10 Horror per un Anno: 1990

La mia missione con gli anni ’90 è davvero ai limiti dell’impossibile. Ci sono anni in cui avrò difficoltà a trovare un paio di horror degni di menzione, figuriamoci 10.
Ma il 1990 in sé è stato un ottimo anno, in parte perché ancora sotto l’influenza del cosiddetto decennio d’oro, in parte perché molti registi giovani, la generazione dei Richard Stanley, per farla il più breve possibile, hanno cominciato qui a dirigere i loro primi film. Il problema è che, con la crisi del genere successiva, li abbiamo persi per strada; come ho già ripetuto altre volte, un’intera classe bruciata dal calo di interesse del pubblico nei confronti del cinema dell’orrore.
Ma, nonostante tutto, anche in quel periodo un po’ triste e squallido, qualcosa la troveremo. Per ora godiamoci un anno straordinario.

1. Tremors – Regia di Ron Underwood (Uscito negli Stati Uniti il 19 Gennaio del 1990)

Comincia alla grande, il 1990, con un film destinato a diventare un cult per tantissimi appassionati, e a generare una saga viva ancora oggi (l’ultimo capitolo è del 2018). Doveva addirittura esserci una serie tv, con il ritorno di Kevin Bacon come protagonista, ma è stata cancellata appena dopo il pilot, con infinito scorno da parte dei fan, che aspettavano con ansia di rivedere Valentine McKee alle prese con i graboid.
Tremors ha la struttura di un classico monster movie anni ’50, ma la consapevolezza e il distacco ironico del cinema contemporaneo. Un riuscitissimo mix di horror, fantascienza e commedia, che riesce ad azzeccare tutto: ambientazione, attori, design delle creature. Non si può non amare Tremors: ancora oggi intrattiene come pochi film del suo genere e regge molto bene alla prova del tempo, effetti speciali meccanici compresi.

2. Cabal – Regia di Clive Barker (Uscito negli Stati Uniti il 16 Febbraio del 1990)

Questo splendido film, seconda prova dietro la macchina da presa di Barker, segna, in un certo senso, l’inizio della fine: è uno degli ultimi horror a beneficiare di un budget elevato per il genere; doveva essere l’inizio di una lunga saga, ma il botteghino lo ha punito con una severità che non si meritava. Uscito in sala mutilato, con un director’s cut introvabile fino a qualche anno fa (mi pare fosse il 2015), è stato snobbato dal pubblico e umiliato dalla critica.
In realtà, sia che si veda la versione del ’90, sia quella successiva, ricostruita dopo anni e anni di lavoro e ricerche, Cabal (o Nightbreed) è un’opera di grande valore, un fanta-horror poetico e macabro, la cui originalità era forse troppo spiccata per essere compresa dagli spettatori cresciuti a pane e slasher.

3. The Witches – Regia di Nicholas Roeg (Uscito in UK il 25 Maggio del 1990)

Come sapete, l’horror per ragazzi o per famiglie è un genere difficilissimo, perché tutto giocato su equilibrismi vari tra la necessità primaria di un film dell’orrore, ovvero quella di creare del disagio in chi guarda, e quella di non far fuggire dalla sala urlando un pubblico di ragazzini. The Witches è uno dei rari casi in cui l’equilibrio è perfettamente realizzato. E mi stupirei del contrario: c’è il romanzo di Dahl alla base, e la regia di Nichola Roeg a sigillo di garanzia. Certo, la versione cinematografica del libro addolcisce ed edulcora il finale, ma non risparmia i dettagli più raccapriccianti della fiaba cui è ispirata. L’interpretazione (e la trasformazione) di Anjelica Huston è da incorniciare.

4. Frankenhooker – Regia di Frank Henenlotter (Uscito negli Stati Uniti il 1 Giugno del 1990)

Non può mancare Henenlotter in questa breve carrellata, non mancherà mai, qualunque sia l’anno di cui ci occuperemo. I motivi sono semplici: nonostante tutte le pretese intellettuali, io continuo a considerare il B movie la vera anima dell’horror e la sua collocazione naturale lo scaffale del videonoleggio appena prima del porno. Non è una nota di demerito, anzi, è un motivo di orgoglio; Henenlotter incarna in maniera esemplare questo lato anarchico, folle, irriverente e anche un po’ miserabile del nostro genere preferito e Frankenhooker, la sua versione personalissima del mito di Frankenstein, con uno studente di medicina che ricostruisce il corpo della sua fidanzata decapitata prendendo pezzi da varie prostitute di Manhattan, è quanto di meglio un appassionato possa desiderare.

5. Aracnofobia – Regia di Frank Marshall (Uscito negli Stati Uniti il 18 Luglio 1990)

Se l’horror spielberghiano degli anni ’80 è Poltergeist, quello degli anni ’90 è Aracnofobia, e questo la dice lunga su come la percezione del genere è cambiata nel giro di neanche una decina di anni. Per girare Poltergeist (anche se di fatto non lo ha girato lui, ma questa è un’altra storia), era stato scelto un regista indipendente come Hooper; per Aracnofobia, si punta su un braccio destro di provate professionalità e affidabilità; Poltergeist era un horror serio e spaventoso, mentre Aracnofobia è una commedia coi mostri. Se ci pensate, la formula non è poi così diversa da quella di Tremors, ma con il tocco di Spielberg in produzione, che conferisce al film il potenziale da blockbuster estivo, macchina di intrattenimento per grandi e piccini con qualche brivido di disgusto. Comunque, uno spasso.

6. L’Esorcista III – Regia di William Peter Blatty (Uscito negli USA il 17 Agosto del 1990)

All’inizio avevo pensato di escludere i sequel da questi post, ma poi mi è venuto in mente il film tratto da Gemini Killer e ho deciso di essere un po’ più elastica.
Ora, se io vi dico che L’Esorcista III è un capolavoro, voi probabilmente vi mettete a ridere, ma magari vi viene anche la curiosità di scoprire se sto delirando o se in questa affermazione così estrema c’è qualcosa di vero. Scommettiamo che, dopo due o tre scene, la voglia di ridere vi passa?
Poi, se vi capite, fatevi l’enorme cortesia di leggere anche il romanzo. Ovvio che L’Esorcista di Friedkin sia un’altra cosa, ma qui non si parla di superiorità o inferiorità, si parla di film differenti, con intenti diversi e impianti filosofici anche radicalmente opposti. In ogni caso, roba monumentale.

7. La Notte dei Morti Viventi – Regia di Tom Savini (Uscito negli Stati Uniti il 19 Ottobre del 1990)

E dopo aver fatto spazio a un sequel, è la volta di un remake, anzi di un risarcimento a chi aveva lavorato allo storico film del 1968 e non aveva visto il becco di un quattrino.
Amo moltissimo questo film, mi piace tutto, ma proprio tutto, a partire dal cast, passando per il look degli zombi, fino ad arrivare alla sceneggiatura, scritta dallo stesso Romero, che approfondisce e amplifica i temi presenti già in embrione nel suo esordio alla regia. Lo so che il capostipite è intoccabile e irraggiungibile, ma mi sembra che questa sua riedizione del ’90 gli abbia reso giustizia, migliorandolo addirittura negli aspetti tecnici (budget maggiore, effetti speciali più curati), senza snaturarlo.

8. Jacob’s Ladder – Regia di Adrian Lyne (Uscito negli Stati Uniti il 2 Novembre del 1990)

E parlando di capolavori, ecco l’immenso Jacob’s Ladder, che da noi si chiama Allucinazione Perversa perché i malvagi titolisti italiani avevano preso un partita di droga tagliata male.
Lyne, regista di solito mediocre e con una serie impressionante di filmacci (non in senso buono) all’attivo, realizza qui un unicum nella sua carriera, e anche, fino a quel momento, nella storia del genere, destinato a lasciare un’impronta indelebile sull’horror a venire, soprattutto per quanto riguarda l’estetica della morte, l’esposizione del dettaglio macabro a tutto campo, nitido e luccicante come in un videoclip di una pop star a caso, ma in questo caso al servizio di una vicenda di disperazione assoluta.
Jacob’s Ladder è una stramba combinazione di elementi che di solito non apprezzo, ma che miracolosamente, in questo particolare contesto, funzionano.

9. Riflessi Sulla Pelle – Regia di Philip Ridley (Uscito in UK il 9 Novembre del 1990)

Il film meno noto tra quelli inseriti in lista, il più autoriale, il più bizzarro, ovviamente inglese perché la zampata della razza superiore non può mai mancare. The Reflecting Skin parla di un bambino convinto che la sua vicina di casa, una vedova, sia in realtà un vampiro. Nonostante sia una co-produzione anglo-canadese, Riflessi sulla Pelle è ambientato nell’America rurale degli anni ’50 ed è un lungo sogno delirante a occhi aperti in pieno sole. Sapete che, quando compilo gli elenchi di film per ogni anno, mi riservo sempre un angolino per le stranezze e le opere più dimenticate. Ecco, The Reflecting Skin potrebbe sorprendervi e incantarvi.

10. Misery – Regia di Rob Reiner (Uscito negli Stati Uniti il 30 Novembre del 1990)

In maniera abbastanza curiosa, i primissimi anni ’90 hanno segnato un breve ma intenso momento di gran spolvero per l’horror mainstream, quello diretto da grandi registi e interpretato da star che poi escono con la statuetta in mano dalla notte più importante di Hollywood. Si sa che gli Oscar snobbano il cinema dell’orrore neanche fosse un lebbroso, eppure per due anni di fila, è stato proprio l’horror a farla da padrone, solo che per renderlo rispettabile, lo etichettavano come thriller. Misery non è un thriller, Misery è un horror puro e semplice, una storia fatta della stessa materia di cui sono fatti gli incubi peggiori, un adattamento perfetto sotto ogni punto di vista di uno dei romanzi più riusciti di Stephen King, che sì, resterà nella storia per l’interpretazione di Kathy Bates che io ancora se ci penso non riesco a prendere sonno, ma è solo il lato più appariscente di un lavoro di regia e di costruzione dell’atmosfera dalla precisione chirurgica e dalla resa infernale.

So che questa lista si è fatta attendere un po’: ho avuto problemi di varia natura, tra cui il mio pc defunto per qualche giorno e poi risorto e altre faccende poco piacevoli che non vi sto a dire, per fortuna quasi tutte risolte. Come al solito, se vi interessa approfondire un film, non avete che da chiederlo e, prima o poi, arriverà.
Anzi, facciamo così: una volta chiuso il giro, il film che avrà ricevuto più richieste sarà opportunamente recensito, sempre che non lo abbia già fatto.
Ci sentiamo la prossima settimana con un altro anno.

26 commenti

  1. Anche stavolta un lista magnifica! Ho adorato il remake de La notte dei morti viventi, sopratutto la protagonista, che diventa veramente tosta man mano che il film prosegue. Per Misery tanto amore, forse la migliore trasposizione di un libro di King.

    1. La protagonista è la vera grande differenza tra l’originale e il remake: Barbara era catatonica per quasi tutto il film del ’68, qui a un certo punto prende l’iniziativa e la vera protagonista diventa lei.
      Bellissimo, comunque 🙂

  2. Blissard · ·

    Che anno il 1990!
    L’unico che non ho visto è quello di Henenlotter, per il resto non ce n’è uno che non mi piaccia. E poi c’è Allucinazione Perversa, che vidi all’epoca su tele+ nottetempo e me la fece fare addosso (proprio la scena di cui hai messo la gif), mi ghiacciò il sangue (nella scena della vasca, cazzarola) e mi commosse.

    1. Sono impressionata dal fatto che ci sia qualcuno che abbia visto Riflessi sulla Pelle!

      1. Blissard · ·

        Ebbene sì 😀
        Prima di “retrocederlo” a due stellette, Mereghetti nelle prime edizioni gli affibbiava tre stellette e io, oggettivamente plagiato all’epoca, ho covato gran fotta di vederlo fino a quando, meritoriamente, Rai3 non l’ha trasmesso in seconda serata una ventina d’anni fa. Poi, col peer to peer a metà 2000, l’ho ritrovato e rivisto. Film strano e anomalo ma dal grande fascino. Se ricordo bene, di quello stesso periodo è Demoniaca di Stanley, che come atmosfera gli si avvicina, anche se come tematica è completamente diverso.
        Riguardo a Cabal, devo ammettere di preferire di gran lunga la versione director’s cut rispetto all’originale, che è suggestiva ma poco coesa.

        1. Demoniaca è del ’92, mentre Hardware è del ’90, ma non è uscito fino al ’91, quindi scavalca all’annata successiva 😀

  3. Alberto · ·

    Riflessi sulla pelle l’ho visto anch’io 🙂 Per una recensione propongo Aracnofobia, che ricordo come appena sufficiente ma magari mi fai venire voglia di riesumarlo.

    1. Aracnofobia è già stato recensito qui 😉

      1. Alberto · ·

        E l’avevo rivisto e l’avevo pure commentato. Il tempo è devastante.

        1. Tu pensa che io non mi ricordavo neanche di averlo recensito 😀

  4. Giuseppe · ·

    Un 1990 con tutti i titoli al posto giusto, mi pare (compreso quel “Riflessi sulla pelle” che non ho ancora visto)! Solo, questa volta vorrei fare una piccola richiesta “parallela” riguardo a Friedkin: dato che Exorcist III gli ha soffiato -e dovevo aspettarmelo- il posto in lista, non ci starebbe male una futura recensione del coetaneo e ingiustamente sottovalutato The Guardian… 😉
    P.S. PC defunto e risorto (mi è successa la medesima cosa col portatile un mese fa circa, tra l’altro), praticamente un cyber-zombie 😉

    1. Eh, ma la resurrezione del mio pc è dovuta a un ingente esborso di denaro da parte mia 😀
      Spero che a te sia andata più liscia!

      1. Giuseppe · ·

        Sì, ha fortunatamente e misteriosamente ripreso vita da solo (e continua imperterrito, a meno che non mi faccia qualche altro scherzo del genere più avanti) quando ormai mi ero arreso all’idea di doverlo per forza far riparare, quindi posso dire di aver avuto un grandissimo culo, e a gratis 😀

      2. The Guardian o in italiano l’albero del male..film imperfetto e pasticciato…ma io l’ho sempre adorato..ha un’atmosfera notturna meravigliosa 💙

        1. Sì, l’atmosfera è spettacolare… Il film, secondo me, non riuscitissimo, però sull’atmosfera niente da dire.

  5. Paolo Beneventi · ·

    Ciao Lucia,
    Leggo il tuo blog ormai da molto e volevo solo ringraziarti per la passione che condividi e per i film che consigli
    Bellissima idea i 10 horror per anno trovi sempre titoli che mi incuriosiscono.
    Grazie
    Paolo

    1. Ciao Paolo,
      grazie del commento e grazie di “sopportarmi” da tanto tempo 🙂

  6. Purtroppo non ho visto il 3, 4 e il 6 della lista, Silent Hill cita la metropolitana di Jakob Ladder’s,Bergen Street, tra l’altro il figlio diTim Robbins non era il protagonista di Mamma ho perso l’aereo? e il Julian Sands di Aracnofobia non fa lo stesso anno Warlock del regista di Waxwork 1 e 2?

  7. Della lista non ho visto il 3, 4 3 il 6.
    La metropolitana di Bergen Street di Jakob Ladder’s compare nei giochi di Silent Hill, il figlio di Tim Robbins non era il protagonista di Mamma ho perso l’aero e lo stesso anno compare anche nel video di Micheal Jackson, Black or White che utilizza il morphing poi usasto da Cameron per Terminator 2, il prof delle medie ci disse che il programma del morphing se volevi utilizzarlo costava 500 milioni delle vecchie lire all’epoca.
    In Aracnofobia compare anche Julian Sands che non ricordo male recita anche in Warlock del regista dei due Waxwork.
    In Riflessi sulla pelle c’era per caso ancho Viggo Mortsen?

    1. MI pare, ma non vorrei dire una fesseria, che il primo Warlock sia di Steve Miner!

  8. Che gran annata! Un paio mi mancano ancora.

    1. Già il ’91 è molto più povero 😦

  9. Ma la gif de l’Esorcista!!!
    Quella scena non l’hanno poi ripresa pari pari nell’ultima stagione della meravigliosa (e ahimé sospesa) serie TV?

    1. Sì, era una citazione proprio dal film di Blatty ❤❤❤

  10. Non ci stava bene un “Pentagram” o meglio ancora “L’ albero del male” ? Avranno avuto lacune ma li giudicherei meglio rispetto al 3 o al 9 e forse anche a Cabral.
    Cmq sempre complimenti per le tue recensioni, le info e gli spunti che ci dai :-))

    1. Io credo che il film di Roeg sia un gioiellino e faccia parte di un sotto-genere complicatissimo, che è l’horror per ragazzi, quindi ho preferito inserirlo rispetto ad altri film, proprio per la sua particolarità.
      Per quanto riguarda Riflessi sulla Pelle, cerco sempre di mettere in lista un film poco noto, di nicchia, o comunque marginale. Ed ecco spiegate queste presenze e, con loro, spero anche le assenze 🙂

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