Aspettando Romulus: Alien vs Predator

Regia – Paul W.S. Anderson (2004)

Premessa doverosa: io, a vedere AvP mi diverto come quando avevo sei anni e i miei genitori mi portavano a sorpresa alle giostre. Vedere i due bestioni che si menano è una festa, Sanaa Lathan con la cicatrice in faccia e lo scudo fatto con il teschio di xenomorfo è la donna più bella dell’intero universo, l’alien con la capocetta rigata perché è finito nella rete dei predator, un cucciolo che mi vorrei portare a casa, e via così.
Sono una fan di Paul W. S. Anderson, anche se vent’anni fa non avevo molta cognizione di causa riguardo la sua filmografia (sì, ad agosto, AvP compie vent’anni), e  ritengo sinceramente che la bassa considerazione di cui gode sia un problema di pregiudizi nei suoi confronti, non davvero legata alle sue capacità in quanto regista. 
Ciò detto, AvP è tra i suoi film meno riusciti e Requiem, distribuito nel 2007, è molto meglio. Il motivo è che si tratta di un film timido e insicuro che non ha il coraggio di essere spudorato fino in fondo e che, alla fine, neanche ci prova a essere un buon film, a differenza del suo predecessore e principale ragione della sua esistenza, ovvero Freddy vs Jason. 

La gestazione di AvP è lunghissima e penosa, quindi cerco di essere il più sintetica possibile. Di un film basato sullo scontro tra i due titani della Fox si parla sin dal 1989, anno di uscita del fumetto della Dark Horse chiamato, appunto, Alien vs Predator. Nel 1990, arriva Predator 2. Ne abbiamo parlato poche settimane fa e non c’è bisogno di sprecarci altre parole sopra. Per chi fosse particolarmente pigro: nel finale di Predator 2 si vede sull’astronave dei predator un teschio di xenomorfo.
C’è un videogioco della Capcom, del 1994, che avrebbe dovuto essere un tie-in del film, ma che esce da solo, o se preferite, con 10 anni di anticipo.
Ci sono, tanto per fare una cosa nuova, decine di soggetti scartati, registi contattati, sceneggiatori usciti di senno e pre-produzioni abortite, tanto per ribadire che il cinema è ostaggio di un branco di pazzi e che l’arrivo di ogni singolo film sullo schermo è un miracolo.
Alla fine, dopo che alla Fox capiscono che la New Line li sta superando a destra senza mettere la freccia, e che Freddy vs Jason è entrato in produzione, assoldano Anderson, fresco di Resident Evil, per scrivere e dirigere il crossover. Gli viene commissionata una sceneggiatura originale: perché mai adattare una serie di fumetti che aveva una discreta quantità di ottimi spunti narrativi? Dopotutto, la qualità ci ha rotto il cazzo.

Anderson, che però scemo non è, si ispira per moltissimi dettagli alla serie Dark Horse, anche se la trama del film è tutta roba sua. E no, non è affatto una cattiva idea, quella della piramide e della caccia agli xenomorfi come rito di passaggio da tenersi qui sulla terra per i Predator. C’è quella spruzzatina di Indiana Jones che fa sempre piacere, e inoltre permette al regista di seguire le precise direttive Fox: il film deve essere un sequel di Predator e un prequel di Alien, ambientato sul nostro pianeta, e non deve andare a incasinare  la timeline di entrambe le saghe. Lasciamo perdere che finisca per incasinarle lo stesso. Alla Fox non se ne sono accorti e ci va bene così. Non lo diremo a nessuno. Il concetto di canone è sopravvalutato. 
Le riprese si svolgono alla fine del 2003 a Praga; sempre perché ogni volta vi stupisco con rivelazioni inaudite, la tabella di marcia è serratissima e la distribuzione di AvP è prevista per l’agosto dell’anno successivo. Anderson ce la fa a portare a casa il carrozzone nei tempi stabiliti e incassa anche uno sfracello di soldi. Poi la critica lo sminuzza e lo sbriciola, ma Anderson ci è abituato e non se ne cura. 

Posto che la critica, quando parla di Anderson, ha sempre torto, lo abbiamo ammesso in apertura e lo ripetiamo ora: non è il suo film più riuscito o anche solo interessante. Non fa neanche un blando tentativo di esserlo. Anderson qui è chiaramente in soggezione. Il suo collega Ronny Yu non mostra alcuna soggezione nei confronti dei colossi con cui si va a invischiare in Freddy vs Jason. Certo, Alien è sempre stato percepito come una cosa seria, adulta, a differenza dei due slasher che hanno segnato gli anni ’80. E tuttavia, una volta che autorizzi un film come Alien vs Predator, la serietà e l’hai già defenestrata in partenza.
Anderson non fa niente di sbagliato: sta molto attento a metterci le citazioni giuste al momento giusto, a conferire il dovuto rispetto a entrambi i mostri, a non passare per quello che arriva e ti rovina il franchise con cui sei cresciuto; però non morde mai, non esagera mai. Ci sono giusto un paio di sequenze in cui gli xenomorfi e i cacciatori più cool della galassia se le danno di santa ragione che entusiasmano e fanno scattare il tifo da stadio, ma ci si rende conto che, anche in quei momenti, Anderson se ne sta col freno a mano tirato. Non sembra neanche lui: solo quando il Predator prende lo xenomorfo per la coda e lo schianta contro il muro, ho riconosciuto l’uomo che, anni dopo, sarebbe stato responsabile di Monster Hunter. 
Alien vs Predator si limita a essere un film competente, ma da un’operazione di questo tipo non ti aspetti competenza, ti aspetti che tremino i muri della sala. 

Altro problema, e non di leggera portata, AvP è l’unico PG13 della saga. Di entrambe le saghe, anzi. E questo pesa tantissimo: tutte le morti sono fuori campo, vediamo i facehugger agganciarsi al loro ospite, ma non vediamo mai i piccoli uscire dai toraci schizzando sangue dappertutto, non vediamo mai la gente squartata dai Predator o con il cranio aperto dagli xenomorfi; di solito vediamo soltanto una delle due creature avvicinarsi minacciosa alla sua futura vittima e poi si stacca su un altro personaggio e si sentono le urla. E il film procede così lungo la sua intera durata. L’unico gore presente è quello verde del sangue alieno. 
AvP è un film per ragazzi. 
Non va criticato perché è scemo, ma perché non lo è abbastanza; non va criticato perché è poco raffinato, ma per il contrario. Se avesse abbracciato con entusiasmo tutta la sua assurdità, come aveva fatto, l’anno prima, Freddy vs Jason, sarebbe diventato uno di quei film per cui poter scendere in guerra in sua difesa; così, è soltanto un confort movie che ogni tanto metto su per non pensare ai miei guai. 

Poi, capiamoci, ci sono cose, dentro a questo film, che io adoro, come il rapporto tra Scar e la protagonista Alexa, che sta a tanto così da diventare un romance interspecie. D’altronde, se l’alternativa è Raoul Bova versione archeologo, molto meglio il Predator. Ecco, è lì che AvP arriva quasi ad abbracciare la sua assurda premessa con folle incoscienza. Forse è l’unico momento in cui Anderson non ha paura di dare fastidio a qualcuno. E infatti il film, magicamente, funziona, ha una sua identità, ha una sua natura specifica e non si limita solo a essere una scolorita riproposizione delle caratteristiche di due saghe storiche (una più dell’altra, ma ci siamo capiti). L’unica idea veramente di rottura del film è anche la migliore. E, prima che arrivino a precisare, lo so che è derivata dal fumetto. Però dipende sempre da come le idee le metti in scena, e, con tutto il PG13, le limitazioni, la Fox col fiato sul collo, bisogna dire che la tensione tra Scar e Alexa è palpabile, e questo dà al film tutta un’atmosfera diversa. 
Ecco, ho cercato di essere il più possibile obiettiva nel giudicare un film al quale comunque voglio molto bene, come al suo regista. 
Fino a ora, la mia teoria iniziale resta valida: un Alien brutto ancora non esiste. Vedremo che succede tra un paio di settimane. 

12 commenti

  1. Avatar di John Locke
    scafandro02 · ·

    Ciao,

    sempre divertente leggere i tuoi articoli, così leggeri, competenti e ricchi di curiosità al punto giusto che alla fine viene voglia di vedere il film, di qualunque cosa si tratti.

    Solo una cosa: finora ho letto recensioni perlopiù positive, il che non è un problema, vuol dire che sai dove trovare la bellezza… Ma vorrei leggere qualcosa in cui distruggi un film, così, tanto per farmi quattro risate. Esiste qualcosa del genere in questo blog? Nel caso fammi sapere.

    Buone vacanze!

    1. Avatar di Lucia

      Ciao! Innanzitutto grazie.
      Allora, io per principio non faccio recensioni negative da tantissimi anni. Ogni tanto, mi capita che un film mi faccia incazzare e allora spiego perché. Ora non mi ricordo esattamente quando questo è accaduto. Però, molto di recente, ho scritto un post su Saw II che non è propriamente lusinghiero.

      1. Avatar di John Locke
        scafandro02 · ·

        Posso capire lo scrupolo, un film è sempre il frutto del lavoro (e nel migliore dei casi della passione) di quanti lo hanno portato alla luce, e il rispetto ci sta tutto. Ma se un film è il bieco risultato dell’applicazione di un algoritmo (oggi si dice così per intendere “confezionato a bella posta”, no?) il cui fine ultimo è fare cassa svilendo così il genere e il cinema tutto? Film del genere non li recensisci? E parlo da adoratore del trash… In ogni caso zero polemica, semplice curiosità…

        1. Avatar di Lucia

          Diciamo che film del genere tendo a non recensirli perché alla fine non parlarne è uno smacco maggiore che parlarne male. E comunque, anche lì, ci lavorano centinaia di persone. Ti ripeto, è una scelta, fatta tanti anni fa, e fino a questo momento, sono contenta di averla portata avanti. Poi ogni tanto capita, è strutturale che si vedano anche film che ti fanno andare in bestia.

        2. Avatar di John Locke
          scafandro02 · ·

          …comunque ho letto la recensione di Saw 2 e non ne sono rimasto deluso. Ho apprezzato molto anche l’implicita citazione: “Non mi fido di una cosa che sanguina per cinque giorni e poi non muore”. Grazie, davvero, di cuore.

  2. Avatar di cinefilopigro

    L’ho visto un paio di volte e mi ci sono divertito, ma onestamente ho anche il vuoto riguardo ogni cosa lo riguardi. Anderson è sempre sottovalutato, non che non abbia fatto qualche fetecchia, ma il suo modo di fare va anche compreso, cosa che spesso non accade.

    1. Avatar di Lucia

      Ma perché sostanzialmente è un film anonimo: lo guardi e te ne scordi. Questo è il problema principale. I film di Anderson di rado sono anonimi.

  3. Avatar di Giuseppe
    Giuseppe · ·

    E’ che in questo caso Anderson portava un’enorme responsabilità sul groppone, visti i due mostri “sacri” affidati alle sue cure. Certo, ha cercato comunque di salvare i proverbiali capra e cavoli ma, fra una sceneggiatura che cambiava le carte in tavola rispetto a quella trasposizione del fumetto su grande schermo attesa da molti (e mi ci metto anch’io), un PG 13 assai limitante per quel minimo di gore necessario a uno scontro del genere, tempi strettissimi e quant’altro il risultato finale è stato purtroppo inferiore alle aspettative. Fermo restando che ad AvP gli si vuol bene comunque, eh, pur rimanendo impresso nella memoria assai meno di AvP: Requiem…

    1. Avatar di Lucia

      Requiem se ne frega altamente perché ormai, nel 2007, Alien ha smesso di essere una cosa seria e può andare a briglia sciolta.

  4. Avatar di Valerio
    Valerio · ·

    Un film a cui voglio molto bene perché ricordo quanto lo aspettai, in un’epoca pre-social, proprio come l’anno precedente avevo aspettato Freddy Vs. Jason. Sembrava volessero farmi un regalo dietro l’altro. A valutarlo con distacco, è senza dubbio una sintesi troppo faticosa di esigenze fra loro difficilmente conciliabili, gestita pure piuttosto bene ma purtroppo condizionata in partenza. Serviva un passo ulteriore. Quel passo arriverà, ma non ci sarà Paul W.S. Anderson. Resta l’ambientazione evocativa, il primo incontro fra il predator e lo xenomorfo e tutto l’atto finale, forse la parte del film che preferisco. Se non altro, Raoul Bova potrà raccontare ai nipoti di aver recitato in un film di Alien. Vedrai che il teorema iniziale reggerà fino alla fine.

    1. Avatar di Lucia

      L’atto finale è la parte più interessante del film. Ci siamo liberati di tutti i personaggi tranne la protagonista e i mostri, e allora il film fila via che è un piacere.

  5. Avatar di Charlie radiocarlonia

    anche per me , pienamente promosso. Grana grossa, eh, ma chi non si diverte è un parruccone. Cmq il miglior scontro tra alieni lo si è visto nel corto Batman vs predator vs alien che si trova sul tubo. Se riesci a vederlo (dura una manciata di minuti), apprezzerei un tuo commento!