
Esce il 25 settembre, ma da oggi lo potete preordinare su Amazon e sullo store di Acheron. E così vi ho fatto questa sorpresina che sono riuscita a tenere segreta fino ad arrivare a ridosso della pubblicazione. Quanto sono brava a non dire mai un cazzo a nessuno.
Tutte le mie amiche sono morte è il mio nuovo romanzo, che arriva la bellezza di otto anni dopo Nightbird, ancora con Acheron Books, perché si torna sempre dove si è stati bene.
La storia di questo libro inizia nel 2021, quando ho partecipato all’antologia Viva Forever, un progetto indipendente e autoprodotto, i cui interi proventi sono stati devoluti in beneficenza ad associazioni che si occupano di violenza di genere. Lì c’è il racconto da cui poi è nato il romanzo che adesso potete leggere. Vi consiglio in ogni caso di acquistare l’antologia e di leggere tutti i racconti presenti al suo interno, scritti da autrici molto in gamba, donne a cui voglio un sacco bene.
Il romanzo è uno slasher al contrario o, se preferite, scomposto, come quando al ristorante vi dovete fare il tiramisù da soli perché è più chic.
Quando Christian Sartirana di Acheron mi ha contattata, all’inizio del 2025, per chiedermi se fossi ancora viva e avessi voglia di scrivere un nuovo libro, ci siamo messi a chiacchierare di horror al femminile, e la domanda che ci siamo fatti è stata: di cosa hanno paura le donne?
La risposta è stata abbastanza ovvia e scontata: le donne hanno paura degli uomini, ma se provassimo a ribaltare questa prospettiva e a raccontare una storia in cui le donne sono potenti? Il tutto senza cadere nel classico stereotipo delle femmine che non sono in grado di gestire il loro potere. E così ho pensato di prendere un gruppo di sopravvissute, di generazioni e contesti sociali differenti, dar loro dei poteri in stile Carrie (o X-Men dello stress post traumatico, se preferite) e sguinzagliarle in giro ad ammazzare uomini violenti. E no, non è vendetta, è prevenzione.
Devo ammettere di essere molto fiera del risultato finale, perché non ho mai scritto una roba più punk in tutta la mia vita. Se volessimo fare un paragone cinematografico, Tutte le mie amiche sono morte è girato interamente con la macchina a mano. Spero che vi piaccia, se avrete voglia di leggerlo, che vi diverta, perché sì, è anche divertente, che le cinque protagoniste vi entrino nel cuore come sono entrate nel mio, che riusciate a capirle anche quando sbagliano. Non sono bravissima a parlare delle cose che faccio o che scrivo, quindi la faccio breve. Ho un sacco di gente da ringraziare, ma per questo c’è la pagina finale dei ringraziamenti.
Voglio soltanto raccontarvi un brevissimo aneddoto, cercando di non occupare troppo spazio. Due anni fa mi sono operata e la mia amica Giulia mi ha aiutato tantissimo. Il giorno in cui sono uscita dall’ospedale e sono andata a casa sua, mi ha fatto promettere tre cose. La terza, l’ultima, la più difficile era scrivere un nuovo romanzo. Ecco, Giulia, ce l’abbiamo fatta. Queste 400 e rotte pagine esistono anche grazie a te, esistono perché esisti tu e per tutto l’amore che ci siamo scambiate in quasi vent’anni, pur essendo diversissime e nonostante il fatto che ti porto a vedere i film dell’orrore e tu, giustamente mi meni. Ti amo, amica mia.
Ma, a parte Giulia che ha avuto un ruolo molto particolare in questa vicenda (mi ha salvato la vita in senso letterale), in Tutte le mie amiche sono morte c’è il riflesso di ogni donna che ho conosciuto nel corso della mia vita, a partire da mia madre, che è stata la prima a insegnarmi a essere femminista, passando per ogni singola amica o persona che ho amato. È la vostra storia e spero tanto di avervi reso giustizia.
Grazie a chi vorrà leggerlo. Ci sentiamo nei prossimi giorni.








Questa sì è una sorpresa! Non volevo prendere nuovi libri ma finirà che farò un’eccezione…
E io sono molto grata di essere la tua eccezione
Non vedo l’ ora di avere la mia copia con dedica tra le mani 🥰
Fran
Pronta a firmare