la macchina da presa, a seconda dei ruoli, spesso intercambiabili, parecchi degli artisti cresciuti sotto l’ala di Larry Fessenden, che del mumblegore è il padre putativo. Qui, il buon Larry fa ciò che meglio gli riesce quando recita nei film dei suoi pupilli: morire male. A condividere il suo destino troviamo Kate Lyn Sheil, protagonista di She Dies Tomorrow, a sua volta diretto da Amy Seimetz, che qui interpreta la sorella minore della famiglia protagonista, quella che finisce sgozzata da un filo teso davanti all’uscio di casa; c’è Ti West, cui viene concesso di cianciare per un paio di minuti di cinema intellettuale e festival underground, prima di essere messo a tacere da una freccia in fronte; c’è lo sfortunatissimo, Nicholas Tucci, scomparso da poco e presenza fissa in molte produzioni di Fessenden; c’è Joe Swamberg, attore, regista e sceneggiatore, una di quelle facce che ti aspetti di vedere in ogni film mumblegore che si rispetti; per concludere, abbiamo AJ Bowen, che del mumblegore è l’attore simbolo. Insomma, all’appello non manca proprio nessuno di quel gruppo, e tutti loro, tra alterne vicende, hanno fatto un bel percorso dal 2011 a oggi. Pensate a Wingard, che è passato dai film con un milione di dollari di budget (questo) a Kong vs Godzilla.

Ad affiancare il compatto nucleo mumblegore troviamo una, ai tempi, rediviva e sempre più divina Barbara Crampton, nel film che ne avrebbe rilanciato la carriera, e una final girl di tutt’altra provenienza, un’attrice e ballerina che con l’horror non aveva mai avuto nulla a che fare, l’australiana Sharni Vinson. Lei arriva addirittura da Step Up, è un volto completamente nuovo, ed è perfetta per il ruolo assegnatole proprio perché non è dell’ambiente e non è del giro. Il suo senso di spaesamento, a lavorare con degli attori che si conoscono tutti bene, e sono amici e colleghi da una decina d’anni, è palpabile, è reale. Vinson è davvero l’esclusa dalle dinamiche di gruppo, è davvero l’estranea, ed è quindi l’unica a non partecipare del gioco al massacro di questa ricchissima famiglia: è una pedina inconsapevole, nelle intenzioni del suo fidanzato Crispian, ma è anche la variabile impazzita di tutta la situazione, destinata a mandare in vacca un piano perfetto per intascare l’eredità del paparino senza sporcarsi le mani.

You’re Next è, in teoria, un home invasion: durante una cena per festeggiare l’anniversario di matrimonio dei genitori, dove sono presenti tutti e quattro i rampolli della famiglia, con i rispettivi compagne e compagni, una banda di individui mascherati attacca la casa isolata in campagna in cui il festeggiamento si svolge, e comincia ad ammazzare a destra e a sinistra senza addurre motivazioni plausibili. È una struttura molto classica e Wingard vi si attiene scrupolosamente, seminando ogni tanto qualche minuscolo sentore che ci sia qualcosa che non torna: dettagli, scambi di occhiate tra i personaggi, un paio di gesti o azioni indecifrabili, almeno sul momento. Intanto, si capisce che Erin (la nostra Sharni Vinson) non ci sta a lasciarsi massacrare senza reagire, e passa così al contrattacco, assumendo il ruolo di guida dei sopravvissuti e mietendo vittime tra le fila degli aggressori. Questo perché nessuno, neanche quel pallone gonfiato del suo ragazzo, sa che lei è cresciuta in un campo di survivalisti australiani. E figurati se quattro imbecilli con maschere di gomma possono impressionare una survivalista australiana.

Anche in questo Wingard rispetta le regole base dell’home invasion: la presenza di un personaggio che riesce a tenere testa agli psicopatici di turno è un dogma fisso, altrimenti il film durerebbe cinque minuti. Ma la cosa interessante di Erin, oltre ad avere una giustificazione verosimile per essere così brava ad ammazzare la gente, è che si tratta, appunto, della outsider, della ragazza che fa la cameriera per pagarsi l’università, quella su cui grava un debito studentesco soffocante, guardata dall’alto in basso dai fratelli e, in parte, dai genitori di quel cazzone di Crispian. In un film in cui, come nella migliore tradizione degli horror di Mario Bava, ogni cosa ruota intorno al denaro, l’unico personaggio che ne avrebbe davvero bisogno, è quello disinteressato.
C’è il forte sospetto che Erin sia una sociopatica che, alla fine, ci prova anche un certo gusto, ma di fronte a tali esempi di idiozia, arroganza, e avidità, possiamo davvero biasimarla, se ci gode un pochino nel frullare il cervello dell’insopportabile Felix?

Oltre al vecchio adagio della final girl, che qui prende una piega magari non sovversiva, ma di certo inusuale, You’re Next compie un’operazione di totale stravolgimento del filone cui dichiara di appartenere: nell’home invasion, la minaccia è sempre esterna, sempre è caratterizzata da un elemento non conforme che va a rompere la tranquillità di un nido. C’è il predatore, deviato e folle, e poi ci sono le prede, che rappresentano la norma. Spesso lo schema veniva rovesciato dal connotare le potenziali vittime con degli attributi di ferocia e sadismo da far impallidire gli aggressori, e mi viene in mente La Casa Sperduta nel Parco, del nostro Deodato, che qualcosina in comune con You’re Next ce l’ha. Solo che, nel caso del film di Wingard, la minaccia è tutta interna alla famiglia stessa. L’impianto da home invasion, con tutto l’armamentario di maschere da animali e balestre, è pura scenografia, pura messa in scena: è come se Crispian e Felix avessero fatto incetta di home invasion e se li fossero guardati tutti uno dietro l’altro, prima di mettere in atto il loro piano per liberarsi di genitori e fratelli. In questo senso, You’re Next è quasi meta-cinematografico.

Ed è troppo studiato e preparato per non essere intenzionale: il filone dell’home invasion esiste per rafforzare i terrori dei borghesi nei confronti della brutta gente che c’è là fuori. In You’re Next la brutta gente è dentro casa, e inventa una trama che incarna l’incubo peggiore di ogni buon borghese per impadronirsi del patrimonio di famiglia. Se poi si pensa che, a perpetrare il tutto, sono proprio i due fratelli che sembrano aderire meno alle convenzioni tramandate dai loro genitori, e che combinano tutto questo casino al solo scopo di poter diventare ricchi prima del tempo, e non dover dividere il malloppo con gli altri due rampolli, allora ci si rende conto di quanto il contenuto satirico di You’re Next fosse di parecchio avanti sulle conclusioni cui sta giungendo l’horror in questo momento storico.
Insomma, io devo davvero delle scuse a questo film, davvero non avevo capito nulla, e spero di aver posto rimedio alla cantonata presa in passato e di avergli reso un po’ di giustizia.

12 commenti

  1. Ma sai che io ero convinto di averlo visto perchè tu ne avevi parlato bene? Peraltro forse nel 2013 nemmeno seguivo ancora il blog. Boh, comunque lo (forse ri)vedo.

    1. Ma io credo di sì, sai? Sei uno dei lettori di più vecchia data.
      Comunque sì, rivedilo perché ti diverti, ma tieni sempre presente che su Prime è oscenamente doppiato.

      1. Guarda, l’ho visto, non ho capito se era la seconda volta, e mi ci si sono anche divertito, ma credo di essere più d’accordo con la prima metà della tua vecchia recensione – perchè poi, nella seconda metà, l’avevi proprio preso a padellate in faccia il povero Wingard. 🙂

  2. l’ho visto solo una volta anni fa ma lo ricordo piuttosto bene, così come ricordo che mi ero divertita come una matta 😀 ora mi è venuta voglia di riguardarlo, ma mi terrò a debita distanza dalla versione italiana.

    (e comunque a me la scena del cervello frullato fa uno schifo notevole: le ferite alla testa sono uno dei miei punti sensibili, e lì di testa ne rimane ben poca XD)

    1. Ma fa uno schifo notevole anche a rivederla! Proprio per questo è l’omicidio migliore del film!

  3. anche a me manca, ma lo conosco avendo letto in giro e visto qualche scena in rete^^

  4. “Senza addurre motivazioni plausibili” XD

    Gran bel film, la prima volta mi spiazzò alla grande, e m’innamorai della “ramba” inaspettata.

    1. Che poi lei non ha praticamente fatto più nulla. Magari sarà tornata a fare la ballerina in Australia, però è una bella perdita per l’horror.

  5. Ma guarda che all’epoca non eri stata l’unica a sottovalutarlo, eh: film divertente, intendiamoci, e con due memorabili Barbara Crampton e Sharni Vinson (isolamento e spaesamento rispetto al resto del cast aiutano a calarsi meglio nel ruolo, come pure Jamie Bell in Deathwatch insegna) ma non in grado di lasciare il segno più di tanto, ne tanto meno di aver pretese di chissà quale afflato rivoluzionario nel campo dell’home invasion. Ecco, io nel 2013 You’re next non l’avrei trovato meritevole di un’analisi così approfondita e interessante come la tua di oggi, ma gli anni passano e le prospettive cambiano… per cui mi sa tanto che, sotto istigazione della rece “rinnovata e corretta”, mi toccherà rivedermelo con occhi nuovi 😉

    1. Giusto: gli anni passano, e credo che questo cambio di prospettiva sia l’unico lato positivo 😀

  6. Questo è un film che ho apprezzato veramente tanto e uno dei migliori di Wingard. Tempo fa ci feci pure una recensione e ho apprezzato come il concetto di home invasion sia stato totalmente capovolto. Il male, il marciume non viene da fuori ma da dentro la famiglia e mostra tutta l’ipocrisia di queste persone ricche e borghesi. Un film molto interessante. Spero tanto di vedere altri lavori interessanti da Wingard (specialmente dopo il tremendo Death Note, film che purtroppo lo ha marchiato da molti).

  7. Maria Alessandra Cavisi · · Rispondi

    Deliziosissimo. Io l’ho visto tre volte perché davvero mi è sempre piaciuto nel suo essere metacinematografico, divertente, satirico e orroristico al tempo stesso. Effettivamente gli altri film da te citati secondo me gli devono molto.

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