Novità di Settembre: Lucia e i remake

Credo di aver cominciato a scrivere su questo blog per confermare i miei pregiudizi cinematografici. Per dirla con il maggior grado di sincerità possibile, 10 anni fa cercavo qualcuno che mi desse ragione. Adesso è cambiato più o meno tutto e non scrivo più per creare consenso intorno alle mie personali idiosincrasie e chiusure mentali, scrivo per tentare di eliminarle, di non averne più, per quanto complicato sia alla mia età.
Uno dei pregiudizi più difficili da sradicare tra gli appassionati di horror è quello legato alla questione remake, e questo blog ha contribuito ad alimentarlo, nel suo piccolo. Una delle cose di cui mi vergogno di più è proprio essere stata lì a gettare benzina sul fuoco, sputando sul lavoro altrui perché “così fan tutti”. Nel corso degli anni, evitando a priori la recensione negativa se non i casi assolutamente eccezionali, ho cercato di riparare all’errore, ma non mi sono mai messa a riconsiderare, da un punto di vista critico, l’ondata di remake dei primi anni 2000. 

E così ho pensato di rivederli. Tutti. A partire dal film che ha dato inizio alla giostra, ovvero il Texas Chainsaw Massacre di Nispel, fino al remake di Carrie del 2013 che, in un certo senso, chiude una stagione estremamente circoscritta e caratteristica di un’epoca e di un modo di intendere il cinema horror irripetibile. 
Non so come andrà a finire, ma ho una vaga idea di come procedere: parlerò di un film soltanto se la mia opinione su di esso è cambiata rispetto alla prima (e spesso unica) visione. Come ho scritto prima, siamo qui per sfatare i pregiudizi e non per confermarli. 
Può darsi che parleremo di tre o quattro film al massimo, come può darsi che, al contrario, saranno molti di più. È un’avventura completamente nuova per la sottoscritta, che spera di divertirsi, riscoprire qualcosa di sottovalutato, farsi un’idea più ampia del paesaggio cinematografico, in ambito horror, di inizio secolo e, perché no, allargare lo spettro a tutto il cinema dell’orrore americano (e sottolineo, americano) degli anni ’00. Ma questo magari lo vediamo più tardi: per ora limitiamoci ai remake e diamoci un paio di regole. 

Soltanto horror, quindi niente Total Recall, niente Robocop, niente Cane di Paglia. Restringo il campo il più possibile perché vorrei concentrarmi su ciò che mi interessa sul serio, ovvero il recupero dell’immaginario horror americano anni ’70 e primi ’80 e il suo inserimento nell’estetica del torture porn tipica dei primi anni del XXI secolo, il che apre un discorso talmente ampio da somigliare a una voragine da cui, ne sono certa, sarò inghiottita a breve. 
La seconda regola discende direttamente dalla prima e riguarda la provenienza dei film rifatti: devono essere americani proprio per il discorso di cui sopra; no The Ring o The Grudge che, rispetto a ciò che interessa a me, hanno tutt’altro stile, tutt’altro approccio narrativo e tutt’altra “pasta” visiva. 
Terza regola: si vede, sempre, anche l’originale, per rinfrescare la memoria e capire dove, come e perché il regista del remake si è distanziato dalla fonte. Ma allo stesso tempo, si cerca anche di considerare il remake un’opera a sé, senza farsi prendere da attacchi di nostalgia.
Quarta regola, valida per il blog in generale, ma a maggior ragione per questa rubrica tutta nuova e scintillante, è niente stroncature. Mai. Se vedete che un film manca non è perché me ne sono dimenticata, ma perché non mi è piaciuto. Niente stroncature non significa solo articoli entusiastici in cui mi profondo in scuse per non aver capito la poetica di Marcus Nispel, per carità. Ma se non trovo in un film neppure una roba minuscola da salvare, un punto intorno al quale imbastire un articolo che non si limiti a far cadere letame sul lavoro di centinaia di persone, allora preferisco stare zitta e procedere oltre. 
Se siete pronti, partiamo già mercoledì prossimo, e proprio con Nispel, per poi procedere in ordine cronologico e vedere dove ci porterà questo tuffo nel (non tanto) recente passato. 

Per il resto, domani torna Paura & Delirio con un episodio speciale che farà la gioia di grandi e piccini. O li traumatizzerà a vita, chi lo sa. 
Tenete d’occhio, venerdì sera, il canale Twitch di Redrumia, perché sarò ospite di un live su Promising Young Woman, e quindi, oltre alla mia voce, dovrete pure sorbirvi la mia brutta faccia. 
Ci sono altre novità in arrivo e tante altre belle cose all’orizzonte, ma le affronteremo a tempo debito. 
Poi non dite che non faccio di tutto per tenere vivo e sempre tirato a lucido questo spazio. 
Noi abbiamo ancora un ultimo post di Zia Tibia per salutare ufficialmente l’estate, e poi entriamo subito in clima Halloween, che qui non si perde tempo. 
Spero mi seguirete anche in questa bislacca rassegna di remake, e non mi prenderete a male parole. Ogni tanto, bisogna mettersi in discussione e fare cose inaspettate. Vediamo che succede. 


9 commenti

  1. Ottimo Lucia,la tua è una bella iniziativa,personalmente sono molto curioso nei confronti di questa tua retrospettiva sui remake horror americani che in fondo sono sempre esistiti, ma che di fatto hanno assunto un’accezione negativa proprio con quelli realizzati negli anni 2000,in realtà ce ne sono alcuni che secondo me sono molto validi o che almeno avevano delle caratteristiche interessanti e credimi sono stato piuttosto preso in giro in passato per i miei gusti bislacchi,ma da persona adulta e civile non ci ho mai badato più del necessario! Per qui non preoccuparti, nella mia persona troverai un ambiente neutrale,in fondo siamo qui per condividere insieme tutti noi la nostra comune passione per il cinema di genere!

  2. Giusto,cambiando argomento(ma neanche tanto)mi sono appena ricordato che domani andrò dritto dritto a fiondarmi in sala per guardarmi il nuovo “Candyman” prodotto da Jordan Peele! Non so se sia un remake oppure un sequel tardivo dell’originale,ma in ogni caso sono davvero molto curioso!

    1. Non vedo letteralmente l’ora di sedermi in sala davanti al nuovo Candyman!

  3. Blissard · · Rispondi

    Ti confesso di ammirare molto questa tua recente tendenza a mettere in discussione la te stessa di 20, 10, 5 anni fa. Pur essendo più vecchio di te io non sono ancora abbastanza maturo per fare altrettanto e, da tuo lettore assiduo da diversi anni, ti posso confermare che molte tue posizioni odierne sono radicalmente diverse rispetto anche solo a 5 anni fa.
    In attesa della tua rassegna di remake anni 00 – che, è bene specificarlo, assieme a certo cinema estremo orientale sta alla base del cosiddetto “torture porn” – ti abbraccio.

    1. Sì, hai ragione: la svolta è stata negli ultimi 5 anni, lì sono cambiata tantissimo, e credo sia arrivato il momento di trarre dei frutti da questo cambiamento.
      Da un lato non voglio rinnegare me stessa e ciò che sono stata, anche per questo non cancello i post (tranne alcuni, che secondo me erano un po’ offensivi), ma dall’altro è necessario rivedere alcune posizioni e dare spazio a cose nuove, altrimenti il blog si sclerotizza.
      Grazie per l’assiduità ❤

  4. Andrea Lipparini · · Rispondi

    Trovo molto bella e interessante questa iniziativa e può essere uno stimolo per rivedere o addirittura vedere film che per partito preso si sono voluti ignorare pensando”tanto l’originale è insuperabile”.. attendo con curiosità,il tuo blog è sempre ricco e stimolante..e aspetto la tua opinione su Candyman😊👍

    1. Dovrei riuscire a vedere Candyman tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima! Non vedo l’ora!

  5. Giuseppe · · Rispondi

    Sì, di sicuro ti seguirò con grande interesse in questo tuo percorso di selezionata rivalutazione dei remake appartenenti al periodo considerato… in fondo, non è stato proprio un prequel con tutte le caratteristiche di un remake a portarmi qui da te? 😉

    1. E ti assicuro che rivedremo anche quello!

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