Paura & Delirio: Ep 50 – Chi ha ucciso l’horror italiano?

Per il cinquantesimo episodio, un traguardo importante, volevamo fare qualcosa di speciale. Dobbiamo ringraziare il nostro ascoltatore (e lettore di questo blog) Jason13 per aver fatto una domanda, originariamente indirizzata a La Posta del Cuore di Paura & Delirio, talmente complessa da richiedere un’intera puntata. E il tutto senza aver trovato una vera e propria risposta.
Jason13 ci ha chiesto a cosa è dovuta l’improvvisa e repentina sparizione dell’horror italiano e noi abbiamo cercato di formulare una serie di ipotesi che potessero fornire almeno una parziale spiegazione a un evento che è davvero capitato da un giorno all’altro, come se qualcuno, a un certo punto, avesse staccato la spina.
Com’è ovvio, non ci siamo limitati ad avvilirci per la morte dell’horror nel nostro paese, ma ne abbiamo anche celebrato la breve e tumultuosa esistenza. Al solito ci saranno ampie divagazioni, si faranno i nomi di decine di film, si uscirà dall’ambito strettamente horror per parlare anche di western, peplum, poliziesco e fantascienza, e si concluderà all’insegna dell’amarezza e della depressione, non senza prima aver segnalato qualche coraggioso regista horror contemporaneo.
Buon ascolto e buon divertimento.
E continuate a farci domande, mi raccomando. Potreste ispirare ulteriori episodi speciali.

23 commenti

  1. Non vedo l’ora che arrivi anche su Spotify, è una domanda veramente interessante! Provo a farvene una anche io per una delle prossime edizioni della Posta del Cuore: quali sono i film del passato che oggi, per mutate condizioni culturali, non si potrebbero fare più? Escluso Cannibal Holocaust e simili perché non voglio sentirne neanche parlare 😅 e pensate che ci sia un limite che l’horror non dovrebbe oltrepassare?

    1. Eh, purtroppo come tutti gli episodi speciali, questo lo teniamo in esclusiva su Mixcloud e su Spotify non arriverà.
      Quanto alla tua domanda, è segnata ed è interessantissima, quindi ti rispondiamo il prima possibile!

      1. Me lo ascolterò su mixcloud allora! Grazie 🙂

  2. Blissard · · Rispondi

    Vincendo la mia nota idiosincrasia nei confronti dei podcast vi ho seguito piacevolmente, apprezzando vari spunti (quello del cinema italiano come “neorealismo rosa perenne” è una chicca che mi rigiocherò per fare il figo) e amareggiandomi anche io nel finale, ma non tanto per la crisi in cui versa da un quarantennio il cinema italiano di genere – mai avuto particolari inclinazioni patriottiche e a me piace il cinema, poco mi importa il paese d’origine – quanto per le prospettive nefaste che riguardano il cinema in generale. Se infatti si prospetta anche oggi la sovrapposizione di produzione e distribuzione, con le piattaforme di streaming a fare le veci della fininvest di fine anni 80, temo che un appiattimento generalizzato sarà inevitabile, e già ora ne stiamo percependo evidenti avvisaglie.
    Belli i riferimenti a Il Demonio e a …Hanno cambiato faccia, ed effettivamente ci sarebbe da pensare ai legami – non solo e non tanto in Italia, quanto in ambito mondiale – tra documentaristica e cinema horror, così come al(l’apparentemente mancato) legame tra horror e politica nel cinema italiano.
    Grazie

    Ps: sono sicuro che non fraintenderai, ma hai una voce molto bella, Lucia.

    1. Sul patriottismo la penso come te: solo che, egoisticamente, diciamo da operatrice del settore, mi piacerebbe fosse più vivo, così forse non sarei costretta a lavorare a delle orride fiction con le guardie 😀
      Poi sì, il cinema è bello a prescindere dalla nazione di appartenenza.
      Sul fatto di produzione e distribuzione che coincidono, hai ragione, ma io continuo a essere molto ottimista perché il cinema indipendente non è così facile da domare e credo ci sarà sempre accanto, qualunque cosa accada.
      E no, non fraintendo affatto, anzi, ti ringrazio!

  3. Jason13 · · Rispondi

    Sono io che devo ringraziare voi per aver dedicato un episodio intero al mio quesito, ma più in generale per il modo in cui trattarate il mio genere preferito. Non vedo l’ora di ritagliarmi 2 ore per l’ascolto della puntata.
    Grazie di cuore a te e Davide!

    1. Speriamo solo di avere, almeno in parte, soddisfatto qualche tua curiosità!
      Grazie di ascoltarci!

  4. Tigrero · · Rispondi

    Finalmente sono riuscito ad ascoltare il podcast! Come al solito grazie a Lucia e Davide…
    Impressioni sparse:
    1) Hanno cambiato faccia è un film che non credo perfetto ma che visto almeno una volta non lascia certo indifferenti! Il Giovanni Nosferatu di Celi, non si scorda… Poi va be’, adoro Celi da sempre! E consiglio oltre al solito Amici miei il mitico Yankee! Film Western di Brass dove Celi fa il cattivo messicano armato di frusta! Nel 2008 ti tiravano dietro il DVD (di Hanno cambiato faccia) ma io ero senza un soldo all’epoca e ci rinunciai pentendomene da sempre….
    2) Argento, oltre alle indubbie capacità e qualità, non va dimenticato che è riuscito anche a vendersi come icona pop(olare) come Hitchcock! Pensate a quanta gente associa la musica e il suoi profilo panciuto al thrilling ma non ha visto neanche un suo film? Quindi Argento è stato bravo anche ad essere un personaggio che però ha polverizzato ogni passato, presente e futuro nella cultura di massa! Es.: la gente andava a vedere Demoni e La chiesa perché c’era il nome di Argento sopra (un po’ come ora: “dai produttori di Insidious!”)… Su Argento poi ho una teoria à la Voyager/Mistero/complottismo da operetta: I film capolavori glieli dirigeva Mingozzi!
    3) Fantascienza in Italia, non se ne fa perché al cinema, c’è bisogno di due cose: budget e critica politica/critica sociale …
    Budget per avere effetti speciali almeno credibili se la storia lo richiede… E per la critica il cosiddetto metaforone che può essere delicato e quasi impercettibile o esagerato ma deve esserci … Davide non sarà forse d’accordo ma l’unica fantascienza che sopporto e credo che sia sana è quella che spiega noi stessi attraverso una vera e propria parabola… Sostituisci le astronavi o gli alieni con le auto e gli stranieri e ti resta l’uomo di oggi, ieri e domani con tutte le sue aporie che con il genere fantastico in generale (quindi anche horror e fantasy) lasciandoti almeno cosciente senza morirne… Sono parabole perché la verità cruda ci annienterebbe! E con questo non si creda che bisogna scrivere cicli su cicli di di romanzi… A volte basta un racconto come Sentinella o una puntata di Ai confini della realtà di Rod Serling!
    4) Continuate a evitare il Cozzone Nazionale! Vergogna! No, scherzo! 😉 Però per favore parlate di Hercules con Lou Ferrigno!!!😄

    Domanda da posta del cuore:
    1) Vi piace la serie di Rod Serling? Se sì, quali sono i vostri episodi preferiti?
    2) Tra i registi del fantastico “emigrati” all’estero in cerca di fondi per film di genere fantastico, cosa ne pensate di Zuccon?

    Domanda per la posta del cuore:

  5. Che italico magone…

    Non so se è il posto giusto, ma proposta. Tra i film che mi accompagnano da quando ero ragazzino (tra i miei preferiti di sempre), ce n’è uno che mi pare laterale a più generi, compreso l’horror, di cui si parla molto poco e che ha valori produttivi alti alti (Spielberg, Levinson, Columbus…): Piramide di paura. Per “ragazzi”, ma più “adulto” del solito, affronta temi come l’amicizia, la crescita, l’amore, la morte, il rapporto con l’autorità, persino le conseguenze dell’imperialismo, in una cornice avventurosa, thrillerosa e con sprazzi orrorifici. Lo segnalo perché lo amo molto (mi fa emozionare e piangere ogni volta, non so cosa farci…), perché è un po’ dimenticato, perché è uno di quei film che puoi vedere da bambino senza farlo di nascosto e che può essere un ponte verso il cinema di genere (come i Tremors, Scuola di Mostri, anche se per “profondità” forse siamo più dalle parti di film come Attack the block o Un ponte per Terabithia). Magari piace anche a voi, o, magari un giorno fate una puntata sui “film ponte”, boh…

    Posta del cuore:
    – Personaggi maschili memorabili messi in scena da donne (sceneggiatura e/o regia) e personaggi femminili memorabili messi in scena da uomini (sceneggiatura e/o regia) in ambito horror (o altro se volete) secondo voi. Con “memorabili” intendo ben scritti, ma anche che vi son particolarmente piaciuti, di cui vi siete innamorati, nei quali vi siete riconosciuti… per qualche motivo. Non so se la domanda è sensata, cioè non so se la forza di un personaggio dipenda di più dalla scrittura o dalla regia (o forse ci dovrei mettere anche interpretazione e produzione?). Insomma, mi piacerebbe capire se c’è una capacità reciproca di raccontarsi “tra generi”. Oppure, un’altra domanda potrebbe essere: ci sono dei film horror superbelli secondo voi che sono il risultato della collaborazione di equipe miste?

    1. La domanda è interessantissima! In realtà ci sono tantissime donne sceneggiatrici, anche di film insospettabili, quindi credo ci sarà da divertirsi a rispondere.
      Per quanto riguarda i film “ponte”, abbiamo un episodio su Tremors! E di sicuro ne faremo altri, soprattutto perché si tratta (quasi) sempre di horror comedy, genere che a Davide piace molto.

      1. Sono notoriamente una persona dai gusti semplici.

  6. Silvio Murru · · Rispondi

    Ciao Lucia ottima puntata,con un sacco di spunti interessanti .
    Potresti per favore dirmi il nome del podcast che segui sul giallo italiano?

    1. Allora, è una storia lunga: il mio podcast preferito si chiama Scarred for Life e consiste nell’ospitare una volta a settimana un regista/sceneggiatore/critico di settore (ovvero horror) e di chiedergli qual è stato il film che lo ha spaventato da bambino. Ne escono fuori conversazioni molto interessanti. Uno degli ospiti, una volta, ha portato Phenomena. Gli autori del podcast curano anche un’altra rubrica, degli episodi più brevi, che escono ogni venerdì e si chiamano Little Cuts, dove ogni settimana ci dicono cosa hanno visto e ci consigliano dei film.
      A parte le uscite più recenti, che coprono sempre, fanno anche dei cicli di film vecchi: ora è il turno della Hammer, un paio di mesi fa, hanno fatto il ciclo dedicato al Giallo italiano. Ti consiglio comunque di seguire il podcast perché è interessantissimo.

      1. Silvio Murru · · Rispondi

        Grazie Mille
        Lo farò di sicuro.
        E continuate così il podcast e una figata!

        1. Grazie di cuore.
          È bello sentirsi dire che stiamo facendo qualcosa di giusto 🙂

  7. Bella puntata, anche se lascia l’amaro in bocca pensare alle sorti del cinema italico.
    Confido ancora sempre che esca qualcosa in gradi di dare uno scossone, ma sono un inguaribile ottimista…

    Se a qualcuno interessa, ho trovato “Hanno cambiato faccia” acquistabile in streaming su Youtube.
    Certo, avrei preferito un edizione fisica ma almeno lo posso vedere (ovviamente non lo conoscevo) senza troppe… hemm… complicazioni.

    1. Sì, avevo visto che si trovava su YouTube e, dato che la puntata sul film ormai ci siamo impegnati a farla, meglio quello che niente, così ho l’occasione di rivederlo.

  8. Giuseppe · · Rispondi

    Su di un’ottima e, sì, davvero complessa domanda avete costruito un altrettanto ottimo podcast in cui avete cercato di dare una risposta nel migliore dei modi e chissà che, un giorno, non si arrivino a individuare davvero i motivi dell’improvvisa calata del sipario sull’horror italiano (dopo lo spartiacque di Dellamorte Dellamore nel 1994 -con l’eccezione de L’arcano incantatore di Avati, aggiungerei- più nulla di veramente ascrivibile al genere) nonché sul cinema di genere in toto. Fantascienza ovviamente compresa la quale, dopo Nirvana di Salvatores, ha dovuto aspettare più di quattordici anni per riaffacciarsi nelle sale con L’arrivo di Wang dei Manetti Bros, rimasto purtroppo un caso isolato: ricordo, a proposito, il compianto Fantastichini far giustamente presente quanto la sci-fi in Italia continuasse a venire ignorata… Anch’io, comunque, voglio continuare a confidare sul cinema indipendente e non allineato alla massa per un futuro meno fosco e deprimente di quello attuale (registi coraggiosi ne abbiamo, in ambito horror e fantastico, vedi ad esempio De Feo, Misischia, Scarfò, Bianchini e Mainetti) 👍

    1. Se non fosse arrivata la stupidissima pandemia a interrompere il flusso di uscite, l’anno scorso avremmo avuto almeno tre film importanti di genere fantastico firmati da registi italiani pronti in rampa di lancio.
      All’elenco, io ci aggiungerei anche Rovere, che ha fatto un ottimo lavoro con Il Primo Re.

      1. Giuseppe · · Rispondi

        Concordo, Rovere deve far parte dell’elenco.

  9. Tigrero · · Rispondi

    Mi permetto di segnalare che Hanno cambiato faccia è in streaming gratis su YouTube legalmente! Non so per quanto resterà su YouTube ma volevo farlo sapere a chi lo volesse vedere/rivedere!

  10. Copio dal commento che ho lasciato a Davide, così avete entrambi i miei ringraziamenti: ho recuperato Hanno cambiato faccia, ed è un gioiellino, grazie!
    Uno degli aspetti, forse, che può avere influito sulla scomparsa dei generi, è la tendenza italiana a parcellizzare la cultura e a dividerla tra serie A e serie Z (nel mezzo il vuoto). Per cui si possono trovare con la stessa probabilità persone che si vantano di sapere un canto di Dante a memorie come di NON sapere cosa sia una radice quadrata. Applicata al cinema, si salva il cinema d’autore e la commedia all’italiana, anche nelle sue versioni più annacquate, se non direttamente funzionali al potere, come i cinepanettoni. Il resto è stato tollerato negli anni 70 perché erano anni di sperimentazione e non se ne poteva proprio fare a meno, ma appena ripristinato l’ordine, tagliato tutto senza pietà. Pregiudizio che purtroppo si vede anche negli addetti ai lavori: alle volte gli attori che recitano nei pochi film di genere che si fanno oggi, sembra che vogliano comunicare allo spettatore che lo fanno solo per pagare le bollette, ma che soffrono molto a recitare in un film così.

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