Rovistando nel Catalogo Prime Video: The Crazies

Regia – Breck Eisner (2010)

Ok, per questo dovete sbrigarvi, e pure parecchio, dato che resterà su Prime solo fino a domenica. Lo so, avrei dovuto pensarci prima, ma sempre a causa della mirabolante sistemazione dei film sulla nostra piattaforma di streaming preferita, mi sono resa conto della sua presenza solo all’ultimo istante. Avevo una gran voglia di rivederlo e ho pensato che sarebbe stato comunque un buon consiglio per il weekend, nonostante sia destinato ad andare via in un paio di giorni. Anzi, proprio per questo motivo, se non lo avete mai visto o se all’epoca lo avete drammaticamente sottovalutato, come ho fatto anche io, avete una ragione in più per dargli una (seconda) possibilità.

The Crazies è un figlio piuttosto tardivo dell’ondata di remake iniziata nel 2003 con la Platinum Dunes e Non Aprite quella Porta; lo si nota dal fatto che sono andati a recuperare un film “minore” da qualsiasi punto di vista lo si rigiri. Di solito è una scelta che paga in termini di risposta da parte del pubblico più generalista, perché quasi tutti hanno visto o sentito nominare, che so io, Venerdì XIII, ma solo gli appassionati duri e puri hanno visto La Città Verrà Distrutta all’Alba, ma non solo: ripescare un cosiddetto classico dimenticato o minuscolo cult o, come in questo caso, tassello meno noto (e meno riuscito) della filmografia di un grande regista, ti permette di non con addosso il fucile puntato da fan, e di poterti sbizzarrire un po’ di più. In altre parole, l’aggiornamento lo puoi fare sul serio, non soltanto spostando di qualche decennio in avanti l’ambientazione o mettendo dei fotomodelli al posto delle facce comuni che si era soliti utilizzare nelle produzioni a basso costo anni ’70.

Il The Crazies originale, quello diretto da Romero nel 1973, era un film dichiaratamente politico, nonostante oggi a molti faccia comodo pensare che il messaggio politico nei film di Romero fosse accidentale o involontario, senza capire un accidenti della poetica del regista. Lo era, perché l’horror anni ’70 era tutto politico, a differenza della sua controparte del XXI secolo, che badava bene (e non era né accidentale né involontario) a svuotare i film da ogni tipo di contenuto che potesse sembrare divisivo anche solo alla lontana. Comunicazione di servizio: anche questo è un atto politico, che vi piaccia o no.
La domanda principale, cercando di sintetizzare ai minimi termini un film complesso come The Crazies, che Romero si poneva ai tempi era: cosa succederebbe se ci ritrovassimo col Vietnam in casa?
Ovvio che nel 2010 non ci si può ripresentare con lo stesso quesito, ma ciò non significa che il remake non sia, anche lui e a suo modo, un film politico.

La trama è pressoché identica a quella del film di Romero, con qualche aggiustamento: non si svolge più in Pennsylvania, ma in un minuscolo paese di bifolchi in Iowa; il protagonista non è un pompiere ma è lo sceriffo del suddetto paesuncolo; tendenzialmente, si preferisce non dare un volto ai rappresentanti dell’esercito e delle forze dell’ordine che calano sulla cittadina per applicare il protocollo di contenimento, ovvero sterminare l’intera popolazione, mentre nel film originale si dava loro più spazio; un personaggio, quello del padre incestuoso, viene del tutto eliminato dalla vicenda; infine, la fidanzata (nel 2010 moglie) del protagonista nel 1973 finiva infettata e uccisa, alla faccia del plot armor che siamo abituati a dare per scontato per le donne incinte.
Aveva un pizzico in più di cattiveria e cinismo, il film di Romero, com’è logico aspettarsi da un’opera indipendente degli anni ’70, realizzata da un regista giovane e arrabbiato.

Eisner, invece, imposta il suo film su una fantasia paranoica dell’America profonda, quella basata sul fatto che il governo non è tuo amico e, da un istante all’altro, può piombarti addosso, distruggendo la tua vita perfetta e i tuoi progetti per toglierti tutto ciò che possiedi e qualunque persona a cui sei legato.
La minuscola città di Odgen Marsh, che conta 1200 anime in tutto, è presentata nelle scene iniziali come un luogo idilliaco e pacifico, dove le persone sono gentili e amichevoli e l’evento principale dell’anno è l’inizio della stagione del baseball; è la quintessenza della provincia statunitense, il classico “buon posto dove crescere i nostri figli”, parafrasando una battuta di Timothy Olyphant. Il destino di Odgen Marsh è di essere rasa al suolo, quello dei suoi abitanti di essere fucilati e i loro cadaveri dati alle fiamme.

È quasi un ritorno agli anni ’50 e agli Ultracorpi: Odgen Marsh come Santa Mira, dove è tutto troppo carino per essere vero, dove sono tutti rigorosamente bianchi come da copione, lo sceriffo e il suo vice si vanno a guardare la partita sorseggiando caffè e se il tuo fidanzatino gioca nella squadra locale puoi star certa che la dottoressa Radha Mitchell ti fa uscire prima dal lavoro perché le storie d’amore adolescenziali la inteneriscono. Un’utopia conservatrice che Eisner si diverte come un pazzo a fare a brandelli: non c’è infatti lieto fine per Odgen Marsh, non arriverà alcun eroe a salvarla, anzi, gli eroi del film devono uscire dal loro paradiso per non farvi più ritorno. Difficile immaginare una crudeltà peggiore per dei personaggi come questi.
A differenza del film di Romero, in cui gli scienziati sono impegnati a cercare una cura, qui nessuno ci pensa: l’unica soluzione è fare terra bruciata per evitare che il virus esca dai confini del paesotto e si diffonda in tutto il Midwest e poi in tutti gli Stati Uniti. Un virus che, ricordiamolo di sfuggita, ti fa impazzire, ti spinge ad aggredire i tuoi familiari, amici e vicini. Una qualunque giornata con un po’ più di traffico a Roma, per dire.

The Crazies è un film tesissimo e con un ritmo indiavolato. In questo, anche se duole un po’ ammetterlo, è superiore al suo predecessore, che soffriva di un budget non sufficiente a supportarne l’ambizione. Quello che, al contrario, The Crazies 2010 perde in ambizione lo guadagna tutto in rapidità e ricchezza nella messa in scena. La confezione è, per forza di cose, più professionale e sugli attori non c’è neanche da mettersi a fare paragoni: la coppia Olyphant – Mitchell è perfetta e credibile dall’inizio alla fine, e pure i comprimari, tra cui una giovanissima Danielle Panabaker, non scherzano. Si tratta di un film più pulito di quello di Romero, ma in questo caso la pulizia funziona, è coerente con il punto di vista che Eisner ha scelto di adottare, ed è per questo che The Crazies è un remake fatto come si deve, e anche uno dei migliori film pandemici del decennio passato.
Sbrigatevi a vederlo su Prime che lunedì lo tolgono, mi raccomando.

6 commenti

  1. Io di solito nemmeno mi ci avvicino ai remake, specialmente se il film originale è qualcosa di intoccabile come l’opera del grandissimo George Romero.

    Questo remake però l’ho visto e devo ammettere che si lascia guardare, pur non avendo nemmeno un grammo della forza dell’originale. Anche perché, come hai giustamente scritto, il messaggio politico si perde in un action movie che funziona, certo, ma che arriva decisamente fuori tempo massimo.

    1. Ma guarda, ti dirò: ultimamente io ho un atteggiamento molto laico nei confronti dei remake, anzi me ne sto rivedendo parecchi e molti non sono così brutti come li era dipinti all’epoca.

      1. Io non sono contro i remake in generale. Però mi sembrano sensati solo se remake di film con buone idee ma realizzati male, cosa che non si può dire dei vari The Crazies, Robocop, Dawn of the Dead… E molti altri di cui sono stati fatti remake recentemente!

  2. acquistato subito dopo aver letto la tua recensione e finito di vedere ora.
    sarò sintetica: miglior acquisto a scatola chiusa che abbia mai fatto 😀
    grazie per avermelo fatto conoscere, se non ne avessi parlato molto probabilmente avrei continuato a snobbarlo come avevo fatto fino a questo momento.

    1. Contenta che ti sia piaciuto! La rubrica esiste apposta, peccato solo che mi sia accorta così tardi della sua presenza nel catalogo 😦

  3. zkinno · · Rispondi

    Grazie mille della segnalazione, ho passato un bel sabato sera! 😉

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