Paura & Delirio: Ep 92 – Phenomena

Io lo adoro, Davide lo detesta. Ci ha chiesto un ascoltatore di parlarne e noi soddisfiamo le richieste, a meno che non siano davvero complicate da esaudire. Ma anche quelle complicate, prima o poi arrivano, è una promessa. Solo che, con i film a richiesta, non si sa mai come andrà a finire, e l’episodio su Phenomena è il più nettamente spaccato in due della storia di Paura & Delirio.
Credo che sia lo stesso molto divertente. Se litighiamo? Certo che no. Siamo persone civili. 

9 commenti

  1. Jason13 · · Rispondi

    Beh, secondo me la carriera del Dario Argento vivente, a differenza della vostra opinione, si allunga fino a Trauma. È anche vero però che quel film lo vidi in VHS nel 1994 e poi non l’ho mai più rivisto. Non so se a distanza di ventotto anni (e con gli occhi di un quarantaquattrenne e non più di un sedicenne) confermerei il giudizio.

    1. Non lo so. Trauma io anche l’ho visto in VHS, ma nel ’95 😀 e con l’occhio della diciassettenne che ero mi piacque. Poi purtroppo ho avuto modo di rivederlo e mi è parso quasi una parodia di Profondo Rosso. Però io forse sono troppo severa.

      1. Giuseppe · · Rispondi

        O forse, più che parlare di severità, è semplicemente cambiata la tua percezione nei suoi confronti. Una quasi parodia di Profondo Rosso magari non direi ma, di certo, io ho ormai smesso di trovare Dario Argento salvabile oltre questo titolo, quando fino a non moltissimo tempo fa nel gruppo dei lavori validi inserivo pure (con delle riserve) La sindrome di Stendhal che però, una volta rivisto, non mi ha più detto nulla… e su quello che è venuto dopo -Masters of Horror a parte- meglio tacere, purtroppo.
        Comunque, per quanto non sia il mio Argento preferito, a tutt’oggi Phenomena lo ritengo ancora parte del suo periodo più ispirato (pur comprendendo, come il vostro podcast dimostra, perché e come possa essere “divisivo”) 😉
        P.S. Donald Pleasence aveva preso parte anche a Spettri, diretto da Marcello Avallone un paio d’anni dopo…

  2. Wow! Scusate se scrivo prima di ascoltare 🙂

    E’ il mio film preferito di Argento (di gran lunga, ma non è un fatto tecnico) e uno dei preferiti in assoluto. Mentre con gli altri suoi film (fino a Trauma) ho un rapporto sempre più freddo (ma come mi impressionarono da ragazzino!), con questo no: non invecchia mai (o mi si è appiccicato addosso così tanto che non riesco ad accorgermene). Proprio ieri sera ero al cinema con un amico a vedere Seance e ci siam detti quanto sarebbe bello vedere Phenomena su grande schermo. Ricordo perfettamente il trailer con i corridoi bianchi e le melodie vocali dark anche se ero alle elementari e che cercai disperatamente (dispertamente!!!) di convincere i miei ad andarlo a vedere (cosa ovviamente e giustamente non possibile). Difficile spiegare poi oggi cosa volesse dire essere un ragazzino allora e vedere al cinema Labyrinth (in questo caso ci sono riuscito, due volte di fila) e poi Phenomena, due film potentissimi e unici che nel mio cuore erano diventati due capitoli delle avventure di Jennifer Connelly (l’unica attrice che non fosse un’icona di cui io all’epoca sapevo nome e cognome).
    Che filmone!

    1. È anche il mio film di Argento preferito, e infatti la puntata è stata un po’ burrascosa 😀

  3. Tigrero · · Rispondi

    Complimenti a Lucia e Davide come sempre… È un piacere sentire due opinioni quasi diametralmente opposte… E diciamo pure che anche se può sembrare incredibile avete tutti e due ragione e nessuno torto…

    Detto questo: anche per me Phenomena è insieme a Profondo Rosso, Suspiria e Tenebre, tra i miei preferiti di Argento.

    Che dire: Phenomena è un film sciattissimo per quanto riguarda recitazione effetti speciali e sceneggiatura ma la visionarietà registica tiene ancora botta e anche se tutto è inverosimile (TUTTO! Neanche una scena è realistica o con ambizioni “naturalistiche”), a me personalmente diverte e intrattiene… Perché? Perché Dario Argento non ha mai portato nulla al cinema se non stile fine a se stesso almeno fino a Trauma e qualche sprazzo in Nonhosonno… Per me la crisi creativa di Argento può essere spiegata in due modi:
    1) La teoria complottista che io chiamo la Teoria Mingozzi.
    Saprete che fino a Phenomena in ogni suo film appariva per pochi secondi un attore chiamato Mingozzi e l’ultima apparizione prima della morte è proprio Phenomena che quindi ci porta a capire che i film li scriveva e dirigeva Mingozzi e Argento era un prestanome poi Lui è morto e Argento ha dovuto fare da soli perché il personaggio del regista famoso era stato messo in piedi ed un business redditizio che non poteva più fermarsi e questo è il risultato!
    2) Ovviamente la tesi uno è uno scherzo ricorrente tra me e mio fratello. Credo semplicemente che Argento sia stato il più grande misunderstanding cinematografico di sempre e persino Argento stesso ne è stato vittima inconsapevole… Figlio di produttore cinematografico, senza gavetta decide di dirigere un film prodotto dal padre, non pagano i diritti e scopiazzano in fase di sceneggiatura un libro che non citano e la sceneggiatura è pronta… Facciamo un giallo come va di moda oggi… Lo gira bene e il passaparola fa il resto… Da quel momento in poi gli è stato chiesto di fare sempre e dico SEMPRE lo stesso film… Non importa che personaggi e storie metta in campo togliete il pianista Mark e metteteci il protagonista di Tenebre, togliete la Harper e mettete la Connelly (per la cronaca dovevano fare un Phenomena 2!!!): sono intercambiabili… Anche i plot, sempre un piccolo indizio che non torna e via persino Suspiria ha la trama gialla (l’iris blu!)!!! Ci ha anche provato a fare qualcosa di diverso: le cinque giornate che per me non è male ma non vi ha fatto i soldi e quindi di nuovo con sto thrilling… Ora, anche Hitchcock ha fatto film thriller e di suspence in continuazione e anche con qualche scivolone in carriera, ma ha sempre aggiunto il suo stile. Quello che ride di Argento è l’orrore paratelevisivo in cui è caduto! Non c’è un guizzo un movimento di macchina, qualcosa di visionario, nemmeno quando ci sono buone idee vengono gestite male perché è il Maestro del thriller e via con sto thriller.
    Io non so se Lucia parlerà mai di Occhiali Neri… Io sono andato al cinema a vederlo (e già solo cosa è successo al cinema meriterebbe un post ma non lo scrivo a meno che qualcuno non sia interessato), lì, lo sguardo di empatia per la protagonista à la Phenomena c’è di nuovo, ma è tutto quello che sta intorno che è svolto male… Dico una cosa brutta? Non ci fosse stato sto thrilling portato avanti perché lui è Argento e quindi bisogna farlo, ne veniva una mediocre fiction (detto in maniera positiva) su una prostituta che fa i conti con la disabilità e su Rai Uno o Due avrebbe persino abito buoni ascolti ed estimatori ma davvero, così no… Comunque tornando al discorso, dai sempre lo stesso film ma prima o poi il mondo e il pubblico cambia e al passo vuoi per la crisi produttiva e cinematografica italiana, vuoi per il non sapersi aggiornare, ecco che si cade a picco soprattutto se è lasciato solo a fare l’Autore (nei masters of horror vuoi attori stranieri, vuoi maestranze televisive ma di livello, vuoi produzione alle costole ma intanto il prodotto è uscito decente!)
    Il dispiacere nasce dal fatto che tutti mi dicono che chi ci ha parlato anche solo per un attimo si è trovato davanti una persona cortese, gentile, persino umile e con una almet apparente padronanza e conoscenza del cinema passato e presente. E allora perché? Non lo so ma è un dispiacere…

    Non so se mi sono spiegato

    1. Non farò mai un post su Occhiali Neri perché non è giusto accanirsi, però sono stata in sala e anche io ho pensato alla fiction su Rai Uno. Gli togli quei due momenti di gore in croce che ci ha messo e siamo pronti per la prima serata per tutta la famiglia

  4. (Spoiler) ma gli omicidi non li commetteva il figlio-mostro e poi la madre ne commetteva altri per proteggerlo? Questo film è proprio un casino…

    Comunque siete stati molto bravi a dialogare con due vissuti personali così diversi dello stesso film! Bravi anche a riderci sù!

    In effetti se cominci a fargli il pelo di cose se ne vedono (ad esempio Jennifer che, da sonnambula, si sistema la vestaglia mentre cammina nel sonno, come se fosse sveglia, infreddolita e pudica…, il caschetto per le rilevazioni cerebrali fatto chiaramente con materiali di recupero da bricolage…:-)
    Io me lo sono rivisto stanotte (con una attenzione alterna, mentre scrivevo, ma mi avevate troppo incuriosito) e confermo che per me è un film eccezionale o forse ormai l’ho visto troppe volte (lo so a memoria) perché mi si tolga di dosso. Non mi annoia mai, nemmeno nei raccordi più lenti (le parti con Pleasance mi piacciono molto), mi piacciono i personaggi, la musica è grandiosa, vengo trasportato in un incubo dove però c’è qualcosa di caldo e luminoso nella sua desolazione e questo è quel qualcosa che mi tocca il cuore negli horror. Quando parte Flash of the blade pure funziona: è una botta (trash?) inaspettata e, benché mettere una canzone a caso con la parola “lama” nel titolo mentre un assassino usa una lama se ci penso fa ridere, guardando Phenomena io non lo faccio mai in modo analitico e razionale. Mi rapisce e basta. Questo aspetto mi colpisce molto perché, quando ho visto al cinema altri film di Argento da La sindrome in poi sono uscito dalla sala allibito (e non sapevo nulla di quei lavori, non c’erano le recensioni di internet) quindi succedeva qualcos’altro, non mi rapivano più (ma io ero sempre io). Boh. Sui Motorhead lì, proprio lì, invece, in effetti…
    Ci sono tante piccole cose potenti: la solitudine (non solo di Jennifer), il comunicare con esseri che in genere non piacciono alle persone o che addirittura sono collegati alla morte, alla dissoluzione dei corpi mostrata senza filtri, l’autorità che non riesce a comprendere e includere, i sopraesottotesti sessuali (che non scandalizzano mai la protagonista nemmeno quando ne è l’oggetto e che al tempo stesso non è minimamente interessata a nulla di romantico o erotico, al contrario delle sue compagne di “pensionato” e addirittura degli insetti…).

    Se penso agli horror italiani che conosco, Phenomena è il mio preferito, insieme a La Chiesa.
    Ecco: con La Chiesa mi succede lo stesso: mi rapisce e basta. Però non è un film così quotato, quindi forse somiglia un po’ a Phenomena: o ti prende o ci vedi difetti enormi, non so.
    Ecco, de La Chiesa mi piacerebbe proprio sentirvi parlare.

  5. Garden City · · Rispondi

    A proposito di Phenomena, qualcuno conosce “Neverlake”? E’ disponibile su Raiplay e l’ho visto ieri un po’ per caso… Si tratta di un horror italiano di qualche anno fa, con poche pretese ma niente male per i miei gusti. Ambientato in Toscana, l’incipit mi ha ricordato il film di Argento, anche se poi si va più verso un gotico contemporaneo con tanto di archeologia etrusca.

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