Zia Tibia Guarda i Sequel – Vol 2: Hello Mary Lou: Prom Nigth 2

Regia – Bruce Pittman (1987)

Se Lucia è a perenne rischio di esaurimento, Zia Tibia, il suo alter ego estivo, se la passa un pochino meglio, ma non tanto. Dato che l’anno scorso si è molto divertita a guardarsi un sacco di sequel, questa estate, a corto di idee, ha deciso di ripetere l’esperienza, e tuttavia, crede che passeremo poco tempo nel XX secolo: asseconderà la piega anni ’00 presa dal blog e spera la asseconderete anche voi. Si parte comunque dagli anni ’80, perché Prom Night II è uno di quei gioielli un po’ dimenticati, ma tanto influenti, che dovrebbero far parte del bagaglio culturale di ogni appassionato che si rispetti. Siamo nel pieno dell’enorme successo della quarta stagione di Stranger Things, e io sono pronta a scommettere quel che resta della mia sanità mentale traballante che i fratelli Duffer hanno pescato a piene mani da questo finto sequel di uno degli slasher canadesi più famosi della storia del genere.
Finto, sì: Prom Night II non ha niente in comune con il Prom Night interpretato da Jamie Lee Curtis; nemmeno è uno slasher, ma un horror soprannaturale riassumibile come “Carrie incontra Nightmare on Elm Street”. 

Al centro della vicenda c’è sempre il classico ballo di fine anno delle scuole superiori americane, unica connessione con il predecessore. Ma nessun assassino mascherato comincerà a far fuori uno a uno gli studenti della Hamilton High School. Qui abbiamo lo spirito vendicativo e demoniaco di Mary Lou Maloney, reginetta del ballo nel 1957 e bruciata viva proprio mentre ritirava sul palco la sua corona. Perché? Perché Mary Lou, come lei stessa confessa a un prete nella prima, deliziosa, scena del film, è una “slut”, una “sgualdrina”, va in giro a commettere atti di lussuria con quanti più ragazzi possibile (io sospetto anche con qualche ragazza) amandone ogni minuto, com’è giusto che sia. Mary Lou non ci sta a fare la brava fidanzatina del ragazzo più rispettabile della scuola, ha 17 anni, si vuole divertire e paga con una morte orribile il suo essere disinibita e sessualmente aggressiva. Anche io sarei un po’ incazzata, al posto suo. 

Passano 30 anni dal ballo incriminato e Vicky, pudica ragazza cattolica con madre bigotta e padre dalle evidenti tendenze incestuose, vorrebbe un vestito un po’ meno castigato per il prom rispetto a quello che le impongono i genitori; finisce per aprire così un vecchio baule in una sgabuzzino della scuola, dove sono contenuti gli oggetti sopravvissuti alla morte di Mary Lou. Così facendo, ne libera lo spirito e ne viene posseduta, causando diversi guai ai compagni di scuola, al preside (Michael Ironside) e al sacerdote del paesunculo di bifolchi in cui si svolge la nostra storia.
The Haunting of Hamilton High, così doveva chiamarsi il film, che non nasce (e come potrebbe?) come seguito di Prom Night, ma come progetto a sé. Il titolo viene modificato pochi mesi prima della distribuzione, e dopo che la produzione impose di tornare sul set a rigirare alcune scene. In seguito, alla Samuel Goldwin Production avrebbero ammesso che l’operazione, invece di aiutare il successo commerciale del film, lo aveva danneggiato. E in effetti, così è stato: Prom Night II se lo erano dimenticato tutti, è stato riesumato solo negli ultimi anni e, purtroppo, ancora non esiste in blu-ray, ma soltanto in DVD. 

La cosa interessante di Prom Night II è che, 9 anni prima di Scream, è un meta-horror consapevole, che cita apertamente le sue fonti al fine di instaurare con il pubblico un dialogo tra iniziati. C’è persino un personaggio assimilabile a Randy che fa un riferimento diretto a L’Esorcista, per esempio. O ancora, i cognomi di gran parte dei protagonisti sono di derivazione cinematografica: c’è un professore che si chiama Craven, la protagonista Vicky fa di cognome Carpenter, la sua principale rivale per il titolo di reginetta Henenlotter, e così via. Roba che, oggi, è irritante a voler essere benevoli, ma nel 1987 gli ammiccamenti e tutto il flusso meta e post rigurgitato nell’horror dagli anni ’90 in poi, erano ancora una grossa novità, forse nemmeno del tutto comprensibile agli spettatori d’epoca. Per noi che lo guardiamo ora è al contrario possibile apprezzarne l’audacia e l’intelligenza, e capire che, quando ci fa vedere Il cadavere putrefatto di Mary Lou che accoppa un bel po’ di gente dal palco della scuola, il film non sta scopiazzando Carrie, ma gli sta rendendo omaggio in maniera originale e con una profonda coscienza della portata storica del film. 

Prom Night II è tutto così, è basato su un continuo gioco di specchi tra il tessuto del suo racconto e quello di film più famosi di lui; abbraccia l’intero spettro dell’horror sovrannaturale dalla fine degli anni ’70 a tutti gli anni ’80, Phantasm, Poltergeist, Evil Dead, più qualche occasionale botta di cultura un po’ più elevata con Velluto Blu. Un delizioso pastiche divinamente diretto da un regista che non si può dire abbia avuto una carriera luminosa, ma qui dimostra di avere un gusto per l’orrore viscerale e visionario da fuoriclasse e delle idee, per quanto deliranti, dal notevole impatto visivo. Tra tutte, quella che vede la povera Vicky risucchiata da Mary Lou dentro a una lavagna che si trasforma in acqua, una scena realizzata, per ovvi motivi, tutta dal vero, con qualche trucchetto di montaggio atto a non mostrare la meccanica dell’effetto speciale in campo.

Più di tutto, Prom Night II ha un’antagonista che non si dimentica e resta nel cuore: Mary Lou, l’indiscussa regina delle stronze, impenitente, furiosa e fiera nel perpetrare la sua sacrosanta vendetta ai danni di chi l’ha privata di tutte le promesse di una vita ancora da inventare. È difficile trovare, nell’horror degli anni ’80, un personaggio come lei. O meglio, di classiche stronze sono pieni i teen slasher e ce n’è persino una qui, perché è un cliché atto a mettere in evidenza le virtù della final girl. Solo che qui la final girl non esiste, semmai c’è un final boy, mentre la stessa Mary Lou, per quanto ispirata a Carrie, non condivide alcuna caratteristica con il personaggio ideato da King: è pura e semplice ferocia applicata a una femminilità straripante, una specie di femme fatale tornata dal regno dei morti. Adorabile. 
Quindi, se siete così fortunati da pescarlo da qualche parte, Prom Night II potrebbe rappresentare una bella sorpresa di inizio estate. So che esiste un terzo capitolo, diretto dallo sceneggiatore di questo, ma non l’ho mai visto, e non ne ho neppure mai letto granché bene in giro. 
Buona estate a tuttə dalla vostra Zia Tibia, un po’ acciaccata e claudicante, ma pronta ad andare alla scoperta di filmacci insieme a voi. 

6 commenti

  1. Ti auguro di trascorrere al meglio questa estate,riprenditi e abbi cura di te,alla prossima,CIAO👍😺!

  2. Blissard · · Rispondi

    Io l’ho adorato questo film, che peraltro credo mi consigliasti proprio tu. Ero titubante perchè il primo Prom Night per me è un filmaccio senza redenzione, per fortuna il 2 è tutta un’altra pasta proprio.
    Ti riporto quanto scrissi l’anno scorso poche ore dopo averlo visto:

    Non fatevi ingannare dallo stile approssimativo, Prom Night II – Il ritorno è uno dei più creativi slasher degli anni 80.
    Cattivo, sexy, blasfemo (le due scene nel confessionale, l’affettuoso “saluto” di Vicki al padre prima del ballo) e adorabilmente camp, il film di Bruce Pittman regala un congruo numero di sequenze fantasiose e divertentissime: la ragnatela, il cavallo a dondolo che fa le linguacce, lo specchio liquido, l’esorcismo sine corpore, la lavagna vorace, la fiammata sul pene del professore untuoso, la lunga scena ambientata nella doccia, la spettacolare resurrezione di Mary Lou e il ghignante finale.
    Non tutto è originalissimo, le ascendenze sono evidenti, ma l’insieme è sorprendentemente godibile, nettamente superiore al primo Prom Night (uscito in Italia col titolo Non entrate in quella casa) e a gran parte dei sequel degli anni 80: un Nightmare 2 – La Rivincita che ce l’ha fatta.

    Riprenditi e riposati, Lucia 🙂

    1. Ma infatti, con tutto che a me Prom Night piace anche, qui stiamo su un altro pianeta. Altra inventiva, altra qualità anche della regia.

  3. Ma… non c’è fine alle chicche!
    Devo recuperare assolutamente.
    E a questo punto, per vicinanza temporare e metagiocosa, rilancio pure con una richiesta per uno dei miei film del cuore: “Dimensione Terrore”!
    Forza per tutto!

  4. Giuseppe · · Rispondi

    Mary Lou approva questo post 😉
    Prom Night 2 passava con una certa regolarità in tv, diversi annetti fa, e io regolarmente non me lo perdevo, mentre oggi sembrano essersene dimenticati tutti i palinsesti (e relativi cicli dedicati, quando ancora li fanno): decisamente migliore rispetto al primo e pure a Prom Night 3, un sequel che tenta in parte di giocarsi la carta della commedia nera con risultati forse non così brllanti ma, a dirtela tutta, nemmeno così indegni di una visione (anzi)…
    Riposati, cura gli acciacchi e ricarica le batterie, che noi si rimane tutti qua ad aspettarti! 👍

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