Zia Tibia va negli anni ’90: Bad Moon

Regia – Eric Red (1996)

Nel 1992 esce un romanzo di Wayne Smith intitolato Thor. No, non il personaggio Marvel. Thor è un pastore tedesco e il libro è narrato dal suo punto di vista. Una tipica famiglia americana in una cittadina di provincia riceve la visita di zio Ted. Solo che zio Ted è stato morso da un licantropo, diventandolo a sua volta, e l’unico a rendersene conto è proprio Thor. Impossibilitato, per ovvi motivi, a comunicare, Thor dovrà adottare misure alternative e spesso estreme per proteggere il suo branco di umani e salvargli la pelle.
Nel 1996 questa storia diventa un film, scritto e diretto dallo sceneggiatore di The Hitcher. Il suo ultimo film prima del terribile incidente di cui fu responsabile nel 2000, e che ne ha concluso, di fatto la carriera, a parte un fugace e dimenticabilissimo ritorno nel 2008.
Bad Moon è uno dei meno noti e, di conseguenza, più sottovalutati film sui licantropi non solo degli anni ’90, ma in generale, e il cui unico difetto è quello di essere arrivato fuori tempo massimo, in un momento in cui il pubblico chiedeva altro.
È tuttavia un ottimo film, e sta qui a dimostrare che il cinema dell’orrore anni ’90 non era soltanto citazioni, slasher e brutti sequel DTV.

Com’è lecito aspettarsi, Thor, interpretato dal pastore tedesco Primo, è la vera star del film, anche perché Michael Paré, che interpreta lo zio Ted, non saprebbe recitare per salvarsi la vita, mentre Mariel Hemingway è molto brava, ma sembra anche consapevole che, in questa particolare circostanza, il suo ruolo è quello di spalla umana di Thor, e lo accetta senza problemi. Tutta l’attenzione del pubblico è infatti indirizzata su due elementi: il primo è l’eroico e leale Thor; il secondo sono gli effetti speciali artigianali che regalano dei deliziosi momenti di gore senza compromessi, come la sequenza d’apertura.
E qui c’è una curiosità interessante: per scrivere questo articolo, ho visionato il director’s cut di Bad Moon, rarissimo caso in cui la versione voluta dal regista è più breve di quella arrivata in sala. Il motivo principale è che è stata tagliata una scena in cui Ted si trasformava in licantropo davanti agli occhi della sorella, realizzata con la pietosa, ignobile, da cavarsi gli occhi, CGI degli anni ’90. Nel cut del film licenziato da Red ne viene mostrato il minimo indispensabile, giusto un piccolo morphing facciale e poi via, si taglia sul licantropo già trasformato, che è un gran bel vedere.

Dicevamo prima che Bad Moon è un film un po’ fuori dal tempo cui cronologicamente appartiene: la mania per i lupi mannari era scoppiata all’inizio degli anni ’80 con la doppietta Landis/Dante e si era spenta all’incirca a metà del decennio, tra In Compagnia dei Lupi e Teen Wolf, che segnano, a distanza di pochi mesi l’uno dall’altro, la vetta artistica più alta ai raggiunta del filone e il momento in cui esso diventa innocuo, materia per commedie adolescenziali per tutta la famiglia. C’è un timido tentativo di ravvivare la situazione, nel 1994, quando addirittura Mike Nichols si mette alla testa di un imbarazzante carrozzone ad altro budget di cui tutti abbiamo, fortunatamente, smarrito la memoria, e poi il nulla almeno fino al 2000.
Era quindi un azzardo proporre un film simile all’epoca, soprattutto con la quantità di sangue presente in campo e i toni che, a dispetto della trama, sono molto seri.

Perché Bad Moon non è una commedia con un una spruzzata di horror qua e là che parla di un affettuoso cagnolone impegnato a difendere il suo padroncino, è un film dell’orrore con tutte le caratteristiche del caso. E dirò di più, è un horror drammatico, con almeno una sequenza che, se non vi spezza il cuore siete morti dentro e io con voi non ci parlo.
È drammatico innanzitutto perché il personaggio di Ted, al netto delle scarse capacità espressive di Paré ha la sua bella sfumatura tragica: la fidanzata del poveraccio viene uccisa in maniera atroce dal licantropo, lui viene morso e si ritrova con questa strana malattia per cui non esiste cura. Convinto che trovarsi vicino alle persone che ama possa aiutarlo a guarire, va a vivere con la sua roulotte nel giardino di casa della sorella e del nipote; ma sappiamo tutti che le proprietà curatrici dell’amore sono una marea di cazzate e, anzi, la sua situazione peggiora e la bestia che è in lui finisce per prendere il sopravvento.

Dall’altra parte abbiamo il dramma di Thor (io, che non sono la più grande amante dei cani su questa terra, a ogni visione di Bad Moon medito di procurarmi un pastore tedesco), che è poi l’elemento più complicato da rendere in un film. Se è da subito esclusa, e per motivi molto validi, la narrazione dal punto di vista del cane su cui è costruito il romanzo, è comunque necessario far percepire allo spettatore la preoccupazione dell’animale quando si rende conto della minaccia costituita da zio Ted. Io non so come ci siano riusciti, e dove abbiano trovato Primo, che è un attore straordinario, ma ci credi per tutta la durata del film: credi che Thor sia in preda a un’angoscia incomunicabile, provi una vera frustrazione di fronte a tutti i suoi tentativi di far capire a quei due tonti dei suoi umani con chi hanno a che fare, e ogni volta che lo vedi confrontarsi direttamente col licantropo, ti converti alla prima religione disponibile e preghi che non gli accada nulla.

Al che voi obietterete che non ci vuole moltissimo per creare empatia nei confronti di un cane. Ma non è un semplice fatto di empatia. Io faccio parte di quella schiera di persone che, prima di vedere un film con anche una sola vaga presenza animale, se ne va in giro per la rete ad cercare assicurazioni sulla sua sopravvivenza, quindi un’altra obiezione lecita è che con me un film di questo tipo giochi facile. E tuttavia, non è così: Thor non è soltanto un simpatico cagnolone che appare sullo schermo, ringhia, abbaia e attacca il licantropo; Thor è un personaggio, ed è anche quello sviluppato meglio. Ha un suo arco narrativo, passa attraverso varie fasi nel suo contrastato rapporto con lo zio Ted, si comporta in maniera coerente dall’inizio alla fine. A tutti gli effetti, è il protagonista del film, e credo che sia un caso più unico che raro nella storia dell’horror.

Oltretutto, questo permette anche di guardare alla licantropia da una prospettiva diversa, non del tutto e non solo antropocentrica, perché Bad Moon racconta di una faida nel regno animale, una disputa territoriale per stabilire chi dei due, tra Ted e Thor, avrà il dominio sul branco. Se lo avrà Ted, sarà la fine per la famiglia di sua sorella, se la spunterà Thor, madre e figlio si salveranno.
Se pensate che il massimo a disposizione, in quel particolare momento degli anni ’90 e in materia di licantropi erano Wolf e Un Lupo Mannaro Americano a Parigi, che è stato inserito tra i crimini contro l’umanità, allora vi renderete conto di quanto sia importante un film come Bad Moon. Ma anche senza fare paragoni, resta una perla rara da riscoprire, certificata da Zia Tibia per voi.

16 commenti

  1. Non ne ero a conoscenza, grazie!

    1. Figurati! Siamo qui apposta 🙂

  2. La frase “e’ un attore cane” in questo caso e’ azzeccata,
    film di cui mi manca la visione, colmero’ il vuoto al piu’ presto,
    interessante anche l’info sulla director’s cut in cui si specifica che e’ piu’ corta,
    cosi evito spiacevoli acquisti.

    Grazie Lucia

  3. in giro si trova solo la director’s cut, quella della sala sembra inesistente, imdb inoltre non cita versioni alternative

    1. Della versione uscita in sala c’era il vhs. Poi credo abbia avuto qualche passaggio televisivo, ma non credo sia mai stata distribuita in blu ray.

  4. valeria · ·

    non l’avevo mai sentito nominare ma sembra una piccola chicca! mi metto subito in cerca! 😀

    1. Il Director’s cut ora si trova facile facile, te lo assicuro!

  5. bellissimo make up dalle foto postate

  6. Ho due dubbi diversi: ho l’impressione di averlo visto, almeno a pezzi e bocconi; potrò vedere un altro film con un animale protagonista, nonostante questo sia un film particolare?

    1. Sono certa che abbia avuto, ai tempi, la sua dose di passaggi tv sulle reti private, credo proprio in qualche puntata di Notte Horror o affini, quindi è probabilissimo che tu lo abbia visto a pezzi.

      1. Sí, pensavo proprio a cose come Notte Horror in effetti.

  7. Ma il libro come al solito sarà disponibile solo in lingua originale. Mi piacerebbe leggerlo. Il film lo guarderei, nonostante Micheal Parè.

    1. Sì, purtroppo non lo trovi in italiano. Non so neanche se sia mai stato pubblicato nella nostra lingua.

  8. Giuseppe · ·

    Ne ho sentito parlare più di una volta ma, onestamente, non riesco a dire con certezza se l’ho già visto o meno, pure se quella pessima trasformazione licantropica (recuperata sul Tubo… davvero terribile, pure per gli standard degli anni ’90: saggia la scelta del director’s cut di lasciare solo gli effetti artigianali) mi suscita qualche vago ricordo proprio riguardo a Notte Horror, in effetti.
    Mi fa piacere che Thor, il cagnone protagonista, sia trattato in quanto tale (un vero protagonista, appunto) dall’inizio alla fine… ragion per cui, dato che amo i cani non meno dei gatti 😉 , mi metterò alla ricerca di Bad Moon anch’io.

  9. Alberto · ·

    L’ho visto solo oggi, molto carino e non un giocattolo horror. Certo il cane si divora il film e quella scena spezzacuore cui accenni è davvero da lucciconi. Parè è scadente, ma anche la Hemingway, insomma (è anche vero che il doppiaggio catatonico non aiuta).

    1. Sì, col doppiaggio escono fuori entrambi parecchio legnosi. E quella scena è davvero strappa cuore.

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