Dieci Horror per un anno: 1985

Anche il 1985 è un’annata mica da ridere: siamo nella piena esplosione dell’horror anni ’80, all’apice di quella che per molti è ancora la golden age, ed tutto un fiorire di B movie più o meno discutibili (in lista ce ne sono tanti), ma anche di pezzi fondamentali della storia del genere, perché, quando l’horror se la passa bene, attrae talenti e creatività.
Poi bisogna ammettere che l’età dell’oro stava già iniziando la propria fase calante, nonostante lo si possa stabilire soltanto a posteriori: abbiamo di fronte a noi un 1986 da strapparsi i capelli, e poi una lenta parabola a scendere, giù, fino agli anni ’90, di cui ho paura ogni volta che mi tocca affrontarli.
Per me, la golden age è quella che stiamo vivendo ora, e agli anni ’80 non ho mai fatto mistero di preferire i ’70, ma in questa decina ci sono alcuni dei miei horror preferiti, tre per la precisione, oltre a parecchi appuntamenti fissi della mia infanzia sparsi.
Quindi sì, magari la qualità sarà altalenante e spesso sentirete di passare dalle stelle alle stalle da una posizione all’altra. Ma credo sia questo il bello degli anni ’80.

1. Phenomena – Regia di Dario Argento (Uscito in Italia il 31 Gennaio del 1985)

Lo sapete tutti (ma infatti quanto sono noiosa) che questo è il film di Argento che amo di più, quello che porto nel cuore e mai mi stanco di rivedere. Per quanto riguarda la vostra affezionatissima blogger, Phenomena è IL film dell’orrore soprannaturale per antonomasia. La prossima volta spiegatelo a quelli che mi definiscono una “hater” di Argento, per cortesia.
Phenomena è anche un film a cui devo tantissimo, per tutta una serie di motivi che non sto qui a spiegarvi, ma ha avuto un ruolo nella mia vita di un certo rilievo e sono legatissima a ogni suo singolo fotogramma.

2. L’Occhio del Gatto – Regia di Lewis Teague (Uscito negli USA il 1 Aprile del 1985)

Prima caduta a precipizio dalle vette elevatissime del genere ai suoi bassifondi. Ma l’horror vive nei bassifondi, e non si può ignorare l’importanza del film di serie B nel codificare l’immaginario horror degli anni ’80.
Erano, tra le altre cose, gli anni di King e delle produzioni De Laurentiis dei film tratti dai suoi romanzi e racconti. L’Occhio del Gatto è poi un esempio tipico del cinema dell’orrore antologico, nato da una manciata di storie brevi del Re, unite da una cornice (il meraviglioso gattone tigrato) e poi date in pasto al pubblico per capitalizzare sul nome dell’autore. Facile, rapido, indolore. Ti potevi permettere anche l’apparizione di qualche faccia nota, perché comunque le pose erano poche, e tre quarti del budget se ne erano già andati per acquistare i diritti. La certezza era che i soldi sarebbero rientrati nel giro di poche settimane.

3. The Stuff – Regia di Larry Cohen (Uscito negli USA il 14 Giugno del 1985)

E poi c’era chi, dal cinema politico del decennio precedente, non era mai voluto uscire del tutto, pur abbracciando la filosofia poco seriosa e camp degli anni ’80. Ecco, Larry Cohen, eroe del cinema indipendente, regista di opere come It’s Alive e God Told Me To, prosegue la sua attività anche quando certe istanze erano ormai andate smarrite e, coi mezzi della commedia splatter a bassissimo costo, si lancia in una satira feroce del consumismo, raccontando di una sostanza venduta come una specie di yogurt e lanciata sul mercato con una martellante campagna pubblicitaria, che consuma dall’interno chi la ingerisce, dopo averlo reso dipendente. Si tratta forse dell’ultima produzione di Cohen veramente riuscita e, ancora oggi, riesce a dire qualcosa di interessante sul nostro stile di vita.

4. Il Giorno degli Zombi – Regia di George Romero (Uscito negli USA il 3 Luglio del 1985)

Per molti appassionati, la domanda “qual è il tuo horror preferito” è una di quelle capaci di scatenare una profonda crisi esistenziale, ma non per me. Rispondo infatti sempre la stessa cosa: Il Giorno degli Zombi. E, dalla prima volta in cui l’ho visto in VHS, quasi trent’anni fa, non è mai cambiata, nonostante le centinaia di visioni che hanno arricchito il mio bagaglio culturale da allora. Ci ho chiamato il mio blog, dopotutto. Ci sarà un motivo, no?
Se le implicazioni politiche e sociali dei due primi film della trilogia originale dei morti viventi erano, in qualche modo, accidentali, qui diventano consapevoli e volute, e non solo: comincia quell’evoluzione del cadavere ambulante, da mero simulacro a essere senziente, che avrebbe davvero rivoluzionato il genere. Ma, a parte tutte queste ovvie considerazioni, Il Giorno degli Zombi è un capolavoro, e io lo amo come se fosse mio figlio.

5. Ammazzavampiri – Regia di Tom Holland (Uscito negli USA il 2 Agosto del 1985)

La commedia horror spensierata è un marchio di fabbrica del cinema degli anni ’80. Però, nel caso di Ammazzavampiri, ci troviamo di fronte a un prodotto ad altissimo tasso di intelligenza, perché rispolvera il mito del vampiro, inserendolo nella vita quotidiana di una piccola città americana (ambientazione kinghiana anziché no), senza però dimenticarne le origini cinematografiche, incarnate dal personaggio di Peter Vincent. Alla fine, è un’operazione molto più raffinata di quanto non si creda, Ammazzavampiri, racconta quasi di un passaggio di testimone, l’icona che esce dal cinema classico e si trasferisce in quello contemporaneo.

6. Il Ritorno dei Morti Viventi – Regia di Dan O’ Bannon (Uscito negli USA il 16 Agosto del 1985)

Gli zombie di Romero non sono gli unici presenti in questa lista: i cadaveri rianimati sono infatti protagonisti di tre film su dieci, ogni volta declinati in maniera diversa e originalissima. Qui c’è il genio di O’ Bannon a dare una versione destinata poi a diventare quasi canonica del morto vivente, forse anche più sfruttata rispetto allo stesso Romero. L’idea che lo zombie preferisca il cervello viene dritta da qui, e sappiamo, per esempio, quanto Z Nation sia debitore al film di O’ Bannon.
La lezione impartita al mondo nel 1968 è ormai assimilata, digerita e pronta a essere riveduta e corretta: gli eventi de La Notte dei Morti Viventi sono accaduti davvero, gli zombie sono indistruttibili, e il cannibalismo non deriva dalla reiterazione di un istinto primordiale, ma è l’unico modo per lenire il dolore della loro condizione. Si ride, si scherza, ci si diverte, ma sempre coi brividi lungo la schiena, perché il pessimismo di O’ Bannon non è poi così distante da quello di Romero.

7. Allarme Rosso – Regia di Hal Barwood (Uscito negli USA il 23 Agosto del 1985)

Sapete che lo spazietto per il B movie semisconosciuto riesco sempre a ritagliarmelo, anche in annate sovraffollate come questa. Poi anche parlare di serie B in senso stretto qui non è del tutto lecito, perché il budget era abbastanza alto e il cast importante. Ma è lo spirito che conta, e questa vicenda di un laboratorio governativo che ufficialmente produce pesticidi, e in realtà si occupa di armi batteriologiche, dove un bel giorno scoppia il casino e un virus scatena una bella epidemia, rappresenta la classica oretta e mezza di divertimento assicurato.
Un tempo passava spesso in tv, ma adesso è davvero caduto nell’oblio, ed è un peccato.

8. Demoni – Regia di Lamberto Bava (Uscito in Italia il 4 Ottobre del 1985)

Di Demoni (e del suo seguito) ne abbiamo parlato pochissimo tempo fa, con la dovuta venerazione e quel pizzico di nostalgia relativa al vago ricordo di quando, anche da noi, lo splatter andava per la maggiore e si produceva roba del genere senza la minima vergogna. Un film che, in pratica, non ha una trama perché non gli interessa di averla, e si riduce a una situazione protratta per 90 minuti dove gli spettatori di un cinema devono difendersi da un contagio molto simile a quello de La Casa di Raimi.
È tutto qui, non c’è altro, ed è bellissimo così.

9. Unico Indizio la Luna Piena – Regia di Daniel Attias (Uscito negli USA l’11 Ottobre del 1985)

Per essere un film tratto da un calendario illustrato, scritto con ogni probabilità da un King ubriaco marcio, pure troppo bene ci è andata. Peccato per il licenziamento di Coscarelli in corso di riprese e peccato per quel licantropo, che in pieno innamoramento degli anni ’80 per i lupacchiotti, sembra uscito da un film della Universal del ’32 piuttosto che dall’era degli effetti speciali in schiuma di lattice.
Ma alla fine si lascia guardare, anche e soprattutto per i suoi protagonisti che ispirano un’immediato moto di simpatia. Anche in questo caso, è una tipica produzione King e De Laurentiis anni ’80, di quelle che ci hanno reso meno noiose le interminabili estati della nostra infanzia.

10. Re-Animator – Regia di Stuart Gordon (Uscito negli USA il 18 Ottobre del 1985)

Gordon aveva 38 anni e non aveva mai diretto un film. Lui veniva dal teatro, dove si era costruito una gran bella carriera. Poi l’incontro con quel matto di Yuzna cambia tutto, e lo stimato regista teatrale dirige una trasposizione da Lovecraft con il preciso intento di superare di slancio i limiti del buon gusto; il serioso Lovecraft, con quei suoi toni anche un po’ da trombone, se vogliamo, viene portato sullo schermo con modalità quasi farsesche e con un’abbondanza di effettacci e frattaglie viste di rado sullo schermo, anche nell’horror degli anni ’80, che di certo non lesinava in queste cose.
Re-Animator rappresenta una piccola rivoluzione nella storia del genere, ed è giustamente passato alla storia: non ha soltanto lanciato nell’Olimpo i nomi di Gordon e Yuzna, ma anche quelli di Combs e Barbara Crampton. Rimane, ancora oggi, uno dei film più godibili, provocatori e disgustosi (nel senso buono) del decennio, ed è forse il punto più alto raggiunto dalla poetica horror tipica degli anni ’80.

15 commenti

  1. Beh, che dire, quest’annata mi ha quasi emozionato. Ammazzavampiri, quanto cazzo lo adoro con i suoi effettacci e le sue uscite da commedia. Mi hai ricordato che ho una locandina de Il giorno degli Zombi ancora da appendere e hai rinnovato la mia ansia per Demoni 😂

    1. Io avevo la locandina del film di Romero appesa. Poi la mia gatta ha deciso che era un posto meraviglioso per farsi le unghie…

  2. Annata pazzesca! Non ricordavo che tutta quella gran bella roba fosse uscita nello stesso anno! Ci sono almeno 5 “capolavori”, ognuno a modo suo rivoluzionario. Ma il combattimento al ritmo dei Police tra il gatto Napoleone e il mostriciattolo nell’ultimo episodio de L’occhio del gatto ha per me un valore affettivo che supera tutto il resto della lista. Non credo riuscirò mai a guardare quella scena con gli occhi di un adulto. E va benissimo così

    1. Il gattone tigrato era uno dei miei eroi infantili, perché di solito i gatti nell’horror fanno sempre una brutta fine, mentre qui lui è il protagonista. E allora soltanto amore per L’occhio del gatto!

  3. Allarme Rosso non sono sicuro di averlo visto. Gli altri tutti adorabili con un terzetto di capolavori veri.

    1. Pure un quartetto, se ci infili dentro Re-Animator 😀

  4. Blissard · ·

    Annata da lacrime agli occhi per la commozione.
    Il miglior Romero, il miglior Gordon e uno dei migliori Argento già sono tanta roba, ma anche il “contorno” è notevolissimo

    1. Tutti insieme nello stesso anno. Impressionante.

  5. Lovecraft “trombone”!
    Finalmente mi hai offerto il termine giusto per inquadrarlo, ‘ché spiegare quanto è peso senza dirne propriamente male, o scadere nel banale, è sempre un dramma 👌

    1. Io poi, te lo assicuro, sono una lovecraftiana di ferro, anzi, una fangirl adorante. Ma ciò non mi impedisce di definirlo, a volte, un gran trombone 😀

  6. Giuseppe · ·

    Un’annata splendida con un bel po’ di zombie illustri a farsi concorrenza fra loro (Romero, O’Bannon e Stuart “Lovecraft” Gordon), per non parlare di Ammazzavampiri e dell’Argento ancora in fase pre-declino con quel gioiellino di Phenomena… su L’Occhio del gatto, poi, da gattaro indefesso non ho bisogno di aggiungere altro a quello che hai già detto 😉
    P.S. Allarme Rosso spero sempre di ritrovarlo nei palinsesti di qualche emittente locale ma, fino ad oggi, non ho avuto fortuna…

    1. Passava su Rete Quattro, ne ho un ricordo molto vivido. Poi è completamente sparito dalla circolazione. Non so neanche se sia mai uscito in dvd!

      1. Giuseppe · ·

        Ho scoperto da poco che un’edizione nostrana l’abbiamo avuta, a cura di Koch Media… Con una cover talmente anonima, però, che non escludo di averla frettolosamente vista ai tempi e di aver pensato a tutt’altro film.

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