They Will Kill You

Regia – Kirill Sokolov (2026)

Ve lo ricordate il russo pazzoide Sokolov? Quel ragazzino nato nel 1989 che ha diretto a 27 anni la commedia nera Why Don’t You Just Die! Se avete visto il film, difficilmente lo avete dimenticato, anche se ormai è passato parecchio tempo, ma anche se la vostra memoria è un po’ annebbiata e magari vi sfuggono i dettagli della trama (non che fosse chissà quanto complessa, però siamo un po’ tutti vecchietti, ormai), di sicuro vi ricordate lo stile super dinamico, sempre in movimento, e le coreografie delle scazzottate.
Sokolov non è più un ragazzino, è cresciuto, ha girato un altro film nel 2021, inedito in Italia, e poi è stato reclutato dalla neonata Nocturna, la casa di produzione fondata da Andy e Barbara Muschietti, per il suo esordio in terra statunitense, ovvero il film di oggi, They WIll Kill You, uscito una volta tanto nel nostro paese con un titolo coerente: Ti Uccideranno.
Sono stata a vederlo in sala domenica pomeriggio. Spettatori presenti: sei. Spettatori presenti che hanno riso per novantatré minuti: una, io.

The Will Kill You racconta della nottataccia passata dalla giovane Asia (Zazie Beetz), quando si presenta alla porta dell’esclusivo condominio di New York, il Virgil, per lavorare come cameriera. Non appena si va a chiudere negli alloggi che la direttrice del personale Lily (Patricia Arquette) le ha riservato, viene subito aggredita da un gruppo di individui incappucciati, che hanno come chiaro obiettivo quello di farle la palle e sacrificarla a Satana.
Seguono un sacco di botte.
Ci sono dei colpi di scena sparsi per il film, qualche svolta interessante nella struttura del racconto, dei flashback inseriti per chiarire la storia di Asia e il vero motivo per cui si trova lì, ma si tratta di riempitivi tra una sequenza di pizze in faccia e un’altra. Sono anche divertenti e interessanti, e danno spessore ai personaggi principali, però anche ‘sti cazzi. Parliamo di Sokolov, e chi lo conosce lo sa già in anticipo dove si andrà a parare: scene in cui la gente si mena usando ogni oggetto a sua disposizione per ferire, smembrare, sminuzzare il corpo dei suoi avversari, arti e teste mozzati, budella di fuori, squarci sulla pelle, sangue a cascata. They Will Kill You è tutto così, un’ora e mezza così, e fa ridere fino farsi venire le convulsioni.

Non so bene come sia andata la produzione del film, ma credo che l’idea di base sia nata sulla scia di Ready or Not, che ha dato vita a una progenie di piccoli bastardi in cui i ricchi di merda crepano male. Alcuni di questi piccoli bastardi stanno diventando stucchevoli, perché non hanno ben chiaro quale fosse il segreto di Ready or Not; altri funzionano alla grande proprio perché lo hanno capito: Ready or Not era un film che non mollava un solo istante, che faceva satira anche feroce, ma sempre tenendo in primo piano il ritmo, la violenza, la qualità di una messa in scena che non ti permetteva di distogliere gli occhi dallo schermo. Horror politico (ma tutto l’horror è politico), e allo stesso tempo, grande intrattenimento.
They WIll Kill si comporta in maniera simile, e forse è ancora più roboante di Ready or Not. In più, c’è anche il fatto che Sokolov è uno fissato con il cinema di serie B, e avendo una protagonista che è una vera e propria belva scatenata, si tuffa a testa in avanti nella blacksploitation. Io ve lo dico, nel caso in cui vi venisse in mente di definirlo una tarantinata, eh. Ci fate più bella figura se andate alle origini.

Sokolov è pazzo, e questo lo abbiamo detto alla prima riga, ma anche Andy e Barbara non scherzano. Grazie alla gentile intercessione della New Line, gli hanno dato in mano una ventina di milioni di dollari per sbizzarrirsi con delle trovate che sono, appunto, serie B in purezza, ma realizzata facendo (in senso letterale) a brandelli un’attrice come Heather Graham, o facendo indossare a Patricia Arquette la testa di un maiale per combattere con Zazie Beetz, tanto per dirne un paio. C’è una, lunghissima, sequenza di inseguimento in cui la povera Asia si trova con un bulbo oculare che le dà la caccia nelle intercapedini del grattacielo, e io vi assicuro che non sono mai stata così felice di aver speso i miei dieci euro.
Sokolov possiede la rara, e raffinatissima, capacità di accorpare dei perfetti tempi comici a un’azione sincronizzata come un balletto, senza mai diventare demenziale. Non ha alcun desiderio di risultare realistico o credibile, anche perché il film vira nel soprannaturale (non vi dico come) dopo i primi quindici minuti, e da quel momento in poi, la sola cosa reale a cui attenersi è una spietata lotta di classe che non fa prigionieri. Che, se nel mondo in cui viviamo l’hanno stravinta i ricchi, possiamo se non altro permetterci di sognare di fargli saltare le cervella in film come questo. Tanto catartico, tanto liberatorio.

Ha anche un cast azzeccatissimo in ogni ruolo, They Will Kill You, a partire dalla sua protagonista, un’attrice che credo sia riuscita a dimostrare tutto il suo potenziale qui per la prima volta, quando qualcuno le ha detto di menar le mani senza soluzione di continuità per tutto il tempo in cui è in scena. Non è soltanto brava quando si tratta di buttarla in rissa, altrimenti sarei ingiusta: Beetz è intensa, è comica, è rabbiosa il giusto e ha una determinazione propria soltanto delle donne fatte d’acciaio. La vorrei in ogni commedia action horror da qui a quando sarà in grado di reggersi in piedi, grazie.
Credo che, a differenza del suo progenitore Ready or Not, questo film abbia, purtroppo, una minore capacità di fare presa su un pubblico ampio, perché diventa molto più surreale e grottesco del film dei Radio Silence, e ha uno stile meno pulito, più punk, se vogliamo; è anche più estremo negli eccessi gore e non risparmia delle deliziose botte di pessimo gusto. Fino a ora ha incassato solo nove milioni di dollari, ma è appena uscito, e spero riesca a recuperare il budget e a guadagnarci anche qualcosina, perché si merita tanto amore e tanto tifo da stadio da parte degli appassionati che ancora vogliono vederlo su grande schermo, questo tipo di cinema.

Quindi, se potete, e in un momento che anche abbastanza avaro di uscite interessanti, fatemi la cortesia di andare a sostenerlo in sala, sempre che dalle vostre parti lo abbiano fatto uscire, cosa sulla quale non scommetterei. Ho già sentito amici che si sono lamentati perché da loro non è stato proprio distribuito.
Però, davvero, se da voi esiste, anche su un solo schermo, non perdetevi una delle esperienze più divertenti e gratificanti dell’anno cinematografico, e speriamo che Andy e Barbara continuino su questa strada come produttori, e che Sokolov non ci faccia aspettare altri otto anni.

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