Paura & Delirio: Ep 22 – The Descent

Lo avete votato, lo avete scelto e Davide e io ne abbiamo parlato: in occasione del mio compleanno mi sono fatta (con Davide in concorso di colpa) un regalo ed è uscito fuori un episodio-fiume di oltre due ore, con la vostra affezionatissima che fangirleggia giocandosi quei pochi residui di dignità che le sono rimasti, mentre Davide tenta di contenermi e di riportare il discorso sui binari della seria critica cinematografica. Senza tanto successo, a dire la verità, e non perché non sia bravo e competente, ma perché è magnanimo.
Sapete tutti che il mio compleanno non è mai il più felice del giorni, soprattutto in questo periodo, ma l’aver registrato l’episodio di oggi ha contribuito a rendere il 1 ottobre una giornata un po’ meno funerea di quanto mi sarei aspettata.
E quindi grazie a Davide che si è prestato, pur non amando particolarmente il film, a questa cosa, e grazie a voi che avete scelto con cognizione di causa.
Non mi resta che augurarvi buon ascolto e ricordarvi che, oltre a Mixcloud, siamo presenti su Spotify e quasi tutte le altre piattaforme per podcast più importanti.

4 commenti

  1. Luca Bardovagni · · Rispondi

    Fangirlismo ad alti livelli :D. Giustificato, eh. Postilla: sulle cose che a uno speleologo fanno sorridere: col tempo che passano senza casco in grotta non c’è nessun bisogno del “mostro” per crepare presto.Ma come dicevamo già con gli horror subacquei , ci passiamo sopra. Altra curiosità: credo che la Petzl (luci+caschi) abbia corrisposto una discreta cifretta.(Sono comunque i caschi migliori, va detto). Il tempo che passa, oltre al tuo compleanno (auguri!) lo percepisco vedendo le luci “duo” ormai obsolete rispetto alle bestie al litio che ci portiamo in grotta ora.
    Chissà perchè ne fanno pochi di horror spelologici. E’ un habitat perfetto. Hai molta più scelta tu, col tuo di habitat.

    1. Ma perché è paradossalmente molto più difficile girare in grotta che sott’acqua. Soprattutto per un problema di illuminazione.
      E sì, credo si siano finanziati una buona parte del budget coi product placement delle attrezzature!

      1. Luca Bardovagni · · Rispondi

        Eh ho capito, ma con un puo’ di buona volontà si può ovviare eh. Questo in ambiente di speleologia urbana è l’esplorazione di una condotta del ‘400 cui partecipai ahimè “da giovane”. Escludi il sonoro che il mio amico ci ha messo una vomitevole roba ambient. Cioè: è una misera go-pro e la luce dei nostri caschi.
        https://www.youtube.com/watch?v=BlSurFE_6jg
        L’anno scorso abbiamo portato una troupe di linea verde (me pare) in una grotta degli Abruzzi. La difficoltà è stato mettere in sicurezza i membri della troupe e spaccarci la schiena col loro materiale, ma dentro hanno capito “come fare” in tipo 10 minuti. E come saprai benissimo sono poveri professionisti sub-appaltati, interinali, freelancers…

  2. Giuseppe · · Rispondi

    The Descent: un film capace di cambiarti la pettinatura!
    The Descent: un film d’avventura… sì, ma di un tipo d’avventura che nessuno vorrebbe mai avere!
    The Descent: un film viscerale che, oltre alle viscere della terra, è assai generoso nel mettere in mostra pure le tue! 😀
    OK, bando alle facezie vi faccio i complimenti per questo podcast in cui hai comprensibilmente fangirleggiato a dovere (sapevo che la mia/nostra scelta avrebbe potuto essere un ottimo regalo di compleanno 😉 ) con la moderazione di un non altrettanto “descentiano” come Davide… Interessanti come sempre le divagazioni, vedi l’importanza del vissuto personale nella percezione complessiva di un horror e della padronanza di linguaggio riguardo a ciò che si vuol mostrare al pubblico (dove, è vero, il senso di responsabilità può anche rischiare di essere frainteso come una forma di censura).
    P.S. A proposito di horror speleologici, sbaglio o qualche anno fa ne avevano girato uno basato sul creepypasta “Ted the Caver”?

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