Meg: Hell’s Aquarium e Nightstalkers

Durante le vacanze ho letto, uno dietro l’altro, il quarto e il quinto volume della saga di Alten dedicata ai megalodonti (e a tante altre adorabili creature). Volevo mettermi in fretta in pari, perché è da poco uscito il sesto libro, Generations e perché, dopo aver visto il film, ero andata subito in astinenza da squali giganti.
A differenza degli altri romanzi, Hell’s Aquarium e Nightstalkers non sono ambientati ad anni di distanza l’uno dall’altro, ma sono separati da pochissimi mesi: dove finisce Hell’s Aquarium comincia Nightstalkers, e quindi viene molto facile leggerli come se fossero un tutto unico, anche perché si somigliano molto, forse un po’ troppo.
Se Hell’s Aquarium è di sicuro il miglior romanzo di tutta la saga, Nightstalkers perde qualche colpo, forse proprio in virtù delle tante cose in comune con il suo diretto predecessore. L’impressione è che potevano essere davvero un unico volume, tagliuzzando qua e là; inoltre, il vero problema di Nightstalkers è che i meg sono dei semplici accessori, quasi completamente avulsi dal centro della narrazione, quasi che Alten dovesse infilarceli per forza, altrimenti non avrebbe potuto giustificare l’appartenenza del libro alla saga, ma non sapesse bene cosa farsene. La speranza è che, in Generations, si torni in fretta a renderli protagonisti assoluti, non perché io mi voglia lamentare della presenza di mostruosità preistoriche come il livyatan melvillei o il liopleurodonte, ma perché le varie discendenti della storica femmina di meg del primo libro erano diventate dei personaggi con una loro personalità e delle loro caratteristiche ben precise, mentre le nuove creature sono un po’ indifferenziate tra loro e, al di là di inseguire e cercare di papparsi i protagonisti umani, fanno ben poco.

Avevamo lasciato, alla fine di Primal Waters, Angel, la meg superstite, finalmente al sicuro all’Istituto Tanaka, insieme alla sua progenie, formata da ben cinque cucciole. Nel frattempo, sono passati altri quattro anni e Jonas è un ultrasessantenne che spera di invecchiare in tranquillità, guadagnando grazie agli spettacoli organizzati tutti i giorni con i meg come attrazione principale; sua moglie, Terry, è ancora cazzuta e combattiva, ma il morbo di Parkinson l’ha debilitata sia da un punto di vista fisico sia psicologico; i due figli, Danielle e David, sono entrambi cresciuti: Danielle presenta gli spettacoli all’istituto e David studia biologia marina al college.
Ma la famiglia Taylor non può mai stare in pace e così, oltre ad avere seri problemi con un’organizzazione animalista che vuol mettere sotto accusa l’Istituto per maltrattamento e pretende che i meg siano lasciati in libertà, si ritrova nei guai perché Angel dà di matto durante uno spettacolo, Danielle viene ferita gravemente e un giovane spettatore divorato davanti al pubblico pagante e in diretta tv.
Con una quantità esorbitante di danni da pagare, a Jonas non resta che vendere alcune delle sue attrazioni a un ricchissimo principe arabo che vuol costruire a Dubai un parco acquatico molto speciale; l’acquirente, in realtà vorrebbe assumere Jonas per metterlo a capo della sua spedizione di caccia grossa nel Pantallassa (poi vi dico cos’è), ma Jonas rifiuta e il principe miliardario assume il giovane David, portandolo a rischiare la vita sul fondo del Mare delle Filippine, mentre Jonas resta a casa a vedersela con gli animalisti, con Angel e la sua progenie, in particolare le due sorelline Bella e Lizzy.

Il Pantallassa era l’unico oceano che circondava il super-continente Pangea. Nel romanzo di Alten, invece, viene così battezzato un oceano scoperto sotto il fondo del Mare delle Filippine, un intero ecosistema rimasto identico a 200 e passa milioni di anni fa e nascosto da una specie di falsa crosta che si trova circa a 10.000 metri di profondità. Alten lo riempie di ogni tipo di mostro possibile e immaginabile e manda David Taylor e la sua nuova fidanzata, a bordo del Manta-Rey (un batiscafo progettato da Jonas: ne potete trovare un modello molto simile nel film The Meg), a fare da esca per far uscire queste creature, attirarle in superficie e poi catturarle e trasformarle in attrazioni turistiche per il più straordinario parco acquatico mai concepito a memoria d’uomo.
Se The Meg veniva spesso definito “Lo Squalo incontra Jurassic Park”, a partire da Hell’s Aquarium (ma con indizi già presenti in The Trench) la saga va anche oltre Jurassic Park e ci presenta queste beste (mosasauro, dunkleosteus, cronosauro, elicoprione e tanti altri) mentre vivono e cacciano nel loro ambiente naturale, con gli esseri umani che assumono il ruolo di intrusi in un posto alieno, che non appartiene loro e tuttavia vogliono conquistare, con conseguenze nefaste.

Le meg, in tutto questo, hanno un ruolo ancora preponderante, non nel Pantallassa, ma all’Istituto Tanaka: Angel, la madre, la regina dell’Oceano, Bela la giovane meg albina ma con la pinna dorsale nera e Lizzy, la più intelligente di tutte, che insegna a Bela a cacciare in coppia e instaura con lei un rapporto quasi simbiotico, in cui Lizzy è il capo e la testa pensante; come dicevo prima, sono veri e propri personaggi riconoscibili, con un loro carattere, gesti particolari, modi di comportarsi che le distinguono dalle altre, e sono, anche più delle bestiacce preistoriche infestanti il Pantallassa, il motivo principale per leggere Hell’s Aquarium.
Si comincia qui anche a delineare il rapporto speciale che David instaura con i megalodonti: è appena accennato e, purtroppo, David sarà lontano dall’istituto e dai meg sia in Hell’s Aquarium che in Nightstalkers, ma promette grandi cose per il futuro e un passaggio, si spera, dei megalodonti da antagonisti principali a collaboratori dei Taylor per i prossimi romanzi.

Ciò che purtroppo depone a sfavore del libro successivo, ovvero Nightstalkers, è il suo ricalcare la struttura di Hell’s Aquarium senza introdurre elementi di novità, a parte il Livyatan, che però non è in grado, da solo, di spezzare la monotonia narrativa di un romanzo lasciato quasi orfano delle sue attrazioni di punta.
Intendiamoci: è divertente seguire David che dà la caccia al liopleurodonte per mezzo mondo, ed è altrettanto divertente vedere Jonas in fuga dal Livyatan in un lago nascosto sotto i ghiacci dell’Antartico, ma gli unici momenti in cui mi appassionavo sul serio alla vicenda erano quelli dove Bella e Lizzy si trovavano al centro della scena. Ma le interazioni tra le due sorelline e i Taylor sono brevi e sporadiche, e non basta il gran finale all’interno dell’istituto a rendere loro giustizia.
C’è da dire che Nightstalkers ha una sorta di prequel situato in un’altra timeline e facente parte di un’altra serie di libri scritti da Alten, quella dedicata al biologo scozzese Zachary Wallace, ovvero Vostok, a sua volta un seguito di Loch. Io non ho letto né l’uno né l’altro e, anche se la storia è perfettamente comprensibile, e anche molto ben spiegata da Alten senza mai annoiare, forse mi sono persa qualcosa che mi ha impedito di godermi Nightstalker come si deve, soprattutto nelle sue escursioni in territori appartenenti alla fantascienza più classica.

Dire di più, senza togliervi il piacere di leggere Hell’s Aquarium dall’inizio alla fine, con tutti i suoi sviluppi, i suoi colpi di scena, la sua crudeltà estrema e i momenti che vi obbligheranno a continuare la lettura anche se sono le 3 del mattino e avete bisogno, disperatamente, di dormire, non sarebbe giusto da parte mia.
Ho scelto di parlare dei due libri nello stesso post per stare al passo con la produzione di Alten e, magari, presentarvi Generations tra qualche mese.
Val la pena, arrivati a questo punto e con i vari alti e bassi che la contraddistinguono, imbarcarsi nell’impresa di leggere l’intera saga di Meg? Sì, senza alcun dubbio: anche i romanzi meno convincenti sono comunque un ottimo intrattenimento a base di mostri e misteri degli abissi; ai Taylor, dotati di una miscela molto particolare di tracotanza e sfiga cosmica, si finisce per affezionarsi e ogni libro garantisce una bella dose di brividi, gente che muore malissimo, sangue a fiumi e avventura.
Sarà puerile, sarà robaccia commerciale e indegna di chiamarsi letteratura, ma a mio parere, si tratta solo di romanzi scritti per divertire il lettore, con grande professionalità e consapevolezza.
Se volete leggere Hell’s Aquarium e Nightstalkers, li trovate entrambi in inglese a cinque euro e spicci in ebook, e a una decina di euro in cartaceo.
Buone notizie invece per chi non legge in inglese: sia The Meg che il suo seguito, The Trench, sono stati ripubblicati in italiano, quindi è possibile che arriveranno anche gli altri.

2 commenti

  1. Giuseppe · ·

    Hell’s Aquarium in particolare ha le carte in regola per diventare un filmone con tutti i crismi, ma nell’adattarlo dovrebbero mostrare MOLTO più coraggio rispetto a The Meg: purtroppo rimane il problema del target di riferimento (giovanissimo) al quale tante -troppe, direi- cose non si possono più mostrare nemmeno per sbaglio…

    1. Eh, soprattutto il finale di Hell’s aquarium è una doccia fredda (di sangue) indimenticabile 😀

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