Zia Tibia Va negli Anni ’90: Anaconda

Regia – Luis Llosa (1997)

Pensavo che questo film fosse la dimostrazione su pellicola che Danny Trejo è stato giovane e smilzo, un tempo. Poi sono andata a vedere la sua data di nascita, 1944, e va bene, non era proprio giovane, ma era decisamente smilzo. Qui appare nel prologo del film e interpreta un bracconiere che preferisce farsi saltare il cervello con una pallottola piuttosto che essere preso da un qualcosa di non meglio identificato intento a sfondare il ponte del suo battello fluviale a capocciate e diretto come un razzo verso di lui anche quando si arrampica in cima all’albero dell’imbarcazione. Dal titolo del film si evince con una certa facilità di che specie sia la bestia che ha causato la prematura morte del povero Danny, ma la sua identità ci viene tenuta nascosta per un’altra ventina di minuti.
Sì, parliamo dell’anaconda, il serpente più grande e misterioso del mondo.
Anaconda, il film, nasce come una sorta di rip-off di Jurassic Park, ma con il bonus di una creatura non estinta: perché andarsi a cercare dei rettili scomparsi da milioni di anni, quando in Amazzonia esiste un mostro simile?

Racconta di una troupe che si imbarca lungo il Rio delle Amazzoni per realizzare un documentario su una tribù perduta; la regista è Jennifer Lopez in uno dei primissimi ruoli da protagonista, il ricercatore è Eric Stoltz, l’operatore è Ice Cube e il fonico Owen Wilson. A chiudere il cast troviamo anche la produttrice esecutiva del documentario, Kari Wuhrer, e il narratore Jonathan Hyde. Come vedete, un gruppo di attori niente male per un B movie, e deve ancora arrivare il pezzo forte. I nostri si imbattono infatti in Jon Voight, che credo non abbia mai recitato così sopra le righe in tutta la sua lunga e onorata carriera. Il suo personaggio è un loschissimo cacciatore di serpenti, Paul Serone, che ce l’ha scritto in faccia quanto è figlio di buona donna e poco affidabile. Ma niente, lo caricano a bordo lo stesso e, com’è logico, tutto va a puttane nello spazio di un battito di ciglia. Perché il vero scopo del perfido Serone è quello di catturare un anaconda vivo, ed essendogli andata molto male la precedente spedizione (vedi prologo), pensa di attaccarsi come un parassita alla troupe di documentaristi e dirottare il loro battello.
Ma l’anaconda non è una preda facile, soprattutto questo anaconda.

Come accade anche per gli squali, dipinti come dei mostri assetati di sangue quando non lo sono affatto, il cinema restituisce un’immagine parecchio distorta dell’anaconda: serpenti molto elusivi e timidi, non attaccano l’uomo e tendono a starsene per fatti loro. Inoltre hanno un metabolismo tale che permette a questi animaletti coccolosi di stare anche mesi senza nutrirsi, mentre qui si pappano sei o sette persone nel giro di un’ora e mezza di film e tu sei lì che ti chiedi quando mai avranno il tempo di digerirle tutte.
Gli anaconda in questo film addirittura ruggiscono. Ed è persino accreditato su Imdb l’attore che ha prestato loro la voce per strillare come ossessi a ogni attacco.
Insomma, la verosimiglianza non è di casa, ma Anaconda è un monster movie, non un documentario sulla natura e, come monster movie, funziona a meraviglia.

Roar

All’epoca della sua uscita (io l’ho visto in sala, signori), fu sbertucciato senza alcuna pietà dalla critica, com’è giusto che sia per un film di tal fatta, ma ebbe un grande successo di pubblico, e finì per generare parecchi seguiti, il primo dei quali distribuito al cinema nel 2004 (no, questo l’ho recuperato in dvd), e gli altri tutti DTV. Esiste persino un cross-over con Lake Placid, e mi sanguinano gli occhi al solo pensiero. Ma torniamo a quel 1997 di 23 anni fa, quando una versione molto più giovane e ingenua di me entrò in sala portandosi dietro la sua fobia per i serpenti e ne uscì con addosso un sacro terrore.
Ebbene sì, Anaconda è un film che mi ha terrorizzata non poco, all’epoca, anche se gli anaconda ruggiscono e le cascate scorrono al contrario.
Anaconda è ciò che io chiamo un B movie coi soldi, ma senza pretese, una cosa che soltanto gli anni ’90 potevano regalarci. Pensate al costo del film: 45 milioni di dollari, che sì saranno andati in gran parte per pagare la rata del mutuo a Voight, ma se oggi i creature feature, come dicono quelli bravi, si fanno con la CGI, nel ’97 il serpente dalle dimensioni spropositate è quasi sempre un animatrone, e soltanto in circostanze ove era materialmente impossibile usare un effetto pratico viene chiamata in causa un brutta CGI, anche quella marchiata a fuoco anni ’90, e dal costo non irrisorio di 100.000 dollari al secondo.

Questo per dire che, se c’è un retaggio positivo di quell’epoca fosca, è che si spendevano pozzi di quattrini per girare questi filmacci con gente stritolata e poi ingoiata intera da un serpente lungo una decina di metri e deciso a far secco l’intero equipaggio di una barca, perché oltre che lungo e letale, è pure un rettile vendicativo e se ti metti a fare pesca grossa sul fiume e fai tanto di prenderlo all’amo, poi non devi lamentarti se il bestione prima ti spappola tutte le ossicine, poi ti inghiotte e partire dalla testa, e infine ti rigurgita ancora vivo e mezzo squagliato dai succhi gastrici. Dico, è il minimo che ti può capitare se ti metti contro i ruggenti anaconda.
Oggi una sequenza del genere la potete trovare soltanto in un film della Asylum, girata con quella parte del corpo su cui di solito ci si siede, e recitata da una muta di cani da slitta. Anaconda è, al contrario, un grande sfoggio di professionalità (Llosa, che poi è sparito, era un buon regista di genere) e può vantare un cast di tutto rispetto, che sembra credere veramente in quello che accade sullo schermo, escluso forse Stoltz. Ma lui se ne sta moribondo per tre quarti del minutaggio e non arreca troppo disturbo.

E poi, anche se probabilmente è un fatto del tutto accidentale, era raro ai tempi, ed è raro anche adesso, trovare un film dell’orrore dove gli ultimi sopravvissuti, final girl compresa, non avessero la pelle bianca. Ho detto accidentale perché Jennifer Lopez è stata scritturata tardi e, prima di lei, a interpretare Terri Flores (Terri Porter, nelle prime stesure della sceneggiatura), erano state chiamate Gillian Anderson e Julianna Margulies, entrambe impossibilitate a prendere parte al film per impegni pregressi nelle due serie cui stavano lavorando. Ciò non toglie che si tratti di un esempio abbastanza inedito di cast multietnico dove a fare una brutta fine sono soprattutto i bianchi. Non voglio dare ad Anaconda chissà quale significato politico (sono ancora sana di mente), ma credo sia un dettaglio di una certa importanza, e vale la pena sottolinearlo, soprattutto quando è difficilissimo prendere sul serio un film di questo tipo. Io, invece, lo prendo tremendamente sul serio; è un glorioso esempio di cinema di serie B, svergognato e muscolare, intrattiene oggi come intratteneva 23 anni fa e non ha perso un colpo, né in ritmo né in tensione. Se a volte è (credo intenzionalmente) ridicolo, questo non fa che aumentare la sua potenzialità di film estivo capace di garantire 90 minuti di spropositato e per niente colpevole divertimento.
È un bel film nel senso accademico del termine? Certo che no. È un film che rivedrei all’infinito? Certo che sì, e questo mi basta.
Lunga vita all’anaconda ruggente!

13 commenti

  1. Visto in sala con mio fratello, ai tempi, portandoci le patatine da casa.
    Perché è un film che richiede un bel sacchetto di patatine e una lattina di qualcosa di gassato.

    1. Sì, è un film che chiama cibo spazzatura. Qualcosa di unto da mangiare e qualcosa di gassato da bere 😀

  2. valeria · · Rispondi

    bellissima recensione. alla parte sulle anaconde ruggenti ho riso a crepapelle. ci crederesti che, nonostante adori i film con le bestiacce (acquatiche e non) questo non l’ho mai visto? chissà perchè l’ho sempre snobbato, forse per una mia non proprio innata simpatia nei confronti dei serpenti XD ora mi tocca per forza porre rimedio, anche solo per far riposare il cervello, che in questo periodo ha decisamente bisogno di svago. grazie 😀

    1. Se ti serve svago, Anaconda è il film che fa per te, assolutamente.
      Poi se hai dei problemi coi serpenti come la sottoscritta, qualche brivido te lo fa anche venire, soprattutto perché in alcune sequenze compaiono serpenti veri e lì te li senti proprio camminare addosso 😀
      Ma per il resto è un vero spasso!

      1. valeria · · Rispondi

        a proposito di film svago, mi sono dimenticata di aggiornarti sulla maratona “squalesca”! 😀 rivedere il primo “blu profondo” mi ha fatto giungere alla conclusione che, per quanto tamarro, sia il miglior film di squali dopo “jaws”, e nessuno mi convincerà diversamente XD dire che lo adoro è riduttivo, sono giorni che ascolto la colonna sonora a ripetizione. il secondo (ebbene sì, mi sono fatta del male nonostante i tuoi avvertimenti) è da cavarsi gli occhi con un punteruolo u.u avrei dovuto ascoltarti ma ero talmente in palla che ho pensato di poter reggere. sono sopravvissuta per miracolo XD il terzo è stato mooolto godibile 😀 non alla pari del primo ovviamente, ma spanne sopra a quell’aborto del sequel/reboot o che diavolo era. ora attendiamo deep blue sea 4? XD

        1. Il secondo è davvero un pugno in un occhio. Non si capisce come abbiano fatto a farlo così brutto, sembra fatto apposta 😀
          Sono contentissima che tu abbia gradito il terzo!

  3. Come avevo scritto su Facebook, io ho sempre trovato pucciosissima l’anaconda. E pesno che questo sia dovuto non solo al suo aspetto in CGI ma anche al fatto che rugisse. Il film in generale è veramente un macello, ma riesce comunque a intrattenere e a trasmetterti qualcosa e gli ultimi sopravvissuti sono stati molto interessanti.

    1. Però quando è un animatrone funziona alla grande. Certo, poi comincia a ruggire e si spegne la poesia 😀

      1. Giuseppe · · Rispondi

        Beh, a me un po’ di poesia la riaccende anche…

        “Pare che quest’anaconda
        così grande e rubiconda
        lasci il pubblico basito
        emettendo un tal ruggito!
        Star potrebbe un po’ a digiuno?
        No, li magna ad uno ad uno!
        (E la verosimiglianza?
        Le è sparita nella panza!)
        Non si dà grande pensiero
        se ti ingoia tutto intero
        Jon, te poi ti sputa fuori
        rotto, sciolto ancor non muori
        Giustamente s’è incazzata
        quando all’amo l’hai agganciata!
        (Ah, ci son le cialtronate?
        Meglio ancora, tanto è estate)!
        Il bestione è buongustaio
        se lo incontri è un grande guaio
        Non sto a dire una cazzata,
        questa cosa è dimostrata:
        sul menu vuol sempre er mejo…
        primo piatto Danny Trejo!” 😉 😀

        1. La prima poesia della storia del blog! Questa me la incornicio!

  4. Lorenzo · · Rispondi

    Io lo vidi da ragazzino per la prima volta in tv; ne uscìi esaltato come non so cosa, iniziò la mia fissa per i serpenti e cercai il dvd nei negozi per 5 anni. Solo dopo averlo rivisto un paio di volte a casa mi resi conto delle cazzate che mostrava 😂. Però rimane un film figo, decisamente sopra le righe ma sempre in grado di divertirmi. La sequenza di Jon Voight rigurgitato è qualcosa di sublime e i ruggiti degli anaconda ancora mi esaltano.
    Sempre tanta roba in questo blog 🤓

    1. Sempre al vostro servizio!

  5. L’ho visto pure io al cinema. Piacque solo a me, ebbi anche un piccolo periodo in cui divenne uno dei miei animali preferiti. Un godibilissimo film in cui Voight ti fa l’occhiolino nella famosa scena che hai citato. Puro genere e mi garba assai. Che ci fosse Owen Wilson non lo rammentavo però.
    Luis Losa, non aveva fatto one shot one kill? Quello però non mi era piaciuto.

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