Stuart Gordon

Non fu Re-Animator, che resta il suo film più famoso, a far scoccare la scintilla tra Gordon e me. Fu From Beyond e fu quindi Notte Horror, perché molti ragazzini come me, all’epoca, l’horror lo imparavano tra gli scaffali dei videonoleggi e le serate estive passate davanti alla tv, mentre gli altri in casa dormivano e dal tubo catodico grondava sangue.
Se ne è andato ieri, Stuart Gordon, a 72 anni, e dire che la sua scomparsa fa male significa andarci leggeri, anche se non dirigeva un lungometraggio dal 2008, ed era tornato al suo primo amore, ovvero il teatro sperimentale. Gordon era un intellettuale prestato ai B movie, un grande conoscitore di Poe e Lovecraft che, un bel giorno, incontra un matto chiamato Brian Yuzna e insieme decidono di portare Herbert West sullo schermo.
Il resto, come si suol dire, è storia del cinema di genere.
Dei film dell’orrore, Gordon diceva che erano “le prove generali della nostra morte”, spiegando in pochissime parole il motivo per cui li guardiamo e ne abbiamo un disperato bisogno.
E ne abbiamo bisogno più che mai oggi, che di morte siamo letteralmente circondati in ogni nostro momento di veglia, e nei nostri incubi dettati dall’ansia: l’horror ci viene, ancora una volta, in soccorso.
Poco fa, la mia amica e blogger Celia, ha scritto in un commento che “l’horror è l’unico genere in grado di uccidere la paura e non solo generarla”.
Ecco, Gordon la paura l’ha uccisa lungo tutti i suoi 30 anni e passa di carriera.
Il mio attaccamento nei suoi confronti dovreste conoscerlo, è disseminato lungo tutta la cronologia di questo blog. È raro che io faccia passare più di due o tre post senza nominarlo, e gran parte dei suoi film li trovate recensiti.

Ma se devo pensare a cosa significa per me Stuart Gordon, è sempre a From Beyon che ritorna la mia memoria, al film che ha osato tramutare in carne e sangue le elucubrazioni di Lovecraft, spingendo il confine della rappresentazione dell’Altrove oltre ogni limite consentito.
Non mi sono mai vergognata di essere una dalla lacrima facile, credo che non ci sia niente di male a piangere quando si soffre, e io è da stamattina che piango a fasi alterne. Si invecchia e, intorno a te, il mondo che ti ha formata si sgretola. È normale, certo, ma non vuol dire che non sia doloroso.
Gordon è stato uno dei punti fermi della mia vita, una tappa fondamentale nel mio percorso non ortodosso di innamoramento nei confronti del cinema, e ora più che mai mi sento parte di una comunità orfana di uno dei suoi padri più importanti.
Non sono sola. L’horror non ti lascia mai solo.
Vecchi colleghi, giovani registi, addetti ai lavori, giornalisti e semplici spettatori. In questo momento siamo tutti insieme e siamo una cosa sola.
I grandi autori e il grande cinema hanno questo potere. Buon viaggio nell’Altrove, Stuart.

11 commenti

  1. Fabrizio · · Rispondi

    Appena letta la notizia sono corso qui perché sapevo che avrei trovato le tue belle parole.
    Proprio pochi giorni fa ho rivisto From Beyond, conosciuto come te, una serata di tanti anni fa su qualche rete televisiva, film che ha toccato il mio immaginario e per il quale serbo sempre un posticino nel mio cuore di horror-cinefilo e di ammiratore delle storie di Lovecraft.
    Gli anni passano e quelli che hanno plasmato i nostri sogni col loro talento e la loro passione, pian piano, inevitabilmente, se ne vanno via. Ma quei sogni che ci hanno regalato restano con noi come fanno i bei ricordi e non ci abbandonano mai.
    Questa è la forza del cinema, della musica, della letteratura, dell’arte tutta.
    Un saluto da uno dei tuoi lettori e grazie per tutto!

    1. Grazie a te.
      Chi l’horror non lo ama e non lo ha vissuto sin da quando era molto giovane, certe cose non può capirle, e non può capire come ci sentiamo noi adesso.
      Ma il bello è che siamo tanti.

  2. Io l’ho conosciuto grazie a Dolls. Un film che mi sorprese laprima volta che lo vidi e che riesce ancora a intrattenere. Dopo di quello recuperai buona parte dei suoi film. Purtroppo abbiamo perso una persona veramente importante e che ha dato al cinema e a noi veramente tanto.

    1. Sì, anche Dolls è tra i fondamentali. Una piccola, grande storia.

  3. Giuseppe · · Rispondi

    Il mio primissimo Gordon? Proprio quel capolavoro di From Beyond, anche per me, sul vecchio circuito Odeon TV (quanti horror della Empire passavano di lì in quegli anni)… nondimeno ho amato anche le sue escursioni in campo fantascientifico come Robot Jox, 2013 – La fortezza e Space Truckers.
    Certo è che Stuart ci mancherà tantissimo 😦 E grazie per questo splendido post di commiato che gli hai dedicato…

    1. Robot Jox era meraviglioso. Ne ho dei ricordi infantili davvero molto vividi.

  4. Vidi Reanimator al cinema e pensai che non potesse esserci nessun film che osasse spingersi oltre..e invece From Beyond ci riuscì,con una potenza ancora oggi insuperata ..e poi altri gioielli,Dolls,Space Truckers..un regista che metteva cuore e anima nei suoi film..ci mancherà..un abbraccio forte.

    1. Un abbraccio a te. E speriamo di non avere altre brutte notizie in queste giornate già abbastanza brutte di loro.

  5. Blissard · · Rispondi

    Il più sottovalutato regista horror degli anni 80, è stato uno dei pochissimi in quegli anni a possedere spessore filosofico e politico/morale. In ogni suo film, anche nei meno riusciti, si avverte un’urgenza espressiva che va molto al di là del semplice guadagnarsi la pagnotta o proporre la solita sbobba orrorifica, e le opere realizzate nel terzo millennio – caso più unico che raro per quelli della sua generazione – rafforzano la sua fama di Autore.
    Il mio umile omaggio a un grande: https://rateyourmusic.com/list/Blissard/stuart_gordon/

    1. Guarda, domani esce la mia recensione di Stuck e abbiamo praticamente dello le stesse cose 😀
      Solo che io preferisco From Beyond a Re-Animator, sempre.

  6. From Beyond per sempre, il profondo lo ha chiamato.
    R.I.P. Stuart Gordon

    😦

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