Killer Klowns From Outer Space (al cinema)

Regia – Stephen Chiodo (1988)

Dovete sapere che io ho degli amici scemi, ma straordinari, forse proprio perché scemi, e avendomi vista per ovvi motivi col morale sotto le scarpe, hanno pensato bene di affittare una sala cinematografica e organizzare una double feature di film dell’orrore in onore della sottoscritta. Il primo dei due film è stato Carnival of Souls, e tutti sapete cosa ne penso; il secondo è stato Killer Klowns. Per ragioni puramente anagrafiche, non avevo mai avuto la fortuna di vedere entrambi i film su grande schermo e, se di Carnival of Souls vi ho parlato qui fino allo sfinimento, resta uno degli horror più importanti della storia del cinema e, visto in sala, è una botta emotiva disarmante, Killer Klowns è stato nominato di rado da queste parti e quindi ho pensato di condividere con voi la bella esperienza vissuta sabato sera.
Ora, la cosa buffa è che io Killer Klowns non lo rivedevo da una buona quindicina d’anni e me lo ricordavo molto sgangherato e moderatamente divertente. Non so se è stato l’effetto schermo gigante o se sono invecchiata io e diventata più benevola, ma in realtà l’ho trovato moderatamente sgangherato e molto divertente. Soprattutto, è un saggio di cinema artigianale dei tempi che furono, realizzato con una tale passione da far brillare gli occhi. Credo che sarò obbligata a sistemare le mie priorità, perché sarà questo il primo horror che farò vedere a mio nipote, non appena avrò il benestare della mamma.

Ufficialmente, dietro la macchina da presa c’è soltanto Stephen, ma Killer Klowns è una creatura di tutti e tre i fratelli Chiodo, noti per il loro lavoro di tecnici degli effetti speciali, animatori in claymotion e padri dei Critters, con cui questo film ha parecchie cose in comune. Di questo film, i Chiodo hanno curato tutti gli aspetti fondamentali, ovvero sceneggiatura, regia e produzione, ma non gli effetti speciali (tranne il Klownzilla finale, interpretato dallo stsso Charles Chiodo), affidati a una nutrita squadra di artisti, guidata da Tassilo Baur, per permettere ai fratelli di concentrarsi sugli aspetti produttivi del film. Credo sia giusto sottolinearlo, perché Killer Klowns è un film “vero”, non uno sfoggio delle capacità dei Chiodo, cosa di cui non avevano alcun bisogno, tra le altre cose. Certo, a farla da padroni sono i clown alieni del titolo, che arrivano su una nave spaziale a forma di tendone da circo nella piccola città di Crescent Cove e fanno strage degli abitanti, ma il film non funziona solo perché loro sono realizzati bene.

Killer Klowns funziona perché è un film pieno di trovate visive e narrative, che si prende garbatamente gioco dei tropi classici del film di invasione extraterrestre degli anni ’50. È, in pratica, The Blob ma declinato in farsa: c’è l’oggetto misterioso caduto sulla terra dallo spazio, c’è il bifolco che lo trova per primo e ci lascia la pelle, ci sono i ragazzi che scoprono cosa sta succedendo sul serio e non vengono creduti dalle autorità locali, c’è, più di tutto, l’ambientazione nella provincia americana, la minuscola città dove tutti si conoscono, le coppiette vanno ad appartarsi in macchina in un punto specifico, e la polizia è lì con lo scopo di rovinare loro la festa, unico rappresentante di un mondo adulto indifferente e ostile. L’agente che passa la serata a ignorare le chiamate sempre più allarmanti e legge una rivista sulle armi (interpretato dal grande caratterista John Vernon) è un esemplare perfetto dell’adulto nei film dell’orrore: non serve a niente, si mette di traverso e, quando crepa, si festeggia.

Perché, in fin dei conti, Killer Klowns è un tipico esempio di cinema di serie B, sguaiato quanto volete, ma intimamente anarchico: nonostante alla fine la minaccia vada sconfitta (ma fino a un certo punto), abbiamo assistito per un’ora e mezza alla distruzione sistematica di un tranquillo microcosmo borghese per mano di un gruppo di pagliacci dallo spazio profondo che ti ammazzano a torte in faccia, perfidi e innocenti come dei bambini lasciati senza la supervisione dei genitori.
È un concept talmente folle che non puoi prenderlo sul serio: con tutte le cose “from outer space” che sono arrivate a conquistare la terra da quando ci siamo seduti per la prima volta a bocca aperta davanti a uno schermo, mancavano giusto i clown, e non esiste una spiegazione possibile a questa stramba invasione. Gli stessi Chiodo si prendono gioco della necessità di trovare dei motivi in una sequenza del film in cui i personaggi discutono tra loro sui perché e i percome dell’evento.
E i Chiodo, che io mi immagini squinternati come i loro clown, lì a ridere come i miei amici scemi e a dire: “è così e basta, sono clown assassini dallo spazio profondo e vi deve stare bene”.

Ditemi voi se esiste qualcosa di più libero del concedersi questa assenza assoluta di motivazioni e portare la totale implausibilità della premessa alle sue estreme conseguenze.
Ecco, se qualcosa dell’horror anni ’80 oggi mi manca, è proprio la sua capacità di scatenare la risata liberatoria priva di intellettualizzazioni e sovrastrutture di sorta, ed essere coerentissimi in questo. Accettare l’assurdo come un dato di fatto, che la vita è breve ma in compenso fa schifo, e quindi lasciatemi divertire in pace.
C’è un afflato profondamente eversivo, anche se non del tutto consapevole, in questo tipo di film, perché ti obbliga a stare al gioco, a partecipare alla finzione, e non si tratta ancora, non nel 1988, dell’ammiccamento a un pubblico smaliziato: KIller Klowns è un film ingenuo, nella sua ingenuità sta la sua bellezza.

Per goderti Killer Klowns devi lasciarti alle spalle la tua parte adulta, quella che rovina la festa, fuma il sigaro, non crede nei clown invasori dallo spazio profondo e, per passare il tempo, legge di pistole e fucili. Devi cedere il passo alla follia, almeno per 88 minuti. Però vieni ripagato, perché ti liberi anche di tante zavorre e, per quel lasso di tempo limitatissimo, puoi ridere anche tu come uno scemo ogni volta che un clown ammazza qualcuno, e magari dimenticare chi è morto sul serio, allontanare quel pensiero ossessivo con cui convivi ogni singolo istante della tua vita.
E io, l’altra sera, avevo proprio bisogno di questo, e ringrazio gli Antichi di avermi regalato degli amici scemi: loro sono i miei Killer Klowns dallo spazio profondo, pazzi, anarchici e sgangherati.
Grazie ragazzi, vi voglio bene.

13 commenti

  1. E’ un post bellissimo, di quelli che inumidiscono gli occhi.
    Siamo tutti klowns dallo spazio profondo!

    1. Grazie ❤
      Lo siamo proprio!

  2. Quasi la definizione da manuale di “film sottovalutato”, e un punto fermo delle serate estive dei Mana Brothers – anche se non lo abbiamo mai visto al cinema.
    E la colonna sonora…

    1. Dovremmo farci un podcast! 😀

      1. Quando vuoi, molto volentieri.

  3. Uno dei miei film preferiti. Penso che la tua anlisi sia molto azzeccata. Non per niente i protagonisti non sono solo giovani anagraficamente; pensa ai due gelatai, che sono dei bambinoni adorabili, e avranno la meglio.

    Hai dei grandi amici.

    1. I due gelatai sono i personaggi migliori del film, senza alcun dubbio, e credo siano un po’ gli alter ego dei Chiodo. Quando poi incontrano le due clownesse, avevo il mal di stomaco dalle risate 😀

  4. Vedrò al più presto Killer Klowns. E i tuoi amici sono già anche amici miei. 🙂

    1. I miei amici salutano e ringraziano ❤

  5. Analisi perfetta di una divertentissima parodia della sci-fi d’invasione anni ’50 (ma forse anche qualcosina più in là, se pensi alle vittime imbozzolate quasi “Alien-style” 😉 ), capace allo stesso tempo di lavorare dannatamente bene sulla paura istintiva che in non pochi suscita la figura del clown: decisamente da riscoprire, questa sottovalutata fatica dei fratelli Chiodo. Fra le scene da ricordare quella dell’ombra simil T-Rex che prende corpo pappandosi i presenti, o ancora John Vernon ridotto a pupazzo da ventriloquo, per non parlare dell’entrata in scena del Klownzilla finale…
    P.S. E’ una cosa davvero stupenda quella che gli amici hanno fatto in tuo onore ❤ E, visto che giusto ieri era il compleanno di King, spero non ti dispiaccia se questa volta lascio che sia lui a parlare per me:
    “Forse non esistono nemmeno amici buoni o cattivi, forse ci sono solo amici, persone che prendono le tue parti quando stai male e che ti aiutano a non sentirti solo. Forse per un amico vale sempre la pena avere paura e sperare e vivere. Forse vale anche la pena perfino morire per lui, se così ha da essere. Niente amici buoni. Niente amici cattivi. Persone e basta che vuoi avere vicino, persone con le quali hai bisogno di essere; persone che hanno costruito la loro dimora nel tuo cuore” Stephen King, It

    1. No, no, la citazione da IT è perfetta e non esiste, credo, una descrizione più precisa dell’amicizia. ❤

  6. rivisto una marea di volte su Europa 7, dove lo davano a ibitum.
    Horror e Slapstick messi insieme che funziona, che vuoi di più?

  7. Vedere Carnival of Souls e Killer Klowns al cinema è un sogno che si avvera. Mi piacerebbe vivere quest’esperienza. Comunque sia Killer Klowns è un film divertentissimo e con delle trovate davvero intelligenti I fratelli Chiodo conosco molto bene la fantascienza anni ’50 e sanno come prendere in giro tutti quegli elementi che l’ha contraddistinta. Certe scene sono stupende sia per la fantasia (la scena dell’ombra mi rimarrà sempre impressa) sia per gli ottimi effetti artigianali utilizzati. La cosa bella è che in certi punti riesce anche a far venir la pelle d’oca. E’ un film che adoro tantissimo e che mi diverte molto. L’unico difetto a mio avviso sono i personaggi principali che sono abbastanza piatti, ma per il resto è un film incredibile.

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