Paura & Delirio: Ep 56 – Strade di Fuoco

Finalmente siamo arrivati a Walter Hill. Ci abbiamo messo più di un anno di programmazione, ma ci siamo arrivati con il suo film più sperimentale, con questo musical che è anche un film d’azione, un neo-noir, un western e una storia d’amore. Leggendario flop al botteghino, ha in pratica stroncato la carriera di Hill, a cui era stata data la possibilità, dopo il successo di 48 Ore, di lavorare con un budget considerevole e in assoluta libertà creativa. Ma lo sapete tutti cosa succedeva nella Hollywood degli anni ’80 alla libertà creativa, e così, un film che doveva essere il primo di una trilogia, è rimasto un caso unico, con però un lunghissimo strascico di influenze sulla storia del cinema tutto, e in particolare sulla contaminazione del linguaggio cinematografico.
Buon ascolto, buon divertimento e ricordate che siamo avidi di domande per la Posta del Cuore.

8 commenti

  1. Altroquando · · Rispondi

    Buongiorno, Lucia. Il podcast è sempre al top e per me è una fonte inesauribile di spunti. Avrei una domanda per la rubrica della posta. Eccola qua.
    Avete detto che “Dellamorte Dellamore” di Soavi è stato l’ultimo horror (di peso) italiano.
    Mi interesserebbe un vostro commento sugli esperimenti “spuri” usciti negli anni successivi, e sapere come li inquadrate sociologicamente. Mi riferisco a titoli che vanno dalla costernazione di prove indipendenti come “In the Market” a lavori manierati come “Shadow” di Zampaglione, per arrivare a “The Nest” e al “Suspiria” di Guadagnino che è un esercizio molto particolare. E ovviamente, se vi va di divagare (io ne andrei pazzo) quello che c’è in mezzo che a me probabilmente sfugge.

    1. Grazie della domanda! Segnata subito, molto interessante!

  2. Vittorio · · Rispondi

    Che regalo! Visto nel 1984 al cinema e rivisto su grande schermo qua al TFF alla retrospettiva su Walter Hill con tanto di lacrimuccia. Per fortuna ora c’è un bel Blu Ray della Shout! Factory, che la prima versione dvd italiana era pan e scan. D’accordo su tutto, anche le pause (come sempre)

    1. Molto contenta che ti sia piaciuto l’episodio, anche se è un po’ fuori dai nostri soliti percorsi. Ma Walter Hill andava omaggiato, prima o poi, e chissà che non capiti di nuovo 🙂

  3. Tigrero · · Rispondi

    Grazie Lucia e Davide! L’unico appunto che faccio è che queer code o non queer code, ho sempre pensato che il personaggio di Defoe fosse semplicemente la riproposizione dello stesso ruolo che aveva in un vecchio film della Bigalow…

    Aspettavo inoltre questo film per fare la domanda per la posta:

    Condividete l’hobby di cercare nei film somiglianze di qualcuno che conoscete e che anche solo per poco ha incrociato la vostra vita? Es. Collins in la belva dell’autostrada è uguale ad un mio ex collega e in Virus l’inferno dei morti viventi di Bruno Mettei il cameraman e il terrorista giovane coi capelli lunghi che muore erano identici a due miei conoscenti e la mia migliore amica dai tempi delle superiori, è uguale alla cattiva del trio dell’ultima casa a sinistra qua di si presentano a cena nella casa della famiglia della vittima ed ha i capelli raccolti… In strade di fuoco c’è addirittura una comparsa/attore che somiglia a me!

  4. Tigrero · · Rispondi

    Domanda che non c’entra nulla, dopo i noir che ho recuperato e commentato nel post apposito, volevo recuperare in DVD Shadow in the Cloud ma non l’ho trovo in italiano… È prevista un uscita da qualche parte?

  5. Tigrero · · Rispondi

    P.S. : di Strade di fuoco esiste un raccapricciante sequel… Spero che Lucia e Davide abbiano taciuto volontariamente su questo fatto!

  6. Giuseppe · · Rispondi

    Post doveroso su di un grande classico incompreso! Purtroppo la libertà creativa adottata da Hill non andava granché bene, per l’epoca 😦 Strade di fuoco, un musical multi-genere anni ’80 che però filtra quegli stessi anni mettendone in scena una trasposizione “fantastica” e del tutto atemporale (giustamente hai notato quanti elementi vengano presi dagli anni ’50) portando il film in territori lontani dal grosso della produzione contemporanea a alto budget (non era decisamente il cinema di John McTiernan o Mark L. Lester) nonché, di conseguenza, dai gusti del grande pubblico… con i risultati che ben conosciamo.
    P.S. Tra le altre cose, è riuscito nell’impresa di far (quasi) recitare persino Michael Paré 😛

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