Seconda (!) infornata di pillole per la Spooky Season

Alla fine ce l’abbiamo fatta: siamo di nuovo qua con un’altra edizione speciale delle Pillole per farvi passare un buon Halloween, nonostante ci sia ben poco da festeggiare, nonostante non si possa materialmente festeggiare. Ma se le altre festività comandate impongono sempre una certa etichetta, trascorrere un Halloween divertente senza mettere il naso fuori casa non è solo possibile, ma è anche auspicabile. E quindi, non paga di avervi dato consigli per quasi 4 ore insieme a Davide nell’episodio speciale di Paura & Delirio andato online ieri, ecco che vi beccate pure delle PIllole extra, e non dite che non vi voglio bene o non faccio di tutto per rendere questo posticino il più accogliente possibile.
Basta cianciare e darsi pure delle arie. Parliamo di film e non perdiamo tempo, che ci sono le decorazioni da preparare, bisogna intagliare le zucche e procurarsi i dolciumi. Buon Halloween a tutti!

Cominciamo con un film leggerissimo (e la leggerezza sarà una costante di queste pillole), ma molto divertente e, a suo modo, persino tenero: Save Yourselves! , per la regia di Eleanor Wilson e Alex Huston Fischer, è la storia di una giovane coppia in pieno burn out. Convinti entrambi che la causa del loro profondo malessere sia la dipendenza da smartphone e social, decidono di partire per una settimana, lasciando tutte le apparecchiature a casa: niente computer, niente cellulari, una baita nel bosco e tanto tempo da riempire. Peccato che la loro vacanza disintossicante arrivi in concomitanza con un’invasione aliena, di cui i due ragazzi non sapranno niente fino a che non sarà troppo tardi.
Save Yourselves! è un film che va giù come un bicchiere d’acqua fresca, con due ottimi attori dotati di tempi comici perfetti e anche di una certa alchimia tra loro, che li fa sembrare una coppia vera e propria. Sopratutto Sunita Mani, che gli appassionati di Glee riconosceranno subito, è una rivelazione. Produzione a bassissimo costo che, tuttavia, riesce persino a dare agli alieni un aspetto irresistibile, forse ha il difetto di calare un po’ nella seconda parte, rivelandosi non del tutto all’altezza delle sue premesse, ma per cominciare ridendo di noi stessi la notte di Halloween, credo sia l’ideale.

Dai trentenni in fuga dalle grandi città, passiamo a un minuscolo centro delle Utah, sperso in mezzo alle montagne, ricoperto di neve, e sotto attacco da parte di un ferocissimo assassino che uccide solo donne e le fa a pezzi, lasciando dietro di sé tracce che riconducono a un’entità non umana, a una bestia mitologica, a un licantropo, insomma.
The Wolf of Snow Hollow è l’ultimo film cui abbia partecipato Robert Forster prima di morire, e infatti è dedicato alla sua memoria. Anche soltanto per questo, vi assicuro che varrebbe la pena di vederlo, perché la sua interpretazione di uno sceriffo incapace di rassegnarsi a invecchiare, strappa un paio di applausi.
Però, The Wolf of Snow Hollow è anche uno strambo, stralunato e un po’ sbilenco ibrido tra mistery, commedia e horror. Il regista, Jim Cummings, si ritaglia anche il ruolo di un protagonista per cui è davvero difficile provare alcuna simpatia, mentre sono i comprimari a dare un po’ di calore umano a una vicenda gelida da ogni punto di vista. Si ride a denti stretti, si inorridisce non poco per gli attacchi violenti e brutali del presunto licantropo, e ci si gode un bel paesaggio innevato, sporcato dal sangue e dai pezzi di cadavere delle vittime. Per un Halloween da nostalgici di Fargo.

Che Halloween sarebbe senza un bell’esorcismo? E se pensate che sia un argomento trito è perché non avete ancora visto The Cleansing Hour, che mischia la cara, vecchia possessione demoniaca con la contemporanea che più contemporanea non si può ossessione per like e visualizzazioni. Max e Drew gestiscono insieme un canale YouTube con parecchi follower, The Cleansing Hour, appunto. Drew si occupa di tutto il dietro le quinte, mentre Max ci mette la faccia (tosta). Il canale millanta di eseguire esorcismi in diretta streaming e Max dice di essere un prete, anzi, un esorcista autorizzato dal Vaticano. Ovviamente è tutta una messa in scena, le possessioni sono costruite a regola d’arte, con tanto di troupe ed effetti speciali, e la gente ci crede, Max è una star del web e ha addirittura delle groupie scatenate con cui divertirsi a telecamere spente.
Ma tutti noi sappiamo che, nel cinema horror, chi si prende gioco del soprannaturale, non lo fa a lungo, perché il soprannaturale è particolarmente vendicativo e non sa stare allo scherzo. E così, durante una trasmissione, in cui viene coinvolta causa defezione all’ultimo istante dell’ospite designato (defezione equivale qui a morte atroce), la fidanzata di Drew, il diavolo, o meglio un demone arriva sul serio, causando seri problemi a tutti.
The Cleansing Hour, esordio in un lungometraggio del promettente Damien LeVeck, parte da uno spunto molto interessante, e arriva a delle conclusioni che, ne sono certa, sorprenderanno più di uno spettatore. Nel mezzo, ogni tanto scricchiola un po’, e tende a seguire il percorso canonico dell’esorcismo cinematografico, mentre forse era lecito aspettarsi un pizzico di audacia. Ma tranquilli, perché con il finale si riscatta completamente. Per un Halloween tra innovazione e tradizione.

Al solito, si chiude col migliore del mucchio, che in questo caso è anche il più originale, in quanto utilizza un linguaggio in uno dei filoni della storia dell’horror più antichi, ovvero l’antologia di storie brevi. Sto parlando di Scare Me, diretto e interpretato da Josh Ruben, ma con una stratosferica Aya Cash come attrazione principale.
Il protagonista del film è un aspirante e mediocrissimo scrittore, Fred, in ritiro in una baita nel bosco per provare a mettere mano alla sua sceneggiatura sui lupi mannari. Mentre fa jogging la mattina, incontra Fanny, che al contrario è un’autrice horror affermata, con tanto di best seller all’attivo. I due si sfidano a raccontarsi storie paurose per passare la nottata. E qui ci si aspetterebbe che partissero i classici segmenti, magari ognuno diretto da un regista diverso. Invece no, perché quando uso il termine raccontare mi riferisco proprio al racconto orale. Alla fine, Scare Me è tutto qui: due persone in una stanza (a un certo punto interverrà un terzo personaggio, anche in modo un po’ forzato, ma pazienza) che narrano storie dell’orrore con il solo ausilio delle loro voci e dei loro corpi. E sì, di qualche effetto sonoro e cambio di luce usato dal regista alla bisogna. Un film che, come impostazione, funzionerebbe molto bene su un palcoscenico, ma riesce a essere profondamente cinematografico proprio per tutta una serie di trucchi adottati d Ruben per far digerire un’ora e mezza in compagnia di due narratori (e mezzo) che parlano e basta. A tratti, è un film geniale, e non solo per i motivi sopra elencati, ma per come affronta argomenti molto attuali col sorriso sulle labbra, prendendosi gioco dei pregiudizi del suo pubblico e dei suoi stessi personaggi. Non ha neanche paura di infilarci un pre-finale agghiacciante. Insomma, per un Halloween metanarrativo, Scare Me è il film perfetto.

5 commenti

  1. Blissard · · Rispondi

    Conosco gli ultimi due (il caciarone The cleansing hour e l’irrisolto ma geniale Scare Me) mentre gli altri due ancora li devo vedere, grazie per le segnalazioni!
    Stavo notando che chi volesse fare un Halloween a tema streghe – tra sequel (The Craft: Legacy), remake (The Witches) e un promettente orignale (Bad Hair) – ha pane (o zucca, o dolcetti) per i suoi denti con le nuove uscite.
    Buon Halloween Lucia

    1. The Cleansing Hour è caciaronissimo, ma ha un finale che ho adorato. Se solo il regista avesse tenuto quel tono tutto il film ci avrei scritto una recensione.
      Comunque, il mio Halloween sarà esattamente quello che hai descritto tu, a base di streghe 😀

  2. Mi piacerebbe molto vedere almeno Scare me, ma naturalmente di sottotitoli non se ne parla proprio. Gli ultimi che ho trovato sono stati quelli di Alone (parentesi: molto bello). Mi sa che per domani sera riesumerò The fog, io l’ho visto parecchie volte ma il mio gatto nero mai 🙂

    1. I gatti neri adorano The Fog! Parola della mia Giadina!

  3. Giuseppe · · Rispondi

    Di The Cleansing Hour io conoscevo il cortometraggio originale che Damien LeVeck aveva realizzato tre anni fa… quindi, è molto probabile che sappia già qualcosina pure del finale dell’edizione “lunga” 😉

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