Paura & Delirio: Ep 81 – Last Night in Soho

Questa settimana, per fare una cosa nuova, parliamo di un film uscito nelle sale da pochissimo. Uscito e già ritirato perché il pubblico è composto sostanzialmente da imbecilli. E non è che siate obbligati a farvi piacere per forza Last Night in Soho, ma disertare i cinema quando, finalmente, arriva un film che è nato per essere visto su grande schermo, dice delle brutte cose sullo spettatore medio.
Con Davide, abbiamo affrontato svariati argomenti: la nostalgia, l’uso esoterico della musica, l’importanza della cultura cinematografica, la maturità di un artista che preferisce rischiare piuttosto che rifare sempre lo stesso film come i suoi fan vorrebbero (ma noi i fan li odiamo), il fatto che no, Last Night non è la Trilogia del Cornetto (e grazie al cazzo) e l’ultimo ruolo su grande schermo di Diana Rigg. 
Insomma, ci sono tante cose da dire, e spero che l’episodio vi aiuti a recuperare il film. Attenzione agli spoiler più o meno dopo una mezz’ora di chiacchiere introduttive. 
Piccolo annuncio: sul gruppo di Facebook di Paura & Delirio, è ufficialmente indetto il contest Flanella & Maglione di Paura & Delirio, ove siete invitati a postare i vostri imbarazzanti maglioni natalizi. Il vincitore, quello col maglione più imbarazzante, vincerà la scelta del film per un episodio del podcast nel 2022.

10 commenti

  1. D’accordo su tutta la linea… però la distribuzione non ha aiutato. A Torino e provincia, quindi non propriamente un piccolo centro, il film è rimasto in sala una settimana, da giovedì al mercoledì successivo. Coi turni lavorativi e impegni vari io personalmente non sono riuscito ad andare, pur avendo programmato la visione in sala e me ne rammarico.

  2. D’accordo su tutta la linea… però la distribuzione non ha aiutato. A Torino e provincia, quindi non propriamente un piccolo centro, il film è rimasto in sala una settimana, da giovedì al mercoledì successivo. Tra turni di lavoro e impegni vari personalmente non sono riuscito ad andare pur avendone programmato la visione in sala e me ne rammarico.

    1. Ma infatti la distribuzione è stata allucinante. Però il film non è andato male soltanto in Italia, è andato male dappertutto. Quindi o è stato distribuito male dappertutto oppure il pubblico lo ha proprio disertato.

  3. Ops, commento doppio. Scusate.

  4. Sul mancato pubblico nelle sale per questo film di Wright,bisognerebbe far puntualizzare vari fattori che hanno giocato a suo sfavore,per prima cosa quando un cineasta famoso principalmente per un certo tipo di film,nel momento in qui decide di imbarcarsi in qualcosa di completamente diverso,deve per forza di cose venire a patti con consapevolezza con la seria possibilita che possa andare male al botteghino! In aggiunta direi anche che c’e stato decisamente pochissima attenzione sul lato promozionale del film che e stato venduto malissimo al pubblico,alcuni persino ignari parola mia,che fosse di Edgar Wright! Aggiungiamo oltre a tutto questo la sovraffollazzione di film accumulatisi a causa dei vari posticipi operati dalle varie major a partire dall’anno scorso,un film come Last Night In Soho e rimasto per la maggior parte delle sale una settimana,ad esempio Antlers dalle mie parti e rimasto per 5 giorni nel completo anonimato per poi sparire,una persona che non ha a disposizione tutto il tempo del mondo da dedicare alle sale fa quel che puo,ed e anche inevitabile che alcuni film li saltino! Per quanto riguarda invece il vostro discorso legato ad una ipotetica ignoranza da parte del pubblico che si aspettava da Wright l’ennesima commedia,bisogna ammettere che da parte della Universal e forse anche dal regista stesso,ci sia stata poca attenzione nello spiegare in fase promozionale al pubblico che tipo di film stavano realizzando,mi spiego meglio,avete presente John Landis? regista di successo di commedie che fecero un sacco di soldi,che improvvisamente si affacciava per la prima volta nel genere horror,in quel caso da parte della produzione c’e stata la ferrea volonta di far capire a caratteri cubitali al pubblico pagante che quello che sarebbe uscito sarebbe stato tutta un’altra cosa! Il pubblico spesso e lento a capire e spesso per questo le cose gli vanno spiegate piu e piu volte per farglielo recepire,ricordate il bellissimo teaser esplicitamente horror di Un Lupo Mannaro A Londra? La frase di lancio,utilizzata poi tantissimo in fase promozionale era geniale:”dal regista di animal house,un tipo diverso di animale!”,in quel caso ci fu un ottimo lavoro nel disvelamento presso il pubblico di cio che avrebbero visto in sala,e fu un successo al botteghino! In Pratica tutto cio che non c’e nella promozione assente del film di Wright,il tutto incorniciato poi ovviamente dalle varie limitazioni d’ingresso nelle sale di questo presente! Chiedo scusa per il mio lungo e papiro,un saluto,ciao ciao😼

    1. Non va presa in considerazione soltanto la peculiare situazione italiana, però: in Italia è stato distribuito poco e male, ma gli incassi Italiani non influiscono quasi per niente sul guadagno di un film: siamo un paesuncolo con un mercato cinematografico ridicolo e, anche nel contesto europeo, siamo il popolo che va al cinema di meno, quindi non facciamo testo.
      Poi io non ho molta voglia di dover spiegare al pubblico che tipo di film è. Bisognerebbe anche essere un po’ curiosi, ogni tanto, e uscire dalla comfort zone!

      1. il problema e che noi parliamo fra appassionati di cinema,per la maggior parte delle persone i film sono un tappabuchi per coprire il tempo libero quando non si ha altro da fare,lo so che e una cosa brutta da dire ma per esperienza personale penso che sia cosi! La curiosita verso un film,l’andarselo a cercare non e una una cosa che appartiene a molti,e sempre una questione di cultura ed attitudine,potrei fare una lista infinita dei film sconosciuti che ho fatto conoscere nel mio piccolo!

  5. Il problema è: COME diavolo possiamo suscitare la curiosità in chi nella comfort zone ci sta benissimo, e curioso non lo diventerebbe nemmeno se lo pagassero? Tipo, appunto, chi ancora pretende da Wright quello che lui aveva tutto il diritto di non continuare fare, e cioè aggiungere altri capitoli alla Trilogia del Cornetto? Oppure non è interessato a qualcosa di differente dall’ennesimo revival di quei meravigliosamente falsi (in quanto “ricostruiti” ad hoc) anni ’80? Troppo antiquata la Swinging London, si capisce, e ancor peggio quando non è ridotta a mera operazione nostalgica…
    Sull’assurda questione del “Marvel movie”, poi, è meglio calare un velo pietoso (vedi, Edgar, dovevi fare un film di supertutine e allora sì che il pubblico sarebbe arrivato a frotte) 😡
    Tornando nei paraggi di casa nostra aggiungiamoci il fatto che, se si vuole che la gente torni nelle sale, allora i film vanno DISTRIBUITI e poi TENUTI IN SALA il tempo necessario: beninteso, lo so quanto marginali siamo a livello di mercato cinematografico ma almeno, pur se solo a livello locale, il sapere di non aver contribuito direttamente all’immeritato flop di “Last night in Soho” sarebbe stata una parziale consolazione…

    1. Bisogna anche tenere in considerazione l’affollamento di film post chiusure a causa della pandemia. Se devono uscire 15 film nello spazio che, di solito, viene riservato alla metà, è ovvio che resistano in sala ancora meno rispetto al solito.
      Il problema è che la finestra tra l’uscita in sala e quella in streaming è troppo corta e il pubblico è tendenzialmente culopesista 😀

      1. Mmmh, sì, in effetti streaming + culopesismo sono un’accoppiata da non sottovalutare 😀

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